«Un territorio come il Frignano avrebbe bisogno di meno conflitti e maggiore coesione tra gli enti, amministratori e dipendenti». Lo affermano i sindacati del pubblico impiego a proposito degli accordi integrativi decentrati, sottoscritti nel 2019, uguali in termini di diritti e modalità comportamentali per tutte le amministrazioni comunali del Frignano, eccetto quella di Serramazzoni. «Avere un unico testo contrattuale con identico regolamento delle progressioni economiche orizzontali per i dieci Comuni del distretto, a cui si aggiungono l’Unione del Frignano e l’Ente Parco, vuole dire avere stessi diritti e stesse regole da Fiumalbo a Serramazzoni e favorire il percor

Sabrina Torricelli (Cisl Fp Emilia Centrale)

so, non semplice, delle gestioni associate nel distretto – spiegano Claudio Pasquesi (Fp Cgil Frignano), Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Giuseppe Belloni (Uil Fpl Modena e Reggio Emilia) – Purtroppo con il Comune di Serramazzoni si sono interrotte le trattative a giugno 2019 a causa delle posizioni assunte dagli amministratori nei confronti del personale e, più in generale, del percorso ancora fragile delle gestioni associate in Unione». I sindacati hanno tentato di ricomporre un minimo di dialogo con l’ente. Il 5 luglio 2019 anche il prefetto ha presentato una sua proposta di mediazione, accettata dai sindacati ma rifiutata dal Comune. «Anzi, l’ente ha modificato il conferimento o meno e l’importo dei compensi degli incarichi di responsabilità, affidando all’esterno consulenze e nuovi incarichi per un valore di quasi 100 mila euro. Per questo – ricordano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – a fine 2019 abbiamo sottoposto alla Corte dei Conti ciò che a noi pareva un vizio di illegittimità, ovvero un utilizzo eccessivamente esteso di consulenze esterne». Alla Corte dei Conti i sindacati avevano inoltre chiesto di verificare gli incarichi extra organico a tempo determinato (ex art. 110 c.1 dlgs 267/2000 – incarico fiduciario del sindaco), sia l’adeguatezza della pubblicità delle selezioni che la verifica dei requisiti attitudinali e professionali richiesti (come ribadito dalla Corte dei Conti del Veneto con sentenza n° 182/2019). «Nonostante sia trascorso più di un anno dalla proclamazione dello stato di agitazione (giugno 2019), nulla si è più mosso e – concludono Claudio Pasquesi (Fp Cgil Frignano), Sabrina Torricelli (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Giuseppe Belloni (Uil Fpl Modena e Reggio Emilia) – il clima interno tra i dipendenti rimane pesante e conflittuale nei rapporti con l’ente».