Migranti. “Anche quanto avviene in questi mesi drammatici per l’Europa ci fa richiedere di sbloccare la legge sullo ius soli. E’ solo creando cittadini culturalmente consapevoli che si può realizzare il senso di appartenenza a una comunità e al rispetto dei suoi lavori. Diversamente in Italia avremo 80.000 figli di immigrati (nati qui) – 10.000 a Reggio – in una singolare situazione di… ‘rifugiati nella propria terra’”. Sono le parole di William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale emerse durante il dibattito “Immigrazione, opportunità o problema?” andato in scena sabato 9 aprile 2016 all’Auditorium Simonazzi. Organizzato dalla Cisl Emilia Centrale e dell’Anolf, l’associazione nazionale oltre le frontiere, il convegno ha visto l’intervento e il saluto di Serena Foracchia assessora alla Città internazionale del Comune di Reggio Emilia: “l’integrazione è un processo che consta di due parti: da un lato si richiede adattamento e rispetto delle regole verso chi arriva, dall’altro la capacità della società che accoglie i migranti di riconoscere e fare propri gli elementi positivi che arrivano. Giovani, integrazione, scuola e alfabetizzazione linguistica delle famiglie sono la base per creare l’accoglienza”.


Andrea Facchini, del Servizio politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale della Regione Emilia-Romagna, assieme a Domenico Chiatto, segretario della Cisl Emilia Centrale con delega per le politiche all’immigrazione, hanno presentato i dati nazionali, regionali e della presenza degli immigrati e dei rifugiati. A Reggio sono 70.191 gli immigrati e rappresentano il 13,3% della popolazione, con punte del 20,24% a Luzzara. 30.154 vivono in città e pur con una lieve flessione registrata dai media nei giorni scorsi, continua ad essere superiore alla media regionale del 12,1%. In Emilia Romagna il 22% dei minori è di origine straniera. Reggio Emilia ha accolto anche i profughi inseriti nel programma Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati): 696 persone hanno trovato ospitalità nelle strutture straordinarie predisposte dalla Prefettura. I migranti sono in attesa che si definisca la loro posizione giuridica in base alla richiesta avanzata. I Paesi di provenienza sono prevalentemente Siria, Niger, Somalia, Sudan ed Eritrea.
“La Cisl è chiede da tempo una modifica delle normative sull’immigrazione e la rivisitazione del trattato di Dublino – ha affermato Domenico Chiatto – con l’assunzione piena della responsabilità di far fronte all’emergenza per tutta la comunità europea. Quindi una piena parificazione per il sistema sanitario, l’abbattimento delle tasse per il rinnovo dei permessi di soggiorno, un maggior sostegno alle famiglie (rete locale), un luogo di confronto dei lavoratori di migrati (ad esempio la consulta), la verifica delle situazioni di abbandono scolastico. E anche il riconoscimento della libertà religiosa”.
“L’immigrazione non può essere solo declinata nella logica della sicurezza. L’importanza dello ius soli ha ricadute molto concrete nella vita scolastica degli studenti” ha affermato Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta.
La proposta dei segretari ha trovato pieno sostegno anche nella parole di Sadid Aziz, dell’Anolf Cisl Emilia Centrale: “Così come avviene in altre nazioni chiediamo venga sbloccata la Legge sullo ius soli. I figli di immigrati nati in Italia sono oggi una generazione sospesa, tra la cultura che viene loro trasmessa dalle famiglie e la vita reale. L’immigrazione è un’opportunità per tutta l’Europa, ma può diventare un problema in mancanza di scelte adeguate. Molti ragazzi immigrati non sono mai stati nel Paese di origine dei loro genitori e si sentono italiani a tutti gli effetti, ma amaramente scoprono che non possono accedere ai diritti di cittadinanza dei loro compagni di classe!”. Un fatto richiamato dalle parole di Mattia Manzotti, presidente della consulta provinciale degli studenti e di Ihssan Ait Yahia, studentessa universitaria (da 16 anni in Italia) priva di cittadinanza italiana. “Chiediamo – hanno affermato gli studenti – di partecipare attivamente e democraticamente alla vita della nostra comunità e di non essere chiusi in una sorta di separazione sociale: diversità di diritti la riscontriamo nell’acquisto di libri di testo, nella possibilità di fare le gite all’estero, più in generale nel diritto allo studio”.
Per Matteo Iori, presidente del Forum Terzo settore di Reggio Emilia, la giornata di oggi è stata “un’occasione per ragionare insieme su un tema che va affrontato e analizzato con la testa, mentre ancora tanti lo affrontano e ne parlano con la pancia. E se usiamo la testa capiamo che l’immigrazione, seppure preoccupi alcuni, non solo è una fenomeno inarrestabile ma una grande opportunità per il nostro paese che negli anni riusciremo a cogliere appieno”.