È insufficiente il numero di insegnanti per il prossimo anno scolastico. Per ripartire in sicurezza e con un’offerta formativa di qualità servono investimenti e stabilizzazione del personale. Lo sostengono Cisl Scuola Emilia Centrale, Flc Cgil Modena e Uil Scuola Rua Modena, che nei giorni scorsi hanno incontrato l’Ufficio scolastico territoriale di Modena per analizzare l’organico docenti per l’anno scolastico 2020-2021. I posti per la provincia di Modena sono 9.030, comprensivi del sostegno. Si prevede che gli studenti saranno 95.029, con una riduzione di 284 unità rispetto all’anno in corso. Il calo demografico continua nella scuola dell’infanzia (-105) e primaria (-886), mentre aumentano gli studenti alle scuole medie (+162) e superiori (+545). «Nonostante la sostanziale conferma del numero complessivo dei docenti assegnati nell’anno scolastico precedente, – dicono i sindacati – non saranno so

Antonietta Cozzo, segreteria generale Cisl Scuola Emilia Centrale

ddisfatte tutte le richieste di classi a tempo pieno, ma funzioneranno solo quelle autorizzate nell’anno scolastico 2019-20. All’incremento delle classi nella scuola media non corrisponderà un docente in più, mentre quelli complessivamente assegnati alle superiori rischiano di non coprire tutto il tempo scuola previsto. Aggiungiamo che al momento mancano le graduatorie dei concorsi per la scuola secondaria, quindi forme di reclutamento per assumere gli insegnamenti necessari a coprire gran parte dei posti vacanti e su cui stanno lavorando i supplenti: circa 1.200 per il solo anno scolastico in corso, a cui si aggiungeranno gli oltre 140 pensionamenti previsti dal prossimo settembre». Per Cisl Scuola, Flc Cgil e Uil Scuola la sola riconferma dell’organico ora assegnato utilizzando criteri e parametri pre Covid–19 non sarà quindi sufficiente a garantire una regolare ripartenza che, per le caratteristiche di emergenza, si presenta molto complessa. Questo impone l’adozione urgente di misure straordinarie, non solo sul versante della sicurezza e tutela di personale e studenti. «Servono investimenti e stabilizzazioni massicce per i docenti al fine di consentire la didattica in presenza, evitare assembramenti, ridurre il numero degli alunni per classe, dare supporto agli studenti più svantaggiati o più fragili garantendo a tutti, senza distinzione, il diritto allo studio e un piano dell’offerta formativa di qualità. Occorre investire anche sul personale ata – continuano i sindacati – per garantire sicurezza, sanificazione, attività amministrative e tecniche. Servono altresì luoghi fisici funzionali al distanziamento sociale: per questo sono urgenti interventi per l’edilizia scolastica e nuovi spazi dove poter fare lezione. Sarà necessario ragionare di riorganizzazione dei servizi di mensa e dei trasporti. Così come vanno individuate soluzioni di riorganizzazione delle attività che agiscano sul versante del recupero delle carenze degli studenti, sulla valorizzazione della continuità didattica e ristabiliscano quelle relazioni che sono venute meno in questi mesi». Cisl Scuola, Flc Cgil e Uil Scuola aggiungono che non si può trascurare la necessità di una spinta innovativa sulla formazione di tutto il personale scolastico a tutela della salute e a supporto della digitalizzazione. Servono investimenti e un progetto/cantiere per rimettere al centro delle priorità del Paese la scuola che, in questa vicenda, ha subito una ferita profonda, come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «In questo contesto non servono fughe in avanti. Tutti i soggetti istituzionali e sociali sono chiamati alla responsabilità per garantire e agevolare un avvio del prossimo anno scolastico nel rispetto prioritario della salute pubblica, senza sacrificare ancora il diritto all’istruzione. La scuola è un luogo di apprendimento, relazione e partecipazione. È comunità, è il cuore della democrazia di un Paese. Deve poter partire e per farlo – concludono Cisl Scuola Emilia Centrale, Flc Cgil Modena e Uil Scuola Rua Modena -servono certezze e risorse».