Hanno scioperato oggi anche a Modena i lavoratori del trasporto pubblico locale, che aspettano da più di tre anni il rinnovo del loro contratto nazionale. Una delegazione di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Uil, Faisa Cisal e Autoferro Ugl ha organizzato un presidio di protesta davanti alla sede di Seta, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale a Modena, Reggio Emilia e Piacenza. «Malgrado le consistenti risorse stanziate dal Governo a salvaguardia del settore per fronteggiare le conseguenze della pandemia sulla sostenibilità delle aziende e del servizio, – dicono i sindacati – le rappresentanze aziendali continuano a sostenere proposte irricevibili e negare ai lavoratori quello che è un loro sacrosanto diritto, ancor più motivato dal fatto che non hanno mai interrotto la loro attività a garanzia del diritto costituzionale alla mobilità di tutti i cittadini italiani, anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria. Non è più ammissibile che, anche a fronte dei quasi 2 miliardi di euro giustamente assegnati a questo settore, fondamentale per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del Paese, le aziende continuino a ignorare le esigenze dei loro dipendenti preoccupandosi esclusivamente della tenuta dei loro bilanci, dai quali probabilmente nei prossimi mesi potrebbero emergere, peraltro, risultati fortunatamente meno catastrofici di quanto vorrebbero far credere». Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna chiedono una copertura economica per il triennio contrattuale 2018-2019-2020 e l’avvio immediato del confronto per il rinnovo normativo ed economico del ccnl. «Le attestazioni di stima e i ringraziamenti alla categoria per la dedizione dimostrata, il costante svolgimento del loro lavoro con professionalità, spesso in condizioni di disagio e a rischio dell’incolumità personale e della propria famiglia, esigono immediato riscontro, così come la necessità di riformare il settore anche attraverso la valorizzazione del lavoro – affermano i sindacati – Se l’atteggiamento di Asstra, Agens, Anav e delle aziende che esse rappresentano non cambierà immediatamente, la protesta proseguirà con sempre maggiore forza e convinzione, attraverso tutte le azioni consentite dalle norme. Siamo consapevoli che purtroppo il disagio maggiore ricadrà, come sempre, sulle spalle dei lavoratori, che dovranno sopportare il sacrificio economico, e dei cittadini che – concludono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Uil, Faisa Cisal e Autoferro Ugl – vedranno limitata la loro libertà di movimento».