«Il servizio educativo integrato di Modena deve mantenere una forte radice pubblica. Ecco perché siamo contrari alla decisione di affidare alla Fondazione Cresciamo la gestione di altre tre scuole e tre nidi d’infanzia». È questa la posizione della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale, che commenta l’emendamento al bilancio di previsione 2021-2023 del Comune di Modena approvato l’altro giorno e relativo al progetto “Modenazerosei costruire futuro”. «Le lavoratrici della Fondazione Cresciamo non sono pubbliche dal punto di vista

Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)

del loro contratto di lavoro – precisa Sabrina Torricelli, sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – È innegabile che esistano differenze salariali che le penalizzano rispetto alle loro colleghe del Comune di Modena, pur svolgendo lo stesso lavoro. Per questo chiediamo da tempo un percorso che porti all’applicazione del contratto degli enti locali anche alle lavoratrici della Fondazione Cresciamo». «Se il Comune di Modena attribuisce tanta importanza allo strumento della Fondazione – aggiunge Andrea Sirianni, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale con delega ai bilanci comunali – non può non condividere con noi un percorso contrattuale che arrivi alla parificazione del contratto della Fondazione con quello degli enti locali, tanto più che il tema ci è sempre stato posto in termini di impossibilità di assumere, non di risparmiare sui costi del personale». Sulla questione dei vincoli nazionali che impediscono agli enti locali di effettuare tutte le assunzioni e stabilizzazioni di cui avrebbero bisogno, la Cisl intende coinvolgere anche i parlamentari modenesi. «Il tema dell’adeguatezza degli organici degli enti locali deve trovare risposte più convincenti – dichiara Sirianni – Ricordiamo che appena venti giorni fa noi sindacati confederali abbiamo firmato con il governo il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” che, tra l’altro, prevede anche un rilancio sul tema delle assunzioni». Rivolgendosi nuovamente al Comune, la Cisl chiede un solo tavolo di confronto sulla gestione dei servizi pubblici che riguardano tutti i cittadini. Attualmente i tavoli sindacali sono tre: uno con Cgil Cisl Uil sui temi generali, uno con la categorie della funzione pubblica e uno con le categorie della scuola «Vogliamo avere un unico luogo in cui discutere il modello educativo a Modena con tutti i soggetti coinvolti – interviene ancora Torricelli della Cisl Funzione pubblica – Il tema è complesso e non può più essere affrontato a pezzi in tanti tavoli di discussione». «Come già sperimentato altre volte, – ricorda Sirianni – il tavolo unico potrebbe essere il luogo in cui condividere un accordo quadro sulle linee generali e i punti fermi, a partire dal mantenimento di una presenza pubblica qualificata nel sistema educativo integrato che innervi tutto il sistema», conclude il segretario Cisl.