Il personale dipendente dell’Asp Don Cavalletti riunitosi in assemblea il giorno 13 febbraio 2018 alla presenza delle Segreterie provinciali di CGIL-CISL-UIL e delle rispettive categorie della Funzione Pubblica (FP CGIL- CISL FP- UIL FPL) esprime contrarietà alla volontà dell’Amministrazione di Carpineti di dare corso alla privatizzazione dell’Istituto.

Nell’incontro che si è tenuto il 1° febbraio 2018 presso la sede dell’ Unione Montana, il presidente dell’Unione stessa, in rappresentanza di tutti gli amministratori del territorio, ha confermato la decisione di esternalizzare i servizi attualmente gestiti in Asp alla cooperazione sociale. Facendo così si viene meno ai precedenti impegni di mantenere aperto un tavolo tecnico distrettuale per verificare la sostenibilità della Don Cavalletti a gestione pubblica e di adoperarsi per ricercare tutte quelle soluzioni che permettano di traguardare un percorso condiviso, prima di assumere qualsiasi decisione sul futuro della Struttura; ultimo baluardo pubblico del socio assistenziale nel distretto della Montagna Reggiana. Anche l’idea stessa di esternalizzare il servizio di assistenza domiciliare (SAD), ora gestito direttamente in Asp, va nella direzione opposta ad una logica di confronto.

Pensiamo che tale comportamento di netta chiusura al prosieguo del confronto, oltre che essere irrispettoso nei confronti dei lavoratori e delle loro rappresentanze non è neanche coerente con ciò che era stato concordato tra le Parti in sede di conciliazione presso la Prefettura di Reggio Emilia e nell’incontro tenutosi in Provincia come sede di Conferenza territoriale Socio Sanitaria.

Per le ragioni sopra esposte le lavoratrici e i lavoratori dell’Asp Don Cavalletti danno mandato alle OO.SS. di proclamare lo stato di agitazione che sarà comunicato alle autorità competenti e chiedono allo stesso tempo, in modo unanime, che venga ripristinato rapidamente il tavolo presso l’Unione Montana per continuare la discussione, avviata a suo tempo, sull’organizzazione dell’Istituto.