Allarme organici al tribunale e alla procura di Reggio. E tra meno di un mese, quando partirà il processo Aemilia, la situazione rischia di collassare. Le conseguenze le pagheranno i cittadini, i cui procedimenti ordinari rischiano letteralmente di impantanarsi nonostante lo straordinario sforzo dei magistrati e del personale amministrativo. Lo denuncia Rosamaria Papaleo, della Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale.

Rosamaria Papaleo

Rosamaria Papaleo, dirigente sindacale Cisl Stato e Parastato della Cisl Emilia Centrale

Questo il quadro sugli organici: “La situazione è a rischio a causa dello stop del turn over, della riduzione delle piante organiche e della mancata riqualificazione del personale. Oggi, ad esempio, i processi vengono celebrati con l’ausilio di 3 soli cancellieri. Per il processo Aemilia non è ancora chiaro quanti di questi dovranno prestare esclusivamente attività nelle udienze richieste dallo storico processo sulla n’drangheta, mentre pare già sicuro che si dovrà dedicare un ufficio di cancelleria ad hoc. Tutte le attività dei processi ordinari saranno lasciate presumibilmente ad un solo funzionario della cancelleria dibattimentale”. Un problema, quello degli organici, di cui il Ministero della Giustizia è già stato messo al corrente: “Il rifiuto del Ministero di un adeguamento di organici è inaccettabile – prosegue Papaleo -. E anche la soluzione alternativa che qualcuno ha suggerito in attesa che le sollecitazioni al Ministero possano trovare risposte adeguate – ricorrere a personale distaccato volontariamente da altri enti – potrebbe essere funzionale solo se sarà garantita un’adeguata formazione preventiva”.

“Eppure – commenta di William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale – stiamo parlando di un fenomeno, quello ‘ndranghetista, che va controbattuto innalzando e rafforzando la guardia e attuando la prevenzione, non solo giocando in difesa con gli attuali organici. A rischio è la tenuta del tessuto economico e sociale di Reggio Emilia e Modena, due territori dove la cultura della legalità del lavoro è alla base della coesione civile tra le persone. Il riemergere, anche, di fenomeni di caporalato, del lavoro nero, le infiltrazioni di aziende sospette nei bandi a massimo ribasso, i subappalti richiedono il lavoro di sindacati e associazioni da un lato e il rafforzamento della Giustizia dall’altro”.

Intanto il primo ostacolo da superare è il placet di altri enti pubblici ad un eventuale trasferimento temporaneo o definitivo di dipendenti pubblici al ministero delle Giustizia. Per questo la Cisl lancia un appello a tutti gli amministratori locali: “Facciano pressioni sul Ministero e su tutte le realtà pubbliche (Regione, Comuni, Provincia, Camera di commercio, aziende sanitarie…) affinché favoriscano eventuali comandi o mobilità condivise verso il tribunale e la procura. Solo così potremo garantire una piena efficienza del tribunale e della procura reggiana sia per il processo Aemilia che per i procedimenti ordinari”.