«Quattro donne e tre bambini uccisi in tre giorni sono molto più che un campanello d’allarme. Esiste un grave malessere sociale che va affrontato e guarito il prima possibile». Lo affermano i coordinamenti donne di Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio commentando le stragi familiari di oggi a Montese, ieri a Sassuolo e l’altro ieri a Modena, ma anche la vicenda del bambino ucciso dal padre in provincia di Viterbo.

La Giornata mondiale contro la violenza alle donne di qualche anno fa a Modena

«Siamo di fronte a un’escalation: adesso a morire per mano di uomini non sono più solo fidanzate, mogli, madri, sorelle o suocere, ma anche figli in tenera età – osservano i coordinamenti donne dei tre sindacati confederali – Questi episodi, che lasciano senza parole, devono interrogarci a tutti i livelli. Non è un problema di esclusivo ordine pubblico, ma sociale. È irrealistico pretendere che i servizi comunali e le forze dell’ordine possano intervenire in ogni famiglia e prendersela con loro quando si verificano tragedie di questo tipo. L’unica soluzione – sostengono le donne di Cgil Cisl Uil – è agire sul versante educativo e culturale. Noi possiamo farlo nei posti di lavoro e in tutti gli altri luoghi nei quali esercitiamo la nostra azione sindacale. Ma devono farlo prima di tutto le famiglie, la scuola, la Chiesa e tutte le altre agenzie educative, magari in rete per essere più efficaci. Alle vittime di questi giorni dedicheremo l’iniziativa che abbiamo organizzato a Modena per martedì prossimo 23 novembre nell’ambito della Giornata mondiale contro la violenza alle donne. Sarà l’occasione – concludono i coordinamenti donne di Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio – per riflettere su un fenomeno sempre più grave e diffuso anche nel nostro territorio e sulle possibili soluzioni».