Sanità: sbloccati i pagamenti Ausl Modena, sospeso lo stato di agitazione

È stato sospeso lo stato di agitazione all’Azienda Usl di Modena. A più di un mese di distanza dall’avvio della vertenza sul salario accessorio, è stato raggiunto l’accordo per lo sblocco dei pagamenti previsti dal contratto aziendale per il comparto (gli operatori “non medici”). Ad annunciarlo sono Fp Cgil Modena, Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale e

Patrizia De Cosimo (segreteria Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)

Uil Fpl Modena, che hanno guidato la protesta dei lavoratori. «Siamo soddisfatti per il risultato, ma amareggiati per il percorso affrontato e per la frustrazione e l’ingiustizia che hanno dovuto subire i lavoratori», dichiarano unitariamente Alessandro De Nicola (Fp Cgil), Patrizia De Cosimo (Cisl Fp) e Nicola Maria Russo (Uil Fpl). L’accordo prevede il riavvio dei pagamenti previsti dal contratto aziendale firmato il 19 luglio scorso: il pagamento del saldo di produttività riferito al 2017 avverrà immediatamente tramite l’emissione di un cedolino aggiuntivo e verrà accreditato in banca il 12 novembre. Le progressioni economiche orizzontali verranno pagate – compresi gli arretrati – con la busta paga ordinaria che verrà emessa il 27 novembre. In questo modo si rimettono in circolo pagamenti per almeno 2 milioni di euro che, a giudizio dei sindacati, erano stati arbitrariamente sospesi. «Abbiamo raggiunto anche l’intesa per lo sblocco del rateo mensile della produttività – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – C’è accordo su un testo che salvaguarda la mensilizzazione che continuerà a essere erogata sulla base dei soliti criteri. Questo pezzo di salario, che mensilmente varia tra i 60 e i 160 euro in base ai profili professionali, verrà ripristinato non appena il Collegio dei Revisori avrà espresso la sua valutazione». I sindacati hanno sospeso lo stato di agitazione e presenteranno l’accordo nel corso delle assemblee con i lavoratori che verranno a breve convocate. A giudizio di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl decisiva per lo sblocco della vertenza è risultata la mobilitazione di tutti i professionisti coinvolti e il supporto delle rappresentanze sindacali dei lavoratori. «Rimane il giudizio negativo su come l’Ausl ha condotto la discussione. L’azienda non ha compreso che con la sospensione del contratto aziendale si generava un problema sociale che avrebbe colpito oltre 4 mila persone. Si è trattato di una sottovalutazione grave che – concludono Alessandro De Nicola (Fp Cgil), Patrizia De Cosimo (Cisl Fp) e Nicola Maria Russo (Uil Fpl) – ha prodotto una frattura profonda con chi tutti i giorni garantisce servizi essenziali alla comunità».

2018-11-06T13:52:38+00:00