Maurizio Brighenti, responsabile zona Vignola Cisl Emilia Centrale

«Siamo molto preoccupati per l’intenzione del sindaco di Vignola Pelloni di uscire dal corpo unico di polizia locale dell’Unione Terre di Castelli». Lo affermano Cgil e Cisl, Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica, Spi Cgil e Fnp Cisl del distretto di Vignola, che si dicono stupiti per la fretta con la quale sembra sia stata presa questa decisione, senza una riflessione politica sugli assetti istituzionali del distretto e sulle conseguenze dirette sui cittadini. «Viene da chiedersi se si è deciso di mettere in discussione il modello di Unione adottato nel distretto dal 2001 – dichiarano le organizzazioni sindacali confederali e di categoria – È un modello che ha permesso, in questi anni di blocco delle assunzioni, di garantire un livello adeguato di servizi pubblici ai cittadini. Si pensi ai nidi, al trasporto, sostegno e alle mense scolastiche, ai servizi socio-assistenziali e ai fondi per la non autosufficienza, all’ambiente e alla stessa polizia locale». I sindacati lamentano l’assenza di informazioni ed elaborazione di possibili scenari. Essi sostengono che chi mette in discussione l’attuale modello dovrebbe proporre un’alternativa corredata da ragionamenti sul piano della sostenibilità economica, sulla qualità dei servizi ai cittadini, sui livelli occupazionali, sugli investimenti sui mezzi e le strumentazioni. «Sulla base di quali elementi si avvia un processo che potrebbe compromettere le sinergie sviluppate finora tra i vari Comuni, tra l’altro all’interno di un quadro normativo che comunque favorisce le aggregazioni e le collaborazioni tra gli enti locali? – chiedono Cgil e Cisl, Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica, Spi Cgil e Fnp Cisl del distretto di Vignola – Soprattutto, con il riassorbimento del servizio della polizia locale, il Comune di Vignola è sicuro di avere un servizio migliore di quello che ha oggi? Sarebbe un grave errore, nonché un atto di avventurismo, di cui si pagherebbero enormi conseguenze, adottare decisioni così rilevanti in assenza di un’istruttoria adeguata e di un confronto con i soggetti del territorio». Per i sindacati l’eventuale uscita di Vignola dal corpo unico di polizia locale finirebbe per inficiare definitivamente la realizzazione del polo unico della sicurezza, ma soprattutto minerebbe la tenuta stessa dell’Unione nel suo complesso. Uno scenario pesante, viste le numerose funzioni attribuite all’Unione e che lascerebbe i Comuni da soli in un ambito normativo che penalizza gli enti locali da molti anni. «Sono queste le preoccupazioni e incertezze che – concludono Cgil e Cisl, Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica, Spi Cgil e Fnp Cisl del distretto di Vignola – ci inducono a sostenere la necessità che il Comune di Vignola interrompa il percorso avviato».