Cisl: «Da contratti e servizi 135 milioni di euro a lavoratori e pensionati»

Grazie alla contrattazione collettiva l’anno scorso ai lavoratori modenesi e reggiani sono stati distribuiti complessivamente 90,3 milioni di euro. Di questi, 52,8 milioni sono andati al settore manifatturiero, 2,3 milioni ai servizi e 36 milioni di euro al settore pubblico. Il dato è contenuto nel bilancio di sostenibilità 2018 (esercizio 2017) (altro…)

Cisl: «Da contratti e servizi 135 milioni di euro a lavoratori e pensionati»2018-12-13T10:42:43+00:00

Nel bilancio di sostenibilità tutti i numeri della Cisl Emilia Centrale

Con 96.604 iscritti (2.684 in più rispetto al 2016) è la struttura Cisl più grande dell’Emilia-Romagna e l’ottava in Italia. La Cisl Emilia Centrale, nata il 27 maggio 2015 dall’accorpamento tra la Cisl di Modena e Reggio Emilia (fondate entrambe nel 1950), ha realizzato il suo terzo bilancio di sostenibilità. (altro…)

Nel bilancio di sostenibilità tutti i numeri della Cisl Emilia Centrale2018-12-13T10:38:35+00:00

Lavoro irregolare a Reggio Emilia, su 400 aziende controllate 150 fuori norma

“Il territorio reggiano deve affrontare questi temi in appositi tavoli territoriali concertati tra le diverse istituzioni e associazioni” sono le parole di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, nel commentare, a Reggio Emilia, gli ultimi dati riportati dall’Ispettorato del Lavoro. “In questa casistica dal 1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018 sono state controllate dagli ispettori del lavoro oltre 400 aziende in tutta la provincia e il 37% di queste, circa 150, sono risultate non a norma. Un sentinella di irregolarità sul lavoro allarmante quando, come Cisl, ribadiamo come la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una società civile e sviluppata”.

“Ma la provincia di Reggio Emilia – dettaglia Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – non è meno virtuosa di altre. Bisogna tenere conto, infatti, che la percentuale di aziende irregolari è relativa a quelle controllate. E nonostante la carenza di personale, più volte da noi denunciata, le verifiche sono state effettuate come di dovere. Inoltre i lavoratori stanno prendendo per fortuna sempre più consapevolezza dei loro diritti e decidono di denunciare sempre più spesso. A oggi le denunce che pervengono all’ispettorato territoriale fatte dai lavoratori sono state circa 200”.

Un secondo motivo che ha incentivato il lavoro irregolare è l’assenza di una forma contrattuale adatta per regolare il lavoro occasionale e i piccoli lavoretti stagionali. “Dopo che sono stati cancellati i voucher con il governo Gentiloni, non è stato più adottato un meccanismo semplice e agevole per favorire il lavoro regolare”, spiega la sindacalista.

E, in merito alla riforma strutturale del lavoro “essa dovrà prevedere garanzie sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Per questo occorre intervenire – conclude Papaleo –  con misure efficaci per garantire da un lato chi svolge un lavoro discontinuo e parziale, e dall’altro adottare un programma che alleggerisca il cuneo fiscale e renda più competitivo il lavoro stabile a tempo indeterminato. Infine serve una battaglia seria contro ‘dumping contrattuale’ che altera la concorrenza fra le imprese danneggiando lavoratrici e lavoratori”.

bty

Lavoro irregolare a Reggio Emilia, su 400 aziende controllate 150 fuori norma2018-12-12T16:57:40+00:00

Ceramica: record partecipazione elezioni rsu Laminam di Fiorano

Soddisfazione dei sindacati confederali ceramisti per l’affluenza registrata alle elezioni per il rinnovo della rsu (rappresentanza sindacale unitaria) alla ceramica Laminam spa di Fiorano Modenese. Tra impiegati e operai hanno votato 162 lavoratori, pari al 70% dei 234 aventi diritto. (altro…)

