Scuola: alle volte la scuola può divenire elemento di stress sia per studenti che per gli insegnanti. Quali sono le cause e quali le possibili soluzioni che si possono trovare nella comunità educante?

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Sul fronte dell’apprendimento, recentemente, il rapporto Oms ha riferito proprio che gli adolescenti italiani manifestano insoddisfazione, noia e stress verso il sistema istruzione. Un’altissima percentuale di studenti – maschi e femmine –  risponde “no” alla domanda “ti piace la scuola?”. Insomma è sempre più raro trovare giovani che amano la scuola in modo viscerale, che hanno potuto appassionarsi a discipline, anche ostiche, grazie alla passione, all’entusiasmo e alla motivazione di diversi insegnanti. Ma oggi la complessità della scuola determina dinamiche complesse: gli alunni appaiono più fragili, più distratti dai social e maggiormente disorientati.

La scuola può avere delle responsabilità, ad esempio in riferimento alla molteplicità di discipline – anche 14, qualcuna per una ora soltanto – che gli alunni sono tenuti ad affrontare,  ma è opportuno che si conoscano le reali condizioni del fare scuola.

Sul fronte dell’insegnamento oggi viviamo la scuola degli acronimi – Ptof, Pai, Bes , Rav, Clil, Cpia, Pon, Snv … – e delle Faq: ogni procedura prevista deve essere spiegata, chiarita (anche con Faq fuorvianti per “mero errore materiale” dell’amministrazione come accaduto per le recenti domande di partecipazione al concorso docenti) oppure contrastata, con un contenzioso sempre più consistente. Spesso gli insegnanti devono subire riforme, adattarsi a nuove e continue prescrizioni, affrontare la complessità delle classi, in aule un po’ fatiscenti e un po’ affollate, impegnati, comunque, anche nella formazione, negli impegni collegiali nonostante gli anni che avanzano. Sì, perché anche questo è un aspetto non trascurabile: l’entusiasmo iniziale che consente di aspirare all’insegnamento come professione  alta e nobile, dopo quarant’anni può scemare, per la stanchezza, per le energie ridotte, per i sempre maggiori coinvolgimenti della scuola in tutte le emergenze educative (bullismo, obesità, tabagismo, educazione stradale, ambientale, ..).

Tra queste prolematiche, quali le possibili risposte? I giovani lanciano sfide: è necessario la sottoscrizione di “patti educativi” , di allenanze tra Scuole, famiglie, territorio e società; forse è necessario riconsiderare obiettivi, aspettative, insuccessi. La corresponsabilità di tutta la comunità educante è, molto probabilmente, la risposta adeguata.

 

Mariarita Bortolani

(Cisl Scuola Emilia Centrale, sede RE)