Vigili del fuoco: Cisl denuncia, «pochi uomini e mezzi vecchi»

Il crollo del ponte Morandi a Genova ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del pagamento dei pedaggi autostradali e dei carburanti da parte dei mezzi di soccorso. «Per quanto riguarda il pedaggio siamo muniti di telepass per evitare code ed essere tempestivi – spiega il segretario provinciale della Fns Cisl di Modena Stefano Venturini in un’intervista realizzata da Jessica Bianchi per il settimanale Tempo di Carpi – La voce carburanti rappresenta, invece, una nota dolente. Noi, infatti, a differenza di tutti gli altri corpi

Stefano Venturini, segretario provinciale Fns Cisl Modena

dello Stato, su ogni pieno di carburante paghiamo anche l’Iva e gli importi dei rifornimenti costituiscono una cifra molto importante, probabilmente la più rilevante, ricompresa nel capitolo di spesa relativo alla riparazione mezzi. Ogni anno arriviamo con l’acqua alla gola perché la disponibilità è nettamente insufficiente rispetto alle esigenze. I mezzi, sempre più obsoleti, necessitano di continue manutenzioni ma, a volte, dobbiamo rinunciare a ripararli per mancanza fondi. Il 60-70% dei lavori di manutenzione ordinaria e persino alcuni di carattere straordinario vengono effettati da noi all’interno delle caserme, il che rappresenta un bel risparmio per lo Stato, ma nonostante ciò non ci rimangono le risorse per le riparazioni più complesse e siamo costretti a utilizzare mezzi non efficienti per chi svolge un servizio di soccorso tecnico e urgente come il nostro. E se la polizia stradale può contare su cospicue risorse da parte della società Autostrade, in termini di mezzi e caserme, noi che operiamo molto spesso in autostrada in caso di incidenti, abbiamo ricevuto in dono un mezzo e poco più in tutta la regione». Parlando in generale, Venturini sottolinea che ogni tragedia diventa l’occasione per celebrare pubblicamente i Vigili del fuoco come eroi, ma la realtà è diversa. Da anni, infatti, lo Stato taglia le risorse al corpo dimostrandosi sordo a ogni richiesta di aiuto. «La situazione è a dir poco paradossale – denuncia il segretario provinciale dei Vigili del fuoco Cisl – Il sottorganico è ormai cronico: il distaccamento di Carpi, che dovrebbe prevedere sette unità, ne ha costantemente solo cinque in attivo. La mancanza di personale è un fenomeno comune a tutta la provincia e i vigili disponibili devono pertanto essere redistribuiti». A rendere la situazione ancor più problematica è l’assenza di un’autoscala, in una città contraddistinta dalla presenza di numerosi condomini. «Quella che era in servizio a Carpi e copriva tutta l’Area Nord non è più disponibile. Questo – spiega Venturini – comporta problemi legati alla tempestività nel soccorso e, allo stesso tempo, compromette la sicurezza dei colleghi, costretti a operare senza l’ausilio di un mezzo fondamentale. È inaccettabile che oggi in tutta la provincia sia disponibile una sola autoscala presso il Comando di Modena quando, fino a qualche anno fa, ve ne erano tre (Carpi, Modena e Pavullo) per garantire la medesima copertura del territorio». Ciò significa che, qualora scoppiasse un incendio ai piani alti nel Carpigiano o nella Bassa, i vigili dovranno attendere l’arrivo dell’autoscala da Modena o, nel caso questa sia già impegnata, da Ferrara o Reggio Emilia. «Cercare di prestare soccorso in ogni situazione per quanto complessa e portare a casa il miglior risultato possibile fa parte del dna di ciascun vigile del fuoco – ricorda il segretario provinciale Fns Cisl -, ma avere a disposizione tutti i mezzi necessari, laddove la tempestività gioca un ruolo chiave, può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. L’obsolescenza riguarda anche i mezzi di colonna mobile, vecchi di oltre 40 anni. L’unico veicolo nuovo, che era stato consegnato dopo il sisma del 2012, ci è stato tolto per essere assegnato a un altro comando. Siamo dunque costretti a operare con mezzi obsoleti, privi dei minimi requisiti di efficienza e, pertanto, scarsamente sicuri. La situazione del parco mezzi è talmente vergognosa che all’ultima revisione, eseguita due mesi fa, abbiamo perso dieci mezzi, compreso quello ereditato dalla Forestale per gli incendi boschivi che non ha superato il collaudo. Le scorse settimane il governo e il Ministero ci hanno assegnato due nuovi mezzi, ma questo non risolve il problema. Noi – conclude Venturini – siamo in attesa delle autoscale, necessarie per svolgere il nostro servizio di soccorso in modo adeguato, ma abbiamo bisogno soprattutto di uomini».

2018-08-30T10:37:31+00:00