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Monica Barbolini, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale

«La scuola non può far fronte da sola a tutte le esigenze della società. Se le famiglie non hanno nonni disponibili a dare una mano in estate o sono costrette a spendere denaro, bisogna coinvolgere tutti gli attori della società, dagli enti locali alle parrocchie, dalle associazioni di volontariato alle società sportive e via discorrendo». Lo afferma la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Monica Barbolini a proposito della discussione sulle proposte di apertura estiva e festiva delle scuole nata sia dal progetto del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che dalla petizione lanciata nei giorni scorsi da una mamma di Pavullo. «Si rischia di alimentare un equivoco che è bene invece rimuovere subito, stabilendo con nettezza il confine tra ciò che può e deve essere definito scuola e ciò che rientra, invece, in una sfera di interventi di natura differente. In altre parole – spiega Barbolini – bisogna chiedere alla scuola ciò che è della scuola e al sociale ciò che è del sociale». Per la sindacalista Cisl la scuola non dispone neanche delle risorse sufficienti per reggere l’impegno ordinario, figurarsi se può impegnarsi in attività supplementari che ne snaturerebbero identità e missione. «Finiamola, poi, con la storia delle vacanze lunghe degli insegnanti – sottolinea Barbolini – Anche in giugno gli insegnanti hanno molti impegni collegiali (consigli, colloqui per i passaggi degli alunni da un grado di scuola all’altro, incontri di verifica, riunioni con neuropsichiatri e altri operatori). In luglio ci sono esami e corsi di recupero. I giorni di ferie riconosciuti sono 32, cui aggiungere quattro festività soppresse. È ora di riconoscere che chi lavora nella scuola dà già tanto in termini di impegno, responsabilità, investimento culturale e formativo». La segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale ricorda che il tempo e l’energia che un docente dedica all’insegnamento non comprende solo l’attività d’aula, già di per sé impegnativa, ma vanno ben oltre le previsioni contrattuali. «Proprio per questo ci sentiamo di affermare che le sfide poste dalle famiglie sono complesse ed esigono adeguati investimenti di risorse e intelligenze. Non si tratta di stabilire insensate gerarchie di importanza tra servizi tutti indispensabili (istruzione, assistenza, cura…), – precisa Barbolini – ma di aver chiaro quali e quanti soggetti entrano in gioco in partite di questo genere e che cosa a ciascuno di essi può essere richiesto. Non se ne faccia l’occasione per qualche uscita estemporanea destinata ad alimentare attese che non potranno essere soddisfatte o a suscitare la comprensibile preoccupazione di chi – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – vede caricarsi sulle spalle l’ennesimo fardello».