Fino a ieri (lunedì 14 settembre) erano 2.909 le cattedre scoperte nelle scuole modenesi di ogni ordine e grado (cioè dall’infanzia alle superiori). Ma già tra oggi e domani la situazione potrebbe migliorare con l’arruolamento dei supplenti. Lo dice la Cisl Scuola Emilia Centrale, che fin dai primi di luglio aveva lanciato l’allarme sulla prevedibile mancanza di docenti in vista della ripartenza scolastica. 1.198 docenti rappresentano il cosiddetto “residuo di ruolo”, cioè posti vacanti al 31 agosto perché non coperti da immissioni in ruolo: in sostanza, sono cattedre disponibili per le quali non si è presentato nessuno. I restanti 1.711 posti scoperti rappresentano l’organico di fatto, cioè i p

Antonietta Cozzo, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale

osti annuali (contratti che scadono il 30 giugno) assegnati a Modena dall’Ufficio scolastico regionale. Quelli per l’infanzia (138) sono stati assegnati ieri sera e i docenti hanno preso servizio oggi. Tra oggi e domani dovrebbero essere nominati anche i supplenti delle scuole primarie (649), secondarie di primo grado (315) e secondo grado (scuole superiori, 609). «Le cattedre vuote si potevano e dovevano evitare – dichiara la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Antonietta Cozzo – C’era il modo, ma a Roma non hanno voluto ascoltarci. Il nuovo anno scolastico, che affrontiamo con tutte le incognite, note e meno note, del Covid, avrebbe avuto bisogno di personale stabile fin dal primo giorno. Come sempre, invece, ci troviamo a gestire ritardi nelle operazioni di nomina. I docenti precari storici, a cui una politica miope non ha permesso un percorso di stabilizzazione sulla base dell’esperienza svolta sul campo, saranno gli stessi che garantiranno il diritto allo studio agli alunni di ogni ordine di scuola. Anche sulla sicurezza – continua Cozzo – la ministra Azzolina ha voluto fare tutto da sola invece di tenere conto dei suggerimenti dei sindacati. Le difficoltà della scuola italiana non nascono certo con l’emergenza sanitaria, ma sono riconducibili ai mancati finanziamenti, al precariato del corpo insegnante, all’incuria delle strutture scolastiche. In poche parole – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – la causa dei mali della scuola italiana è la scarsa attenzione all’istruzione e formazione delle nuove generazioni».