«Per una ripartenza della scuola a settembre in presenza e sicurezza bisogna adottare misure concrete su precisi punti, che già nei giorni scorsi abbiamo posto all’attenzione pubblica. Purtroppo non abbiamo ricevuto risposte dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, anche se confidiamo che queste arrivino il prima possibile».

Monica Barbolini, segretaria generale Cisl Scuola Emilia-Romagna

Lo affermano i sindacati della scuola dopo il tavolo regionale sulla ripresa della scuola a settembre che si è tenuto ieri a Bologna presso l’Ufficio scolastico regionale. «Le nostre preoccupazioni e criticità riguardano diverse questioni – spiegano Monica Barbolini (Cisl Scuola Fsur Emilia-Romagna), Monica Ottaviani (Flc Cgil Emilia-Romagna), Serafino Veltri (Uil Scuola Rua Emilia-Romagna), Gianfranco Samorì (Snals Confsal Emilia-Romagna) e Rosarita Cherubino (Gilda Fgu Unams Emilia-Romagna – Innanzitutto gli spazi per consentire il distanziamento fisico degli studenti; i trasporti, con particolare riguardo alle linee extraurbane, tenuto conto della mobilità degli studenti e dell’accesso differenziato a scuola; la refezione scolastica, sia rispetto ai temi occupazionali del settore che al mantenimento di un momento didattico di socialità; il tempo scuola, che deve essere garantito nella sua interezza, quindi includendo anche il tempo pieno, evitando riduzioni delle attività a tutela del dettato costituzionale e del diritto allo studio». Quanto agli organici, per i sindacati servono risorse e investimenti poderosi sul personale docente (il cui impegno necessita anche di un riconoscimento economico) e ata, con un’attenzione particolare su scuole dell’infanzia, primaria e sugli studenti più fragili. A fronte di un aumento degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado occorre infatti evitare classi pollaio. «Riguardo all’assunzione del personale servono misure concrete – sottolineano i sindacati – Le soluzioni trovate finora non sono adeguate, anzi acuiscono i problemi e non rispondono alle urgenze legate all’emergenza sanitaria. Ricordiamo che i posti vacanti in Emilia-Romagna saranno oltre 17 mila per i docenti e oltre 4 mila per il personale ata: posti che non potranno essere coperti per mancanza di aspiranti. Un altro serio problema sarà il rinnovo delle graduatorie per l’assunzione del personale supplente, e questo vuol dire far riferimento a un altro esercito di precari. Riguardo al personale ata, invece, è necessario un incremento per garantire la sicurezza, il controllo, gli accessi e la sorveglianza. Bisogna anche estendere la figura dell’assistente tecnico in tutte le istituzioni scolastiche». Altro capitolo è per i posti scoperti di direttore dei servizi generali amministrativi (Dsga), perché in regione circa il 60% delle scuole è privo di questa figura. Il personale facente funzione ha sopperito negli anni a questa carenza, ma ora va trovata in fretta una soluzione, che passa da un concorso straordinario, così da poter dare risposta alle centinaia di lavoratori e lavoratrici che per 10-15-18 anni hanno lavorato per lo Stato e che ora rischiano di ritrovarsi messi da parte con un “arrivederci e grazie”. Nel sostegno sono migliaia i posti necessari per garantire la copertura degli studenti con disabilità, dato che in regione circa il 60% del personale non ha il titolo, situazione che può essere sbloccata solo intervenendo in modo specifico sull’università. «Le questioni poste all’attenzione della ministra sono numerosissime. Richiedono interventi tempestivi, chiarezza negli intendimenti e linee guide nazionali su didattica a distanza, smart working, lavoratori fragili e procedure sanitarie da adottare in caso di sospetto di contagio. Non serve il fai da te, evitiamo – concludono Monica Barbolini (Cisl Scuola Fsur Emilia-Romagna), Monica Ottaviani (Flc Cgil Emilia-Romagna), Serafino Veltri (Uil Scuola Rua Emilia-Romagna), Gianfranco Samorì (Snals Confsal Emilia-Romagna) e Rosarita Cherubino (Gilda Fgu Unams Emilia-Romagna – che le scuole adottino in autonomia decisioni che devono invece essere indicate da una forte cabina di regia nazionale e territoriale».