Ceramica: record partecipazione elezioni rsu Laminam di Fiorano2018-12-12T10:02:04+00:00

Rogo di via Turri “Inaccettabile morire così in casa”

“Inaccettabile morire in casa in un quartiere che non riesce a trovare la propria identità nella Città del Tricolore”, nel porgere le condoglianze e la vicinanza alle famiglie coinvolte dal rogo di via Turri, a intervenire è William Ballotta, segretario Cisl Emilia Centrale che rivolge il primo pensiero alle bambine ora in camera iperbarica e ai numerosi intossicati. “Il nostro auspicio è che si riprendano quanto prima ma, quanto accaduto, deve servire da monito a cambiare le cose una volta per tutte”.

La Cisl Emilia Centrale è il sindacato dei lavoratori che ha sede proprio a poche decine di metri da dove è accaduto il tragico rogo.

“Negli anni – aggiunge Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta – abbiamo proposto iniziative a tema, sia come organizzazione che con le categorie dei pensionati e dei volontari dell’Anteas, le ultime delle quali la denuncia del caso contatori, progetti per i minori e l’ambulatorio per le persone più bisognose”.

“Ma è ancora inevaso – conclude il segretario generale Ballotta – il nostro appello a un tavolo comune per la soluzione e riqualificazione definitiva dell’area: chiediamo con urgenza che siano coinvolte tutte le parti e, sull’accaduto, sia fatta piena luce”.

Rogo di via Turri “Inaccettabile morire così in casa”2018-12-10T10:46:03+00:00

Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl. E guardano allo spread, perché…

Sfonda quota 5500 iscritti la Fim Cisl Emilia Centrale, la categoria dei metalmeccanici Cisl, il 10% in più del 2016. Sono dati positivi quelli che hanno aperto il direttivo annuale sul tesseramento della categoria delle tute blu della Cisl che è presente in 51 aziende reggiane, 129 modenesi, e ha visto salire i delegati da 106 (2016) a 114 (2017), come ha ricordato Alessandro Gamba, segretario della categoria.

“Siamo un’organizzazione che sta crescendo di credibilità e autorevolezza. Siamo presenti in tutti i tipi di aziende, con diversi tipi di contratto, e rappresentiamo persone di tutte le fasce di età o nazionalità”, ha commentato Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale.

Uno dei tanti temi trattati nel consiglio generale è stato l’andamento attuale dei fondi pensione: c’è preoccupazione tra i metalmeccanici reggiani e modenesi perché l’andamento generale dello spread influisce anche indirettamente su questi strumenti previdenziali. “Quando lo spread sale – ha commentato Giorgio Uriti -, l’economia italiana soffre, il costo del denaro aumenta e ogni investimento, compreso il fondo pensione, in questo caso dei metalmeccanici, perde valore. Un consiglio ai colleghi delle categorie: i soldi nei fondi pensione, salvo necessità, vanno mantenuti, anche perché da quest’anno le aziende ci aggiungono il 2% come accantonamento. Rilanciare consumi, investimenti, politiche infrastrutturali, industriali ed energetiche sono quelle cha mancano complessivamente alla manovra di bilancio proposta dal governo e che ci vedono critici”.

Temi approfonditi da Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl, “Le preoccupazioni dei metalmeccanici sono molte e legate alle scelte che il governo si appresta a fare sui temi legati al lavoro. Siamo contrari al ridimensionamento dei contributi per la formazione di Industria 4.0, che finora aveva portato importanti risultati di crescita delle competenze necessarie per perseguire il primato come seconda potenza industriale europea e tra le prime al mondo”.

L’altra “scelta sconsiderata” del governo, invece, affronta il tema delle norme del Decreto Dignità legate ai contratti a termine. “Decidere di intervenire esclusivamente nella riduzione dei tempi e nelle causali senza sostenere parallelamente le assunzioni a tempo indeterminato – ha proseguito Zanocco – hanno generato preoccupazione nelle imprese e fatto perdere 58 mila posti di lavoro, non rinnovati alla loro scadenza. Solo in parte sono stati sostituiti da nuovi lavoratori, perdendo di contro le competenze costruite e aumentando nel contempo il rischio di contenzioso”.

