Libretti al portatore, un mese allo stop: cosa fare per estinguerli

I libretti al portatore vanno in pensione il 31 dicembre, eppure anche a Modena e Reggio Emilia non sono pochi quelli ancora aperti. I possessori hanno ormai solo un mese di tempo per estinguerli, pena una sanzione amministrativa compresa da 250 a 500 euro. Lo ricordano l’Adiconsum (associazione consumatori della Cisl) e il sindacato pensionati Cisl rivolgendosi soprattutto alle persone anziane. (altro…)

Libretti al portatore, un mese allo stop: cosa fare per estinguerli2018-11-30T09:44:59+00:00

Diamanti: Tar conferma multe Agcm a banche e broker

«La sentenza di ieri dovrebbe agevolare la positiva conclusione delle conciliazioni in atto per cercare di ottenere un risarcimento pieno dei consumatori modenesi e reggiani coinvolti». Lo afferma Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Cisl Emilia Centrale, (altro…)

Diamanti: Tar conferma multe Agcm a banche e broker2018-11-15T13:54:28+00:00

Bollette elettriche, Adiconsum: «Basta fake news e allarmismi su oneri non riscossi»

«Fake news, boicottaggi e iniziative allarmistiche non aiutano a risolvere la questione venutasi a creare a seguito degli oneri di sistema non riscossi da alcune società di vendita di energia elettrica». Lo afferma la responsabile di Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini (altro…)

Bollette elettriche, Adiconsum: «Basta fake news e allarmismi su oneri non riscossi»2018-03-15T10:41:17+00:00

Adiconsum: a Reggio i consumatori hanno recuperato un milione di euro. Oltre 800 pratiche nel 2017

Grazie all’Adiconsum Emilia Centrale, l’anno scorso i consumatori reggiani hanno recuperato complessivamente oltre un milione di euro.

Una cifra dovuta in buona parte all’ultima fase della procedura di conciliazione attivata con Generali spa a seguito della truffa Ina Assitalia di Castelnovo ne’ Monti: dal luglio 2015 – data di stipula del protocollo – a oggi il totale recuperato è di tre milioni di euro.

Lo rende noto l’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale tracciando un bilancio dell’attività svolta nel 2017. L’anno scorso gli sportelli Adiconsum di Reggio e provincia hanno aperto 822 pratiche.

«La maggioranza delle pratiche è relativa alla conciliazione paritetica con Tim, Windtre e Fastweb – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile di Adiconsum Emilia Centrale e conciliatrice regionale per le controversie con le compagnie telefoniche – Le altre pratiche riguardano il canone Rai, controllo mutui, contenziosi con banche e finanziarie (anche utilizzando lo strumento dell’Arbitro Bancario e Finanziario e dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie), Equitalia (assistenza rottamazione delle cartelle esattoriali, contenziosi tributari in genere), forniture di acqua, energia elettrica e gas. Sono, inoltre, venti – conclude Cangini – i nuclei familiari in situazione di sovraindebitamento assistiti dalla nostra associazione in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Reggio».

La responsabile Adiconsum ribadisce il consiglio di non aprire la porta di casa agli sconosciuti, non fornire al telefono informazioni sui propri dati anagrafici, bancari, fiscali ecc., non gettare nella spazzatura bollette, estratti conto o altri documenti con dati personali senza prima averli tagliati in tanti pezzettini, segnalare alle proprie compagnie assicurative i foglietti di falsi incidenti trovati sui cruscotti della propria vettura.

 

Adiconsum: a Reggio i consumatori hanno recuperato un milione di euro. Oltre 800 pratiche nel 20172018-01-15T09:57:59+00:00

I nostri soldi: domani a Modena sportello Adiconsum per controllare mutui, finanziamenti e investimenti

Patrizia Barletta, operatrice Adiconsum Emilia Centrale

Chi ha sottoscritto mutui, finanziamenti e investimenti può farsi controllare i relativi contratti dall’Adiconsum Emilia Centrale. L’associazione consumatori della Cisl ha, infatti, predisposto sportelli speciali ad hoc nella sua sede in via Rainusso 56-58 (palazzo Europa) a Modena. (altro…)

I nostri soldi: domani a Modena sportello Adiconsum per controllare mutui, finanziamenti e investimenti2017-10-02T09:19:59+00:00

Ryanair, alcune migliaia i reggiani a terra. Ad Adiconsum i primi ricorsi. Che fare?

Solo a Reggio Emilia sono dell’ordine alcune migliaia i reggiani lasciati a terra danneggiati dalla clamorosa cancellazione di 2.100 collegamenti della compagnia irlandese.

