L’impegno della Regione Emilia-Romagna e dell’Ausl di Modena sulla riduzione delle liste di attesa, che affronta una questione annosa e tocca un nervo scoperto per i cittadini modenesi, è giustamente argomento molto dibattuto in queste settimane.

Da anni noi di Cgil-Cisl-Uil siamo impegnati in un confronto con l’azienda sanitaria modenese per valutare e concordare le azioni possibili per migliorare i dati di accesso alla specialistica ambulatoriale che, su alcune prestazioni in particolare, non hanno mai visto eccellere la nostra provincia. Per questo i dati positivi annunciati dal direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico devono essere discussi e analizzati nei prossimi incontri con le organizzazioni sindacali. Molte scelte diverse, infatti, possono contribuire al risultato della riduzione delle liste di attesa: dal potenziamento delle fasce orarie all’implementazione di sistemi per segnalare per tempo le eventuali disdette per aggiornare le agende degli appuntamenti, al miglioramento dell’appropriatezza per evitare di alimentare prescrizioni inutili. Per noi di Cgil-Cisl-Uil rimane centrale il rafforzamento degli organici, da tempo annunciato ma scarsamente concretizzato. Tutte queste azioni devono, affinché possano realizzarsi, essere condivise da operatori, strutture e rappresentanze sociali. In questo contesto, tuttavia, noi di Cgil-Cisl-Uil non possiamo non sottolineare la nostra preoccupazione rispetto alla scelta nazionale di ulteriori tagli al sistema sanitario (dai 7 ai 10 miliardi di euro, ben superiori alle riduzioni già concordate nel patto Stato-Regioni). La riduzione della medicina difensiva e le sanzioni alle prestazioni non appropriate, fatte esclusivamente per decreto e con l’obiettivo di reperire risorse per abbassare le tasse, rischiano di trasformarsi facilmente nell’impoverimento del sistema sanitario pubblico, spingendo i cittadini verso il sistema privato, oltre che riducendo la possibilità di accesso alle cure della popolazione più debole. L’accento posto sulla sanzionabilità di prestazioni non necessarie rischia in particolare di generare un abbassamento delle prestazioni erogate e la riduzione della prevenzione. La sanità italiana non ha bisogno di tagli: occorre spendere meglio e innovare, rafforzando le politiche di prevenzione e la sanità territoriale. Questa è anche la sfida del nostro territorio a cui noi di Cgil-Cisl-Uil intendiamo portare il nostro contributo: rafforzamento dell’integrazione tra gli ospedali Policlinico e Baggiovara, maggiore continuità tra ospedale e territorio, integrazione tra sociale e sanitario, valorizzazione della prevenzione e della medicina di iniziativa.