I sindacati della scuola Flc Cgil Modena, Cisl Scuola Emilia Centrale e Uil Scuola Rua Modena incontrano i consiglieri regionali eletti a Modena sul tema dell’autonomia differenziata e gli impatti sul sistema pubblico dell’istruzione. L’incontro è in programma venerdì 1° marzo alle 10.30 presso la sede della Cgil di Modena. Sono stati invitati i consiglieri regionali Stefano Bargi (Lega), Giuseppe Boschini (Pd), Enrico Campedelli (Pd), Luca Sabattini (Pd), Luciana Serri (Pd), Andrea Galli (FI) e Giulia Gibertoni (M5S). Sarà presente anche una delegazione di rappresentanti sindacali (rsu) di lavoratori delle scuole

Antonietta Cozzo, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale

modenesi. «Siamo preoccupati per gli effetti della “regionalizzazione” sul sistema di istruzione pubblica e per le iniquità sociali che ciò potrebbe portare in termini di mancata garanzia del diritto universale all’istruzione – affermano i segretari di Flc Cgil Claudio Riso, Cisl Scuola Antonietta Cozzo e Uil Scuola Liviana Cassanelli – Il trasferimento di poteri dallo Stato alle Regioni non ci vede pregiudizialmente contrari. Riteniamo, infatti, che la declinazione sul territorio di specifici temi possa portare le istituzioni a operare in modo più efficiente a favore dei cittadini. Allo stesso modo, però, siamo convinti che vi siano altri argomenti che, per propria natura e specificità, hanno invece bisogno di un governo e di una unicità di carattere nazionale. In quest’ambito rientra, a nostro avviso, il fondamentale tema dell’istruzione». Come è scritto nell’appello stilato dai sindacati nazionali, “la scuola non è un semplice servizio, ma una funzione primaria garantita dallo Stato a tutti i cittadini italiani, quale che sia la regione in cui risiedono, il loro reddito, la loro identità culturale e religiosa”. «Già oggi – proseguono i sindacalisti – siamo costretti a registrare forti squilibri tra aree territoriali e regionali. Sancire un sistema di regionalizzazione dell’istruzione vorrebbe dire, a nostro parere, acuire enormemente le differenze tra le diverse regioni, penalizzando quelle più in difficoltà e creando un divario tra Nord e Sud. Siamo, quindi, fortemente contrari a ogni ipotesi di secessionismo dell’istruzione e dei saperi: la scuola, per noi, è la scuola della Repubblica e della Costituzione». Poiché la Regione Emilia-Romagna (insieme a Veneto e Lombardia) ha intrapreso la strada dell’autonomia differenziata, il timore dei sindacati è che essa contribuisca ad aumentare un dannoso frazionamento del sistema dell’istruzione. Per questo Slc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola sono impegnati a tutti i livelli – territoriale, regionale e nazionale – in un percorso di mobilitazione che contrasti la regionalizzazione dell’istruzione, in difesa dell’unità e uguaglianza delle opportunità di istruzione per tutti.