“E, in queste ore, sono alcune decine i passeggeri che si stanno rivolgendo ai nostri sportelli – spiega Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale -: è chiaro che la cancellazione di 50 voli al giorno è un numero estremamente elevato. Di mezzo, purtroppo, ci finiscono passeggeri di diversa estrazione, dalle famiglie a chi era in viaggio di nozze, da chi doveva muoversi per lavoro a chi aveva prenotato le vacanze. Ora, mentre la compagnia sta contattando uno ad uno i passeggeri è importante che ognuno sappia se  Ryanair rispetterà il regolamento dei diritti del passeggero”.

Infatti, la compagnia con sede a Dublino sta in queste ore offrendo voli alternativi, sconti sui biglietti e rimborsi. “Ma la Commissione Europea – dettaglia la responsabile – , in particolare, ha intimato il vettore al rispetto dei diritti dei passeggeri come previsti dal Regolamento (CE) n. 261/2004, che stabilisce che in caso di cancellazione di un volo non legato a circostanze eccezionali – è questo il caso – il passeggero ha diritto a

scegliere se ricevere il rimborso del prezzo del biglietto o essere riprotetto su un volo alternativo verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, appena possibile o scegliendo una data successiva, a seconda della disponibilità dei posti; ricevere una compensazione pecuniaria che varia dai 250 ai 600 euro; ricevere assistenza, ovvero pasti e bevande, sistemazione in albergo, trasferimento tratta aeroporto-albergo e viceversa, due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica”.

“La compensazione pecuniaria – aggiunge Massimo Rancati di Adiconsum – di 250-600 euro non è però dovuta: nel caso in cui la cancellazione del volo sia comunicata al passeggero con un preavviso di almeno due settimane; oppure se comunicata, in un lasso di tempo compreso tra due settimane e sette giorni, e la compagnia offra un volo alternativo il cui orario di partenza non può essere anticipato più di due ore rispetto all’orario del volo cancellato e l’orario di arrivo non può essere superiore alle quattro ore; oppure con un preavviso inferiore ai sette giorni, e la compagnia offra un volo alternativo il cui orario di partenza non può essere anticipato più di un’ora rispetto all’orario del volo cancellato e l’orario di arrivo non può essere superiore alle due ore.

“Qualora siate tra i passeggeri coinvolti e la proposta ‘compensativa’ di Ryanair non fosse in linea con i dettami della normativa europea – conclude Rancati – è possibile rivolgersi alla sede più vicina dell’associazione consumatori per ottenere assistenza anche nella redazione e gestione della pratica di reclamo transfrontaliero per tramite del Centro Europeo Consumatori (partecipato da Adiconsum)”.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla sede Adiconsum Emilia Centrale di via Turri, 71 (0522/357485).

Ryanair, alcune migliaia i reggiani a terra. Ad Adiconsum i primi ricorsi. Che fare?2017-10-02T09:21:06+00:00

Truffa Ina Assitalia: prorogato il protocollo di conciliazione. Adiconsum sul caso di Castelnovo Monti: «Restituiti 2,5 milioni di euro ai truffati»

Sono passati due anni dalla venuta a galla della “più grande truffa assicurativa d’Italia”, localizzata proprio nella nostra Provincia: Sergio Petroni, ex agente assicurativo dell’agenzia Ina Assitalia di Castelnovo Ne’ Monti, aveva raggirato diverse famiglie dell’appennino reggiano che in lui avevano riposto totale fiducia, affidandogli i risparmi di una vita. Le polizze dove sarebbero dovuti essere investiti i soldi in realtà non erano mai state stipulate, anzi il denaro era stato fatto confluire su conti correnti di cui la compagnia assicurativa nulla sapeva. Le associazioni consumatori si erano dunque immediatamente mobilitate per far valere le ragioni dei truffati, riuscendo a stipulare un protocollo di conciliazione con Generali Italia (di cui fa parte Ina Assitalia) a garanzia del risarcimento del danno economico subito. Oggi quel protocollo è stato prorogato sino al prossimo 15 ottobre.

