Stato di agitazione dei lavoratori dell’Unione Comuni modenesi dell’Area Nord. Lo hanno preannunciato i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Diccap, unitamente alle rsu, per protestare contro l’indisponibilità dell’amministrazione a riconoscere il salario di produttività 2016. Nelle settimane scorse i dipendenti dell’ente avevano conferito mandato, all’unanimità, a sottoscrivere il contratto integrativo 2016 senza operare tagli alle risorse decentrate. Nei tavoli negoziali la delegazione di parte pubblica si è, invece, dichiarata indisponibile ad accogliere le richieste dei lavoratori, sostenendo la linea dei tagli al fondo di produttività fino ad arrivare alla rottura delle trattative lo scorso 7 dicembre. «La scelta dell’amministrazione è del tutto arbitraria – affermano Giuditta Perricone (Fp Cgil Modena), Sabrina Torricelli (Cisl Fp Emilia Centrale) e Federico Coratella (Diccap) – La scelta di ridurre il fondo di produttività causerà un danno economico ai 206 lavoratori dell’Ucman. Inolt

Sabrina Torricelli (Cisl Fp Emilia Centrale)

re va contro a quanto stabilito negli altri enti della provincia di Modena». Basandosi su un’interpretazione restrittiva della Corte dei conti, l’amministrazione vorrebbe sottrarre dal fondo di produttività dell’Unione, destinato a tutti i dipendenti, gli incentivi per le figure tecniche che fino allo scorso anno erano considerate invece aggiuntivi al fondo. I sindacati e l’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) sono sulla stessa linea per risolvere a livello nazionale questo problema che non può determinare riduzioni sulla produttività di tutti i lavoratori. «Non si capisce, perciò, – continuano i sindacalisti – perché l’Ucman voglia imporre forzatamente un taglio contro la volontà di tutti. Diciamo con forza ai sindaci di non essere più realisti del re, ma di unirsi in una rivendicazione comune». I sindacati, che chiedono la procedura conciliativa presso la prefettura di Modena, lamentano inoltre le insoddisfacenti relazioni sindacali nell’Ucman. Da tempo, infatti, sollecitano maggiore rispetto dei tempi di contrattazione e delle proposte inviate anche in forma scritta. «La superficialità dell’approccio alle relazioni sindacali – dicono Perricone, Torricelli e Coratella – testimonia lo scarso valore che la delegazione di parte pubblica attribuisce alla contrattazione e alle richieste dei lavoratori. Ci auguriamo che, con l’avvio della procedura di agitazione sindacale, si riescano a trovare idonee soluzioni a problemi che da troppo tempo gli amministratori dell’Ucman stanno ignorando; forse non hanno la forza politica per affrontarli… Noi siamo disponibili a trovare un’intesa ragionevole e che non procuri danno ai lavoratori. In caso contrario – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Diccap – andremo avanti con la vertenza».