Potrebbero esserci presto nuovi scioperi nel trasporto pubblico locale di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Lo annunciano i sindacati, secondo i quali «a Seta vige un doppio regime, ormai intollerabile, che differenzia i trattamenti tra lavoratori che svolgono la stessa attività». Per questo motivo Filt Cgil Emilia-Romagna, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Emilia-Romagna, Ugl Fna Emilia-Romagna e Faisa Cisal Emilia-Romagna rivolgono un appello a tutti i soci pubblici di Seta affinché si facciano parte attiva per risolvere in tempi brevi una questione che si trascina da troppi anni. Nel frattempo, dato che il tentativo di conciliazione tenutosi l’altro giorno presso la prefettura di Bologna ha avuto esito negativo, nei prossimi giorni si terranno assemblee con i lavoratori per decidere iniziative di sciopero. I sindacati ricordano che da anni è attivo un tavolo di trattativa unitario con Seta per affrontare l’armonizzazione dei trattamenti contrattuali dei dipendenti e tutti i problemi, spesso assurti all’onore delle cronache locali, persistenti nei tre territori in cui opera l’azienda (Modena, Reggio Emilia e Piacenza). «Ancora una volta ci siamo trovati a verificare che le questioni sollevate da diversi anni continuano a non trovare risposte compiute, o meglio continuano a scontrarsi con l’indisponibilità dell’azienda a trovare soluzioni condivise – accusano Filt Cgil Emilia-Romagna, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Emilia-Romagna, Ugl Fna Emilia-Romagna e Faisa Cisal Emilia-Romagna – Infatti a tutt’oggi i cosiddetti neoassunti, che in realtà sono lavoratori che operano in azienda a partire dal 2013, si trovano ancora ad avere un trattamento economico e normativo differente e notevolmente inferiore rispetto ai colleghi assunti prima della costituzione di Seta (2013). Le proposte che l’azienda ci ha presentato a questo tavolo sono del tutto insufficienti per risolvere l’annosa questione che grava su oltre 200 lavoratori, ai quali sono applicate condizioni economiche e normative diverse rispetto agli assunti prima della costituzione dell’azienda Seta. A ciò – continuano i sindacati – si aggiungono questioni afferenti la gestione aziendale, l’organizzazione del lavoro, la salute e sicurezza, anche degli utenti, che continuano a rimanere senza risposta e che causano insoddisfazione e disagi a tutti i lavoratori. Restando inascoltate le nostre richieste e ricevendo proposte non accettabili, ci vediamo costretti ad aprire le procedure previste per legge al fine di proclamare lo sciopero. Riteniamo, infine, molto grave – concludono Filt Cgil Emilia-Romagna, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Emilia-Romagna, Ugl Fna Emilia-Romagna e Faisa Cisal Emilia-Romagna – che in una società partecipata da amministrazioni pubbliche locali non si siano ancora create le condizioni per risolvere un problema sentito e che dura da tempo».