Massimo Rancati interviene sul caso della cosiddetta truffa Ina Assitalia di Castelnovo Monti

«L’esigenza della proroga, fortemente voluta dalle associazioni consumatori, è duplice – spiega Massimo Rancati, che si è occupato della gestione del caso per Adiconsum -. Da un lato ci sono ovviamente le posizioni più complesse da portare a compimento, dall’altro sono in tanti ad aver aderito al protocollo di conciliazione solo in un secondo momento, dopo aver cercato in prima battuta soddisfazione per altre strade e con altri strumenti, ad esempio affidandosi a legali per la mediazione». Sono però bastate le “chiacchiere di paese” a far fare dietrofront a questi ultimi. «In una realtà come quella dell’Appennino, tutti conoscono tutti: chi si è affidato ad Adiconsum non ha mancato di raccontare che la conciliazione è decisamente più rapida, economica ed efficace». Difficile dargli torto se si guarda al percorso fin qui compiuto: ad oggi, l’associazione consumatori della Cisl ha assistito 70 famiglie e recuperato oltre 2,5 milioni di euro. «Ma si può arrivare a 3 milioni a ottobre – dichiara Rancati, rinnovando l’invito a chi ancora non l’avesse fatto a tentare la via della conciliazione. «Con la sottoscrizione del protocollo abbiamo avviato un’operazione senza precedenti in Italia, che inizialmente poteva avere i crismi dell’incognita, ma che ora, visti i risultati, potrebbe diventare la prassi in ambito assicurativo: approfittate della proroga, noi ci siamo». 

Adiconsum, sede di Reggio Emilia: tel: 0522/357485 – mail: reggioemilia@adiconsum.it.

 

Truffa Ina Assitalia: prorogato il protocollo di conciliazione. Adiconsum sul caso di Castelnovo Monti: «Restituiti 2,5 milioni di euro ai truffati»2017-08-07T08:46:11+00:00

Amministratore di sostegno: Adiconsum, «Quando muore amministrato, meglio manlevare banca»

Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Cisl Emilia Centrale

Ci sono voluti due decreti del giudice tutelare per permettere a un amministratore di sostegno di pagare le spese funerarie dell’amministrato, cioè della persona che gli era stata affidata. La banca che custodiva i risparmi del defunto, infatti, non liberava le somme necessarie. La vicenda si è risolta dopo alcuni mesi solo grazie all’intervento della sede modenese di Adiconsum, l’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale alla quale l’amministratore di sostegno si è rivolto. «S.P., residente in un Comune della provincia di Modena, il 5 febbraio 2014 è stato nominato amministratore di sostegno di un parente, deceduto il 19 gennaio scorso – racconta Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale – Dopo il decesso, S.P. si è recato nella banca presso la quale l’amministrato aveva un conto corrente per saldare le spese funebri (funerale, tumulazione, loculo e diritti di polizia mortuaria). Pur avendo presentato tutti i documenti, dal certificato di morte alle fatture, la banca si è rifiutata di effettuare il bonifico. L’amministratore di sostegno, allora, si è rivolto al giudice tutelare, che ha accolto la richiesta e autorizzato il pagamento delle spese. Ma la banca ha continuato a opporsi, adducendo che mancava la dichiarazione di successione». Allora l’amministratore di sostegno ha chiesto assistenza all’Adiconsum, che ha individuato la soluzione nella manleva della banca. Adele Chiara Cangini ha preparato una seconda istanza, con la quale il giudice tutelare ha autorizzato la banca a effettuare il bonifico anche in assenza della successione ed esonerandola da ogni responsabilità. «Questa vicenda ci insegna che, benché con la morte dell’amministrato si estinguano i conti correnti, ci sono banche che non vogliono correre rischi con gli eredi. Pertanto – conclude la responsabile dell’Adiconsum Cisl Emilia Centrale – è consigliabile che nell’istanza di richiesta di pagamento presentata al giudice tutelare l’amministratore chieda la manleva della banca».

Amministratore di sostegno: Adiconsum, «Quando muore amministrato, meglio manlevare banca»2017-06-19T08:40:16+00:00

Gestori dell’energia e banche… vessano di più i reggiani, lo rivela Adiconsum

 

Contratti non richiesti stipulati da commerciali dell’energia sempre più aggressivi e contenziosi con gli istituti finanziari, anche – ma non solo – come contraccolpo delle crisi bancarie che hanno costellato l’anno appena passato. Sono questi i due principali trend che Adiconsum segnala in importante aumento nella sua relazione sull’attività svolta nel 2016, redatta sulla base di oltre 1000 pratiche di contenzioso aperte.

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«Se analizziamo le forniture non richieste di luce e gas, la vera novità è rappresentata da compagnie emergenti che bypassano completamente il consenso del consumatore e lo costringono a ricorrere al diritto di ripensamento, esercitabile entro soli 14 giorni, per evitare grane» – fa sapere Massimo Rancati, referente dell’associazione a difesa dei consumatori promossa dalla Cisl. Per quanto riguarda l’ambito finanziario, invece, sono tanti i reggiani ad essere stati costretti a sottoscrivere obbligazioni subordinate ed altri titoli ad alto rischio da banche “pericolanti” come condizione per ottenere un mutuo. Comportamenti che Adiconsum «non ha mancato di segnalare alla Consob, mettendo inoltre in campo tutte le azioni necessarie a tutelare il cittadino, dal controllo del mutuo stesso fino al ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario».

