È stato annunciato lo stato di agitazione dell’industria del tessile abbigliamento, che a livello nazionale interessa 400 mila addetti. A Modena e provincia i lavoratori sono circa 6 mila, presenti in particolare nel distretto di Carpi e distribuiti in circa 200 aziende, tra le quali Giorgio Armani Operations (GAO), Twin Set, Gaudì, Liu Jo ecc. A decidere lo stato di agitazione del settore è stata la delegazione trattante unitaria per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto il 31 dicembre 2019. La mobilitazione prevede il blocco di tutti gli orari di lavoro straordinario e di tutte le flessibilità, con iniziative di protesta che saranno decise a livello territoriale. «Lo stato di agitazione si è reso necessario dato lo stallo in cui versa la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, sia sulla parte normativa che su quella economica – dichiarano i segretari nazionali di Filctem Cgil Sonia Paoloni, Femca Cisl Raffaele Salvatoni e Uiltec Uil Daniela Piras – Dopo quasi un anno e mezzo dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro, con una pandemia che ha fortemente messo in crisi tanti lavoratori e le loro famiglie, riteniamo che la ripresa del settore passi anche attraverso il rinnovo di questo contratto, che può sicuramente favorire la ripresa sostenendo l’intero sistema della moda con le sue filiere. Non possiamo accettare che i lavoratori del tessile abbigliamento siano considerati di serie B e debbano aspettare un anno e mezzo per il contratto. Anche perché lavorano in un settore che resta una colonna portante del made in Italy e presenta una bilancia commerciale positiva. È, quindi, urgente – concludono i segretari nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – assicurare loro in tempi rapidi un contratto dignitoso e innovativo».