È stato firmato nei giorni scorsi l’accordo che riafferma il principio di parità di trattamento per i lavoratori in somministrazione impegnati nel servizio sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna. Si tratta di 651 tra infermieri, operatori socio-sanitari, operatori del 118, amministrativi e assistenti sociali. Ne danno notizia l’assessorato alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna e Cgil Cisl Uil. «Si conclude una vertenza, durata quasi due anni, dovuta al mancato riconoscimento delle indennità per il personale sanitario in somministrazione presso le strutture ospedaliere che ospitano i cosiddetti reparti Covid – dichiarano Alessandro Cambi (Nidil Cgil Emilia-Romagna), Marco Dall’Osso (Felsa Cisl Emilia-Romagna) e Michele Bertaccini (Uiltemp Uil Emilia-Romagna) – Questa vertenza si è chiusa positivamente anche e soprattutto grazie alle iniziative e agli scioperi organizzati in questo ultimo anno. Abbiamo finalmente ottenuto l’applicazione di quanto contenuto nel decreto per la parità di trattamento». L’origine di questa rivendicazione che, seppur retroattivamente, porterà nelle tasche dei lavoratori somministrati 791,76 euro netti, nasce dal fatto che in quest’ultimo biennio caratterizzato dal contrasto alla pandemia da Covid-19, i molti decreti a sostegno del personale sanitario, anche tramite incentivi economici, hanno visto sempre esclusi i lavoratori precari, sebbene essi lavorassero a fianco del personale assunto direttamente nelle strutture del servizio sanitario regionale, svolgessero le medesime mansioni e corressero gli stessi rischi. «L’accordo siglato in Regione nell’ambito del Patto per il Lavoro e il Clima va nella giusta direzione – sottolineano Nidil, Felsa e Uiltemp – e sancisce il riconoscimento di pari dignità per il lavoro svolto dal personale in somministrazione impegnato nelle strutture sanitarie pubbliche. Anche se in ritardo, in Emilia-Romagna si può dire che nel contrasto alla pandemia da Covid-19 non ci sono, e non dovranno mai più esserci, lavoratori di serie A e serie B. Tutti i lavoratori con contratto di somministrazione in forza al 1° maggio 2021 nei reparti Covid delle strutture sanitarie regionali potranno richiedere presso le attuali o precedenti agenzie di somministrazione la conferma del riconoscimento dell’indennità di 791,76 euro netti per il lavoro svolto nei reparti Covid», concludono Alessandro Cambi (Nidil Cgil Emilia-Romagna), Marco Dall’Osso (Felsa Cisl Emilia-Romagna) e Michele Bertaccini (Uiltemp Uil Emilia-Romagna).