Ancora: “Le incertezze normative in essere – ha concluso il segretario nazionale – non consentono alle aziende di poter pianificare le normali attività. Ne abbiamo un esempio in campo previdenziale, dato che Quota 100 nasconde insidie molto gravi. Chi andrà in pensione, infatti, si vedrà una riduzione consistente dell’assegno erogato. Inoltre l’idea che i lavoratori che andranno in pensione possano essere sostituiti da giovani in rapporto uno a uno non è mai stata dimostrata dalla storia quindi i posti di lavoro che genereranno le uscite per pensione non costruiranno altrettante opportunità per chi è disoccupato. Se si vuole ‘far forte’ il lavoro bisogna conoscere la materia di cui si sta parlando”.

A breve la Fim Cisl Emilia Centrale organizzerà assemblee per i lavoratori sulla lettura delle buste paga, sul funzionamento dei fondi pensione, sulla formazione dei propri delegati.

Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl. E guardano allo spread, perché…2018-12-04T13:30:05+00:00

Lasagni (Fnp): “Pensioni per i dipendenti pubblici più alte con il ricalcolo”. A Reggio e provincia quasi 1500 persone interessate mentre a Modena circa 2000

Il rinnovo del contratto del pubblico impiego per il triennio 2016 – 2018 porta con sé buone notizie per i dipendenti pubblici che sono andati in pensione dopo il primo gennaio 2016: un aumento di circa 80-90 euro al mese. Le domande potenziali di pensionati reggiani aventi diritto sono quasi 1500 secondo i dati dell’Inas 2016/2018.

“Per avere l’adeguamento del trattamento previdenziale in base al rinnovo del contratto medesimo – spiega Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale – è possibile fare domanda presso i patronati. Anche per coloro i quali la richiesta di pensionamento è avvenuta presso altri centri pensione. La presentazione della domanda da parte del patronato, consente una maggiore tutela in sede di riliquidazione”.

E’ una informativa molto importante e che riguarda diverse migliaia di reggiani, perché?

“Si, perché si hanno impatti sugli importi delle pensioni in maniera considerevole – aggiunge Lasagni -. Infatti, gli aumenti contrattuali previsti dal triennio dovranno essere presi come base per il ricalcolo delle pensioni”.

Di quali cifre stiamo parlando?

“Si tratta, in media – spiega il segretario della categoria dei pensionati Cisl – di un aumento, in media, di 80-90 euro al mese. L’importo preciso dipende dal settore di provenienza e dalla posizione del lavoratore. Il calcolo viene fatto sulla base della progressione economica stabilita dai singoli contratti collettivi (amministrazioni centrali, enti locali, scuola, sanità e via dicendo)”.

Siete soddisfatti di questo?

“In parte. Dopo nove anni con le retribuzioni bloccate, al pubblico impiego è stato finalmente riconosciuto il diritto di un piccolo recupero del potere d’acquisto perso in questi anni. Purtroppo non cambia nulla, invece, per coloro che erano già in pensione prima del 2016”.

Come viene effettuato il ricalcolo?

“I pensionati prenderanno la parte di aumento per il periodo lavorato compreso nel triennio 2016-2018 e avranno il ricalcolo della pensione in base alle nuove disposizioni contrattuali”, conclude il segretario dei pensionati della Cisl.

L’invito per tutti i pensionati del settore pubblico nel triennio 2016 – 2018 che avessero dubbi è quello di rivolgersi al patronato di Cisl Emilia Central in via Turri 71: 0522 357555 – email: reggioemilia@inas.it per chiarimenti.

 

Lasagni (Fnp): “Pensioni per i dipendenti pubblici più alte con il ricalcolo”. A Reggio e provincia quasi 1500 persone interessate mentre a Modena circa 20002018-12-03T16:08:41+00:00