Dalla fusione tra Comuni si liberano risorse con le quali si possono fare tante cose, come dimostra l’esperienza della Valsamoggia. Lo afferma la Cisl del Frignano, che torna a sollecitare i sindaci della zona a dimostrare senso di responsabilità verso il territorio e a valutare attentamente ciò che è utile per il Frignano e i suoi cittadini.

«Finalmente anche nell’Unione del Frignano si comincia a parlare concretamente di fusioni tra Comuni – dichiara Vincenzo Tagliaferri, responsabile della Cisl del Frignano – Da tempo noi della Cisl chiediamo l’apertura di una discussione con tutte le parti sociali per la definizione di uno studio di fattibilità. L’esperienza dei cinque Comuni della Valsamoggia che si sono uniti tra loro, illustrata qualche giorno fa a Pavullo dal sindaco Daniele Ruscigno, dimostra che operazioni di questo tipo possono produrre vantaggi sia economici che di efficacia ed efficienza della macchina pubblica». Tagliaferri aggiunge che per l’Unione del Frignano va studiata un’ipotesi di fusione ad hoc; per il sindacalista Cisl, infatti, sarebbe complicata una fusione tra tutti i dieci Comuni dell’Unione, ma sarebbe poco produttiva anche una fusione limitata a due o tre amministrazioni. In ogni caso per la Cisl lo studio di fattibilità va redatto entro la fine dell’anno, perché il tempo non è una variabile indipendente. «Le risorse regionali oggi ci sono, domani non si sa. È probabile – continua Tagliaferri – che a breve le fusioni non siano un’opzione, ma un obbligo, non solo determinato dalle difficoltà che si paventano per chiudere i prossimi bilanci comunali, ma presumibilmente dettate da norme di legge. Oggi può essere una scelta consapevole e responsabile. Certo – dice il sindacalista Cisl – va valutata bene sia per la complessità e le diverse caratteristiche del territorio; l’Alto Frignano è zona prevalentemente turistica, mentre l’area di Pavullo ha una maggiore vocazione industriale e artigianale. Di certo conto che i tempi del Frignano non coincidono con le sollecitazioni a fare presto che arrivano dalla Regione, ma soprattutto dalle emergenze che insistono sul territorio. Il Frignano – sottolinea Tagliaferri – ha bisogno di risorse, che la fusione tra i Comuni garantirebbe immediatamente, per rimettere in sicurezza il territorio, far ripartire gli investimenti pubblici, rilanciare l’occupazione, ridurre le tasse sulla casa e sulle attività produttive. È necessario alleggerire la burocrazia, adottare la stessa modulistica oggi diversa da Comune a Comune, uniformare regolamenti, imposte, tasse e tributi. In una parola – conclude il responsabile della Cisl del Frignano – occorre migliorare e incrementare i servizi ai cittadini e alle imprese».