Un bilancio di previsione 2021-2023 condiviso da tutti i nove sindaci del territorio e senza aumenti per le famiglie, nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo dovute alla cosiddetta “Mirandolexit”. È una delle notizie arrivate durante l’incontro dell’altro giorno sulla contrattazione sociale territoriale tra la giunta dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord e i rappresentanti di Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio.

Carlo Alfonso Preti, responsabile Area Nord per la Cisl Emilia Centrale

In un contesto reso particolarmente difficile dalla pandemia, la priorità viene data ancora una volta al mantenimento dei servizi alla persona, scolastici e delle politiche giovanili, senza incrementi delle rette a carico delle famiglie. Il quadro complessivo dei fondi gestiti dall’Ucman rappresenta quindi una risposta organica e omogenea ai bisogni dei cittadini, consentendo di rafforzare i servizi domiciliari, le strutture protette e ora dando il massimo supporto alle vaccinazioni in ambito distrettuale. «Sono obiettivi che, pur nel rispetto delle specificità dei singoli Comuni, – spiegano i sindacati – definiscono le linee di indirizzo assegnando una nuova centralità al welfare come strumento di equità sociale e contrasto alle disuguaglianze, affrontando con molteplici interventi la lotta alle nuove povertà e ponendo al centro la fragilità delle famiglie». È prevista una maggior spesa per circa 750 mila euro rispetto all’anno precedente, utile a garantire il sostegno al sistema scolastico, ai disabili e all’integrazione sociale, con nuove assunzioni per assicurare il rispetto delle norme anti-Covid in tutti gli ambienti. Particolare attenzione va alla tutela della popolazione anziana, attraverso l’utilizzo del fondo della non autosufficienza, incrementato da risorse regionali, per ritornare a occupare al più presto in piena sicurezza tutti i posti nelle residenze e semi-residenze territoriali. La tutela dell’ambiente (acqua e aria) rappresenta la nuova sfida che l’Ucman conta di affrontare con l’ulteriore sviluppo della progettazione in essere, coordinata a livello di area, impegnando al meglio le ingenti risorse che arriveranno dall’Ue. «La programmazione futura dei servizi, resa ineludibile dalla drammatica esperienza che stiamo vivendo, dovrà avvenire sulla base dell’analisi dei bisogni emergenti, con l’intento di impostare principalmente nuovi percorsi di sinergia tra sociale e sanità – aggiungono Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio – Tutto questo non può prescindere dall’investimento sul personale perché sia che si arrivi a un’Unione tra otto Comuni (con l’uscita di Mirandola), sia che si mantenga l’assetto attuale, la riorganizzazione dell’ente è un’esigenza urgente. In ogni caso qualsiasi rafforzamento di servizi si concretizza solo con una dotazione che cancelli le attuali sofferenze, presenti soprattutto nei servizi sociali, ma non solo». Il bilancio che si presenta ai sindacati e alla comunità appare in equilibrio e sostenibile, ma in prospettiva potrebbe produrre forti economie per tutti i Comuni partecipanti. Per questo i sindacati ricordano che la qualità dei servizi e delle risorse e l’omogeneità di risposte ai bisogni non possono che essere garantite dalla somma dei Comuni del territorio, non da una loro divisione.