Nel report Adiconsum si legge inoltre che si confermano diffusissimi i contenziosi con le compagnie telefoniche, mentre sono tornate alla ribalta anche casistiche di auto usate vendute con contachilometri alterato al ribasso. Insieme alle problematiche, si sono inoltre moltiplicate le richieste di assistenza ricevute dall’associazione, anche grazie ai nuovi sportelli territoriali attivati a Poviglio, Guastalla e Castelnovo ne’ Monti, che si sono aggiunti a quelli “storici” di Rubiera e Scandiano. La scelta di Adiconsum di avvicinarsi alla provincia è stata particolarmente apprezzata proprio in montagna, sia per motivi logistici legati agli spostamenti che «per il rapporto di fiducia che si è instaurato nel corso della gestione del Caso Ina Assitalia, con più di 2 milioni di euro recuperati dall’associazione e restituiti alle famiglie truffate».

E per il 2017? «Da febbraio partiremo con una nuova apertura al pubblico il sabato mattina, dalle 9 alle 12, su Reggio Emilia e rafforzeremo ulteriormente la nostra azione di contrasto al sovraindebitamento, in un contesto sociale di impoverimento progressivo della classe media e di percezione di insicurezza ai massimi livelli» – conclude Rancati – «All’orizzonte c’è inoltre la fine del mercato tutelato dell’energia, che rappresenta una grande sfida di informazione e formazione che ci vedrà coinvolti in prima persona, come già stato per il nuovo canone Tv». La nuova apertura di Adiconsum al sabato mattina prenderà il via dal 4 febbraio. È già possibile prendere appuntamento contattando lo 0522/357485 oppure inviando una mail a reggioemilia@adiconsum.it.

Gestori dell’energia e banche… vessano di più i reggiani, lo rivela Adiconsum2017-02-01T14:37:06+00:00

Adiconsum su canone Rai: non paga chi voleva pagare e paga chi era esente

Canone Rai. È un vero e proprio caos quello che stanno registrando gli uffici Adiconsum analizzando le prime bollette in arrivo ai reggiani con l’addebito del canone Rai. Infatti, pure i contribuenti che hanno inviato nei termini la dichiarazione sostitutiva per l’esenzione si sono ritrovati ugualmente l’importo di 70 euro relativo ai primi sei mesi del 2016.
“Alcuni consumatori che hanno regolarmente dichiarato, anche per nostro tramite, di non possedere apparecchi televisivi o che il canone andava pagato su altra utenza elettrica intestata ad un familiare, si sono visti addebitare uno o più canoni in bolletta – denuncia Massimo Rancati, referente di Adiconsum Reggio Emilia – Addirittura c’è chi, ben consapevole di dover pagare, non ha dichiarato nulla, non ha ricevuto i 70 euro sulla bolletta di luglio e ora ci chiede cosa fare”.

Massimo Rancati dell'Adiconsum Cisl Emilia Centrale

Massimo Rancati dell’Adiconsum Cisl Emilia Centrale

Il paradosso, peraltro, è che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora emanato alcun provvedimento sulla procedura di rimborso o contestazione del canone non dovuto e le bollette di luglio stanno ormai per scadere. Che fare dunque?
“Sotteso che in nessun caso il mancato pagamento comporta rischi di distacco della fornitura elettrica – spiegano da Andiconsum – , gli utenti possono pagare solamente la quota riguardante l’energia della bolletta contestata, con bollettino compilato a mano e revocando un’eventuale domiciliazione bancaria. Altra soluzione: pagare le fattura per intero e poi richiedere il rimborso sulla prima successiva bolletta utile. In entrambi i casi, il canone non dovuto andrà contestato”.
Vista la “situazione d’emergenza” e la risaputa difficoltà a reperire informazioni dagli enti istituzionali (a maggior ragione nel periodo estivo), Adiconsum resterà a completa disposizione dei reggiani anche nel mese di agosto, presso il centro servizi Cisl Emilia Centrale di via Turri 71. Tel. 0522357485 Email: reggioemilia@adiconsum.it

Adiconsum su canone Rai: non paga chi voleva pagare e paga chi era esente2016-07-28T09:08:53+00:00