Il nido comunale Triva chiude. Lo dicono Fp-Cgil, Cisl Funzione pubblica, Uil-Fpl, Csa e Sulpl di Modena, i quali non condividono una decisione che pare “rottamare” il passato, senza contestualmente progettare il futuro. «Per questo abbiamo deciso di partecipare questa mattina al sit-in di protesta contro la chiusura – spiegano i sindacati – L’intero sistema dei servizi per l’infanzia e il lavoro dei suoi operatori vengono oggi messi in discussione dalla necessità di cambiamento di una società fatta di famiglie profondamente cambiate rispetto a vent’anni fa». Si dice che la domanda verso i servizi per l’infanzia è in calo, ma secondo i sindacati non ci si interroga sulle cause. La società è cambiata, e non solo per la crisi economica, le tipologie familiari sono diverse dal modello considerato “tradizionale” e sono diverse le reti di sostegno alle famiglie. «Nuove culture si sono mescolate alla nostra portando con sé la necessità e difficoltà di integrazione che non deve essere un tabù, ma un argomento da affrontare senza ipocrisie – continuano Fp-Cgil, Cisl Funzione pubblica, Uil-Fpl, Csa e Sulpl – Qual è il progetto politico dell’amministrazione comunale di Modena rispetto a questi servizi e alla loro sostenibilità economica per le famiglie? Quali sono l’innovazione e le sperimentazioni che si vogliono fare sui servizi da 0 a 6 anni, dopo aver ascoltato i bisogni delle famiglie e le proposte di chi, come noi, rappresenta le competenze e professionalità degli operatori»? Per i sindacati è sbagliato chiudere una struttura senza rispondere a queste domande ed è per sollecitare risposte che hanno partecipato al sit-in contro la chiusura del nido Triva. «Se la società ci pone nuove sfide, abbiamo il dovere di trovare strade nuove per rispondere a bisogni profondamente cambiati. Dobbiamo rimettere in gioco le eccellenze del nostro sistema educativo della prima infanzia, con flessibilità mentale e organizzativa, ma soprattutto – concludono Fp-Cgil, Cisl Funzione pubblica, Uil-Fpl, Csa e Sulpl – con tanto ascolto e tanto confronto».