Soddisfazione anche a Modena per l’accordo concluso stamattina tra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati sul protocollo per la ripresa in sicurezza dell’anno scolastico. Tuttavia la Cisl giudica insufficienti le risorse destinate all’Emilia-Romagna per l’assunzione di personale docente e non docente. «Questa intesa rappresenta un passaggio importante che i dirigenti scolastici e le scuole modenesi attendono per organizzare la ripresa delle attività in presenza, obiettivo per il quale ci siamo impegnati a fondo fin dall’inizio della pandemia – commenta la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Antonietta Cozzo – Le scuole possono ora disporre di un chiaro punto di riferi

Antonietta Cozzo, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale

mento su tutti i temi già portati all’attenzione del Cts e questo costituisce un concreto supporto al lavoro in atto per definire le necessarie modalità organizzative». Tra i punti più significativi del protocollo la Cisl segnala la valorizzazione delle relazioni sindacali a ogni livello, anche di scuola, l’istituzione di tavoli permanenti presso ogni Ufficio scolastico regionale (con la presenza anche degli enti locali), la previsione di test diagnostici per tutto il personale; i test saranno volontari, gratuiti ed effettuati non a scuola, ma presso strutture di medicina di base. «Di grande rilevanza – aggiunge Cozzo – è la dichiarazione programmatica con la quale il Ministero si impegna a impedire che la rimodulazione dell’unità oraria da parte delle scuole si traduca in una diminuzione del diritto all’istruzione come conseguenza di una diminuzione complessiva del tempo scuola. Inoltre c’è l’impegno ad avviare entro l’inizio del prossimo anno scolastico la contrattazione nazionale per regolare gli aspetti legati a un’eventuale necessità di ricorso alla dad (didattica a distanza) e al lavoro agile svolto dal personale ata. Ancora, – continua la sindacalista Cisl – il protocollo vuole superare entro l’inizio delle lezioni tutti i vincoli normativi che ostacolano la sostituzione del personale docente e ata assente, al fine di evitare lo smembramento delle classi e l’insufficiente vigilanza degli spazi. Infine, il Ministero si impegna a investire risorse aggiuntive sugli organici al fine di evitare la formazione delle cosiddette “classi pollaio” e a garantire, in sede di reclutamento, la necessaria continuità con particolare attenzione all’insegnamento di sostegno. Tuttavia le risorse destinate all’Emilia-Romagna e, quindi, anche a Modena, sono del tutto insufficienti per l’assunzione di personale docente e non docente. Rischiamo, insomma, – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Antonietta Cozzo – di non avere la precondizione ideale per la ripartenza delle attività scolastiche, garantendo la maggiore sicurezza possibile agli studenti modenesi, docenti, dirigenti e ata».