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Patrizia De Cosimo (segreteria Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)

All’Ausl di Modena non bastano oltre 7 milioni di euro per pagare gli straordinari, tanto che prenderà tra i 500 e 800 mila euro dai fondi contrattuali destinati alle progressioni di carriera, anche se non può farlo. Senza contare che l’uso abnorme di lavoro straordinario copre carenze organizzative e “spreme” una larga parte dei lavoratori. Lo affermano i sindacati Cisl Funzione pubblica, Nursind, Nursing Up e Fials, che definiscono “un gravissimo atto lesivo degli interessi dei lavoratori l’accordo che l’Ausl ha firmato lo scorso 11 maggio con Fp Cgil e Uil Fpl”. «Dopo anni di blocco delle progressioni, invece di utilizzare tutte le risorse disponibili per premiare il merito e le condizioni di lavoro dei 4.395 dipendenti interessati, l’accordo che contestiamo sposta una fetta consistente di fondi per coprire le carenze organizzative attraverso un uso degli straordinari che reputiamo ormai fuori controllo – dichiarano Patrizia De Cosimo (Cisl Fp Emilia Centrale), Alberto Scigliuzzo (Nursind), Mirco Reggiani (Nursing Up) e Cesare Bruno (Fials) – Secondo una stima, nel 2015 sono state fatte 450 mila ore di straordinario, corrispondenti al lavoro ordinario annuale di 250 operatori. Denunciamo il continuo ricorso a doppi turni, richiami in servizio e pronte disponibilità che rischiano di minare la lucidità sul lavoro del singolo professionista». Non solo, per pensionamento, mobilità o fine contratto ogni mese escono dai reparti e dai servizi territoriali dai 15 ai 20 dipendenti. Eppure solo il 25-30 per cento viene sostituito con assunzioni a tempo indeterminato; il resto è coperto con personale precario, spesso inserito senza l’affiancamento o l’esperienza necessaria, con il rischio di mettere il reparto in condizioni di difficoltà. «Questo problema non può essere risolto con l’utilizzo degli straordinari – sottolineano De Cosimo, Scigliuzzo, Reggiani e Bruno – È, inoltre, preoccupante che l’Ausl non investa più sulla professionalità dei propri dipendenti. Per motivarli, infatti, utilizza una sorta di ‘roulette russa’ per cui solo il 30 per cento del personale avrà una progressione, senza che il merito o la professionalità acquisita siano i veri elementi di selettività». Per Cisl Fp, Nursind, Nursing Up e Fials le attuali carenze organizzative, se non affrontate condividendo un percorso con tutti i sindacati, sono destinate a peggiorare e non basteranno certo i piccoli aggiustamenti annunciati dall’Ausl. Per questo annunciano che contrasteranno con tutti i mezzi l’accordo firmato solo con Cgil e Uil, le cui discutibili modalità «danneggiano gli operatori che lavorano in trincea tutti i giorni, spremuti ormai all’inverosimile».