Docenti in meno, azzeramento (o quasi) dei posti per l’insegnamento dell’inglese, riduzione dei posti per il potenziamento. Sono le conseguenze per le scuole primarie modenesi paventate dai sindacati dopo che il ministero dell’Istruzione ha proceduto alla consueta assegnazione del numero di docenti alle scuole di Modena e provincia per l’anno scolastico 2022/23. «La situazione che si va delineando per le scuole della nostra provincia è preoccupante – affermano Claudio Riso (segretario generale Flc Cgil Modena), Antonietta Cozzo (segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale), Dario Catapano (segretario generale Uil Scuola Modena e Reggio Emilia), Gianni Fontana (segretario generale Snals Confsal Modena) e Robertino Capponcelli (segretario generale Gilda Unams Modena) – I proclami del ministro Bianchi nascondono una logica tutta ragionieristica che ha come unico obiettivo il taglio dei costi e, quindi degli insegnamenti, con ricadute sulla qualità dell’offerta didattica». I sindacati citano, ad esempio, gli effetti dell’introduzione dell’insegnamento di educazione motoria nelle classi quinte della scuola primaria, avvalendosi di docenti forniti di titolo specifico. In realtà, avvertono le organizzazioni sindacali della scuola, questi insegnanti non vanno ad aggiungersi al numero complessivo dei docenti assegnati alla nostra provincia, ma sono ricavati dalla già deficitaria dotazione ordinaria. Questa dotazione complessiva dovrà servire per definire gli organici delle scuole di ogni ordine e grado, compresi quindi gli istituti superiori dove, per il prossimo anno scolastico, si avrà un aumento 500 studenti (in pratica 31 classi in più). «Con le scarse dotazioni di docenti che il ministero ha autorizzato, agli uffici scolastici territoriali come Modena per garantire tutte le discipline negli istituti superiori non rimane altra alternativa che ridurre il numero di docenti alla primaria per aumentare, comunque di poco, quelli delle secondarie di secondo grado – sostengono i seg

Antonietta Cozzo, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale

retari di Flc Cgil Modena, Cisl Scuola Emilia Centrale, Uil Scuola Modena e Reggio, Snals Confsal Modena e Gilda Unams – Per la scuola primaria questo comporta una perdita di 39 posti di docenti, il quasi azzeramento dei posti per l’insegnamento della lingua inglese da parte dei docenti specialisti e la riduzione dei posti per il potenziamento. Si tratta di un quadro desolante e di fatto, se non ci sarà una modifica dei criteri per il calcolo degli insegnanti necessari per far funzionare le nostre scuole, allora è ragionevole ipotizzare che per il 2023/24 si avrà un ulteriore taglio di posti di docenti di scuola primaria in vista dell’introduzione dell’insegnamento di educazione motoria anche dalle classi quarte (che oggi ne sono invece ancora escluse) e dell’ulteriore previsto incremento degli studenti nelle scuole secondarie di secondo grado». Per i sindacati tutto ciò ha inevitabilmente un impatto negativo sotto il profilo pedagogico, didattico e in prospettiva futura rischia di non soddisfare le richieste di tempo pieno delle famiglie, in costante aumento in questi anni nella nostra provincia nonostante il progressivo calo demografico degli alunni della primaria. Sulle superiori, invece, questi interventi non risolveranno affatto il problema delle classi numerose, che continueranno a rimanere tali, con ricadute sulla qualità dell’offerta formativa. «Quello del ministero è in pratica il gioco delle tre carte, che prende in giro i cittadini e penalizza la scuola, gli studenti e le famiglie. Al ministro chiediamo una riflessione seria e un passo indietro sui proclami accompagnato da investimenti veri. Ai parlamentari e alle istituzioni del territorio – concludono Claudio Riso (segretario generale Flc Cgil Modena), Antonietta Cozzo (segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale), Dario Catapano (segretario generale Uil Scuola Modena e Reggio Emilia), Gianni Fontana (segretario generale Snals Confsal Modena) e Robertino Capponcelli (segretario generale Gilda Unams Modena) – rivolgiamo un invito a farsi carico di questa denuncia e intervenire in maniera concreta».