Chiedono il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da dodici anni, i lavoratori della sanità privata che domani – mercoledì 10 aprile – protestano a Modena davanti all’ospedale privato accreditato “Hesperia Hospital” (via Arquà 80). Il presidio, in programma dalle 9.30 alle 11.30 e indetto dai sindacati di categoria Fp Cgil Modena, Cisl Fp Emilia Centrale, Uil Fpl Modena, fa seguito allo sciopero dello scorso 28 gennaio. Sono interessati i lavoratori delle strutture sanitarie, accreditate e non con il servizio sanitario nazionale: oltre a Hesperia Hospita, Casa di cura Villa Igea, Casa di cura Fogliani, ospedale Villa Rosa, Poliambulatorio Chirurgico Modenese, Villa Pineta di Gaiato (Pavullo) e Lega del Filo d’Oro. Si tratta di quasi 700 addetti complessivi tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi (è esclusa la dirigenza medica). Le strutture per le quali lavorano applicano i ccnl sanità privata di Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) e Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), scaduti nel 2007. «L’ultimo rinnovo contrattuale normativo risale al 2005 e al 2007, nonostante il “mercato della salute” sia significativamente garantito dall’accreditamento pubblico – affermano i sindacati confederali della sanità – Queste aziende hanno continuato a fare utili anche negli ultimi anni, ma in pochissime occasioni hanno riconosciuto la produttività ai dipendenti, che chiedono un giusto salario e la valorizzazione professionale. Le imprese della sanità privata si rifiutano di rinnovare il contratto e vorrebbero addossare il costo del rinnovo al servizio pubblico, chiedendo l’adeguamento delle convenzioni. Una pretesa inaccettabile, perché nel corso degli anni avrebbero dovuto predisporre le risorse per il rinnovo del contratto, non solo distribuirsi gli utili. Ricordiamo che i lavoratori della professioni sanitarie pagano di tasca propria quote consistenti di iscrizione agli ordini professionali, estesi purtroppo dalle ultime normative, così come pagano i corsi obbligatori di aggiornamento. E questi costi non sono fermi alle quote del 2007, così come non lo è il costo dei beni e servizi». Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sottolineano che infermieri, fisioterapisti, operatori socio- sanitari, tecnici, radiologi, psicologi, logopedisti e altri professionisti della sanità privata offrono prestazioni fondamentali e specializzate, assistono e curano i pazienti nei reparti, ambulatori e palestre. Lo fanno ogni giorno con difficoltà sempre maggiori: sono in pochi perché il personale assente non si sostituisce più (mentre i pazienti aumentano), la qualità del servizio spesso è lasciata all’iniziativa personale, mancano percorsi di crescita professionale, aumenta la precarietà. «Il settore merita servizi di qualità e prestazioni efficaci. I lavoratori stanno lottando per chiedere un salario dignitoso, regole, trasparenza e investimenti adeguati per essere messi in condizione di lavorare meglio», concludono i sindacati.