La proprietà non è disponibile a introdurre un contratto integrativo aziendale. Per questo scioperano domani – venerdì 8 novembre – per un’ora i dipendenti della Twinset di Carpi, azienda del tessile-abbigliamento di lusso. È previsto anche un presidio di un’ora (dalle 8.30 alle 9.30) davanti ai cancelli aziendali (via del Commercio 32). La Twinset occupa circa 300 addetti (in prevalenza donne) ed è attualmente controllata dal fondo americano The Carlyle Group. «I motivi dello sciopero sono riconducibili alla totale mancanza di volontà da parte della direzione aziendale di introdurre un contratto integrativo che possa essere equiparato all’importanza di un’azienda che negli ultimi anni si è sviluppata molto, anche dal punto di vista dello stabilimento, con la nuova ed elegante sede in via del Commercio 32 a Carpi – spiegano Roberto Giardiello (Femca Cisl Emilia Centrale), Sergio Greco (Filctem Cgil Carpi) e le rsu Twinset Carpi – Il contratto nazionale di riferimento del tessile-abbigliamento industria Smi-Cgil-Ci

Roberto Giardiello (Femca Cisl Emilia Centrale)

sl-Uil, attualmente applicato, prevede la possibilità di introdurre un contratto di secondo livello per concedere nuovi diritti alle lavoratrici, ma anche per essere di stimolo a migliorare le performance delle stesse e, di riflesso, per tutta l’azienda. Si tratta di personale con varie mansioni, dalla creazione dei modelli alla produzione dei prototipi e tessitura, dal controllo qualità per abiti e accessori agli addetti degli uffici commerciali. Nonostante ciò, dopo un anno di trattative la Twinset ha rigettato la strada della contrattazione collettiva, ripiegando su una contrattazione individuale con premi gestiti esclusivamente dall’azienda, che potrà così decidere in maniera unilaterale a chi elargire il premio. Sono state rifiutate anche altre richieste, tra le quali una facilitazione per l’introduzione dei part time, il miglioramento del buono pasto, un trattamento più equo per agevolare la classificazione delle lavoratrici, la possibilità di introdurre una sorta di staffetta generazionale per far avvicinare alla pensione le lavoratori e i lavoratori che sono in vista della stessa in maniera più leggera e, al tempo stesso, liberare posti di lavoro per i giovani». Secondo le organizzazioni sindacali l’azienda non ha mai palesato problemi tali da non poter sopportare il costo di un contratto aziendale, tanto più che non mancano premi e benefit concessi in maniera unilaterale. Per questo Femca Cisl, Filctem Cgil e le rsu auspicano una ripresa della trattativa che possa riportare le parti a un dialogo proficuo e soddisfacente per tutti.