Si è svolto nella mattinata di ieri – giovedì 1° agosto – l’incontro tra le organizzazioni sindacali e la prefettura di Modena in merito allo sciopero nazionale di due giorni della vigilanza privata, sciopero che vede coinvolti centinaia di lavoratori anche a Modena e provincia.

Enrico Gobbi, segretario generale Fisascat Cisl Emilia Centrale

L’incontro è servito per descrivere la distanza tra le parti in un settore cui vengono appaltati la sicurezza e la vigilanza armata di centinaia di luoghi sensibili. «In molte occasioni – dicono i sindacalisti Alessandro Santini (Filcams Cgil Modena), Enrico gobbi (Fisascat Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (Uiltucs Uil Modena e Reggio E.) – ci troviamo di fronte agli stessi rischi che possono correre quotidianamente gli agenti di pubblica sicurezza, senza che questo venga minimamente riconosciuto alle guardie particolari giurate in termini di salario, formazione e organizzazione del lavoro. Di fronte a questo scempio, le parti datoriali ci richiedono oggi più precariato, maggior flessibilità e minori diritti per i lavoratori: il tutto per rinnovare un contratto scaduto da quattro anni». Nella sede prefettizia si è quindi discusso di tutto il settore, le sue complicazioni, la gestione dei turni di lavoro, spesso massacranti, soprattutto visto la responsabilità che ricade su questi lavoratori. Informazioni che è importante arrivino al Ministero degli Interni, che mesi fa si era speso in parole di speranza per il settore, a oggi cadute nel vuoto. «Non è solo la contrattazione che può aiutare il settore a emergere da tutte le zone grigie – continuano i sindacati – ma anche le leggi, visto che in molti casi, come nei tribunali o negli aeroporti, parliamo di pubblica sicurezza. Servono regole chiare e precise, mandati diretti alla prefetture per poter intervenire prontamente sanando le situazioni a rischio come quelle che riguardano, appunto, i carichi di lavoro». Proprio durante il confronto, che i sindacati giudicano nel complesso positivo, sulle questioni legislative e organizzative, sono emersi altri problemi relativi alla gestione degli scioperi e ai diritti dei lavoratori. Senza un periodo di preavviso minimo – hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori -, il precetto (ossia l’obbligo di prestare servizio per questioni di sicurezza) può arrivare anche all’ultimo secondo, esponendo la guardia che non ricevesse comunicazione a una sanzione disciplinare anche grave. Sono ormai tanti gli istituti che intervengono negli ultimi istanti, arrecando anche forte difficoltà a chi lavora in prefettura, che si ritrova obbligato a smaltire il lavoro in poche ore all’ultimo momento. Nello specifico i sindacati sottolineano come le richieste di tavoli di incontro siano sempre tardive, vincolate a poche giornate di disponibilità; inoltre a questi incontri manca quasi sempre la committenza. Committenza che poi si presenta inevitabilmente ai tavoli prefettizi a rivendicare il proprio ruolo e una propria necessità attraverso gli accordi con le imprese di vigilanza. Con questi tempi stretti la prefettura non ha modo di verificare le richieste e i sindacati arriveranno a chiedere presto tavoli per definire regole condivise a livello territoriale su come gestire queste situazioni. I sindacati segnalano vuoti legislativi utilizzati al fine di disattivare l’efficacia degli scioperi e che vanno a ledere il diritto individuale di astensione dal lavoro con operazioni al limite della correttezza. Vuoti legislativi che, approfittando del poco tempo a disposizione per discutere, buttano nel calderone qualunque servizio, come se tutto fosse essenziale e da garantire. «Al tavolo di confronto per i precetti – aggiungono Santini, Gobbi e Tollari – era presente anche il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il quale non risulta abbia contestato il fatto che la chiusura dei Musei Civici (a questo punto da ritenersi luoghi sensibili), consistente in tre ore serali appaltate alla vigilanza privata, sia da ritenersi un servizio da garantire obbligatoriamente. Non capiamo come una cosa del genere sia potuta succedere, ma non staremo certo con le mani in mano, verificando anche azioni legali contro le aziende che hanno sabotato lo sciopero con questi mezzi», concludono i rappresenti di Cgil Cisl Uil di categoria.