Ha aderito il 99 per cento dei lavoratori allo sciopero di quattro ore proclamato oggi – lunedì 10 aprile – alla Sherwin Williams di Cavezzo, storica azienda produttrice di vernici conosciuta per il marchio Oece e che dal 2010 è diventata proprietà della multinazionale americana. La protesta fa parte di un pacchetto di otto ore di sciopero; oltre all’astensione dal lavoro, stamattina i lavoratori hanno tenuto un presidio davanti ai cancelli aziendali. La settimana scorsa la dirigenza ha comunicato ai sindacati l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Cavezzo entro il 6 ottobre 2017 e di trasferire a Pianoro (Bologna) tutti i 60 lavoratori. Nel 2012 il magazzino di Cavezzo subì danni gravissimi a causa del terremoto, con il decesso di una lavoratrice. Il magazzino non è più stato ricostruito e già da allora le maestranze, insieme ai sindacati, chiedevano rassicurazioni alla dirigenza sul futuro dello stabilimento di Cavezzo, ricevendo sempre risposte vaghe e non esaustive. «L’altro giorno è arrivato l’annuncio che sancisce definitivamente la chiusura di Cavezzo – dicono Femca Cisl e Filctem Cgil – Le motivazioni addotte dalla dirigenza sono legate a un’ottimizzazione dei costi, con l’accorpamento allo stabilimento di Pianoro che vede la stessa tipologia di produzione. I lavoratori, unitamente alla rsu e alle organizzazioni sindacali, chiedono il mantenimento dell’unità produttiva di Cavezzo in quanto ritengono che il trasferimento a Pianoro rappresenti un grosso sacrificio che viene loro richiesto a fronte, di risultati economici che, nonostante la situazione di crisi, sono rimasti costanti negli ultimi anni e, di fatto, non giustificano la decisione di chiudere Cavezzo». Femca e Filctem esprimono forte disappunto per la chiusura di un’altra realtà produttiva in un territorio così duramente provato anche dagli effetti del terremoto.