Coinvolge anche Modena la mobilitazione nazionale dei lavoratori precari della scuola, che dopodomani – mercoledì 14 ottobre – manifestano davanti alle prefetture con presidi, flash mob e altre iniziative organizzate nel pieno rispetto delle misure di distanziamento. A Modena è previsto un presidio davanti alla prefettura alle 16. La mobilitazione è promossa dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams dopo la decisione del Governo di avviare, in un contesto di emergenza sanitaria prorogato sino al 31 gennaio 2021, lo svolgimento delle prove del concorso straordinario a pa

Precari della scuola

rtire dal 22 ottobre e, a seguire, di un maxi-concorso con oltre 500 mila candidati. «Questi concorsi non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre esporranno la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi e al rischio che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o quarantena come effetto del lavoro che svolgono, siano esclusi dalla partecipazione al concorso – affermano i segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams – Oggi il lavoro nelle scuole poggia anche sul 30% di organico occupato da lavoratori precari che operano con professionalità e serietà. Con loro si è abusato del ricorso al contratto a termine senza mai offrire alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione». A Modena e provincia si stimano circa 4 mila precari tra docenti e ata. Dato il perdurare dell’emergenza sanitaria, per i sindacati bisogna rinviare i concorsi e pensare a un serio piano di stabilizzazioni, abilitazioni e valorizzazione delle professionalità dei precari che produca effetti immediati, anziché le 200 mila supplenze annuali. «Crediamo che date le condizioni attuali si debba stabilizzare tramite prova orale e valutazione di titoli i docenti con tre anni di servizio. È l’unico modo – sostengono i sindacati – per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica. Occorre anche stabilizzare su sostegno tramite prova orale i docenti specializzati: personale già selezionato per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità. Senza il contributo dei precari la scuola pubblica italiana chiuderebbe domattina. Serve quindi – Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams – un atteggiamento meno arrogante e più dialogante da parte del Ministero dell’Istruzione».