Salvatore Cosma (Filca Cisl Re, foto G. Arlotti) p

REGGIO EMILIA (15 gennaio 2015) – Settore edile: i ritardi nei pagamenti potrebbero portare le aziende sul lastrico. Questo nonostante l’aumento del + 2,1% registrato nel terzo trimestre 2015, secondo Unioncamere Emilia Romagna. “Sono dati contraddittori – dichiara Salvatore Cosma, della segreteria Filca (Federazione italiana lavoratori costruzioni affini) Cisl Emilia Centrale – perché se a Reggio e provincia aumenta il volume di affari rispetto al 2014, questo non è direttamente proporzionale alla liquidità delle aziende. È necessario, infatti, analizzare i tempi di pagamento specialmente negli appalti pubblici, ossia, se i committenti pagano nei tempi previsti dall’opera, altrimenti le aziende in subappalto sono costrette ad anticipare le spese (materie prime, stipendi, contributi) questa è una discriminante che spesso ha ridotto diverse aziende sul lastrico e in alcuni casi i lavoratori non sono stati retribuiti”.
“Un altro elemento di cui tenere conto – prosegue Cosma – è il tramonto dei grandi colossi cooperativi delle costruzioni. Dal 2011 ad oggi, si sono moltiplicate le cooperative in procedura concorsuale, elemento che fa riflettere e non poco, da ultime Open.co (exCormo) e Coopsette. I lavoratori vivono ore angoscianti poichè avendo investito i risparmi di una vita presso le stesse cooperative, attraverso la quota sociale rischiano di ritrovarsi senza stipendio e senza le quote sociali investite nelle stesse cooperative”.
“Pertanto – riprende Cosma – evidentemente va ripensato il modello cooperativo ritrovando i principi della mutualità e assistenza quali principi fondanti il mondo cooperativo di tanti anni fa, in cui ci siano meno dirigenti e più soci lavoratori che conseguono il bene della cooperativa attraverso il lavoro quotidiano. Un ulteriore elemento per uscire da questa situazione di stallo in cui versano spesso i dipendenti delle piccole e medie aziende, deve essere l’anticipazione del credito da parte degli istituti ad esso preposti”.
“Le aziende attraverso la cessione del credito alle banche, potrebbero reperire la liquidità necessaria per terminare l’opera in costruzione ed essere in regola con gli oneri retributivi, contributivi e cassa edile relativi ai dipendenti. Solo in questo modo ci sarà più liquidità ed una economia pragmatica ed effettiva lontana dai dati formali, evitando lungaggini estenuanti”, concludono da Reggio Emilia.