Nuovo sciopero oggi – mercoledì 7 giugno – all’International Paper di S. Felice sul Panaro. Dopo il primo sciopero del 24 maggio, rsu e i sindacati Slc Cgil e Fistel Cisl hanno proclamato per oggi altre quattro ore di astensione dal lavoro per ogni turno, con presidio davanti ai cancelli dell’azienda. Gli scioperi odierno e di maggio fanno parte di un pacchetto complessivo di 16 ore di sciopero programmato, votato dai lavoratori in assemblea con 108 voti favorevoli e due astenuti. «È la conseguenza dell’amara conclusione delle trattative sul premio di produzione 2016, che non rende merito all’impegno e alla forza produttiva dello stabilimento – spiegano Giulia Casamassima (Slc Cgil) ed Edmund Agbettor (Fistel Cisl) – A questi temi si sono aggiunte le dure considerazioni dell’azienda che, attraverso un comunicato diffuso la settimana scorsa nello stabilimento, non solo ha messo in dubbio l’esistenza di una trattativa con la parte sindacale, che è ampiamente documentata da verbali di incontro, ma ha cercato di dimostrare la propria disponibilità verso i lavoratori asserendo di aver ricostruito lo stabilimento dopo il terremoto per assicurare la “continuità dell’attività aziendale”. Fare riferimento al terremoto in Emilia per portare lustro all’immagine dell’azienda è solo l’ennesima conferma di quanto questa direzione aziendale non conosca il territorio in cui opera, il suo tessuto sociale e l’approccio delle persone». I sindacati ricordano che il sisma del 2012 è stato una piaga e ha lasciato cicatrici profonde nella vita delle persone. Come tutte le multinazionali della zona, dopo il sisma l’azienda ha ricostruito e migliorato lo stabilimento facendo anche leva, giustamente, sui contributi statali per la ricostruzione. «Dopo la prima e devastante scossa, invece, i lavoratori dell’Ipi di San Felice sono partiti in trasferta, lasciando a casa famiglie sconvolte e, in tanti casi, senza più una casa agibile – sottolineano Casamassima e Agbettor – Erano in trasferta anche quando, in Emilia, la terra ha continuato a tremare. Pertanto i lavoratori hanno fatto molto di più di quello che erano tenuti a fare. Sono partiti in un momento in cui psicologicamente erano distrutti per sostenere la produttività dell’azienda, dando così il proprio contributo in altri siti della multinazionale in Italia. Era meglio non nominarlo il terremoto, e soprattutto non era il caso di farlo in quei termini. Il comunicato aziendale ha pesantemente offeso tutte le maestranze. È merito dei lavoratori se San Felice ha sempre raggiunto livelli elevati di produttività. Forse, è ora che si cominci a trattarli con un po’ di rispetto». I lavoratori, pur apprezzando la richiesta dell’azienda di discutere nel merito il premio di risultato, non intendono rinunciare alla propria dignità. Per Slc Cgil e Fistel Cisl la convocazione di un incontro per il 19 giugno non lenisce il dispiacere provocato dal comunicato di un’azienda che, fino a ora, non ha compiuto un solo passo verso le richieste delle maestranze.