Ballotta (Cisl) su #Aemilia: “Nuova linfa per le sentinelle della legalità”

 

 “Come sindacato proponiamo nuove azioni concrete sul territorio per diffondere la cultura della legalità, il diritto all’informazione, rivolte sia agli adulti che alle nuove generazioni. Lo vorremmo fare assieme agli enti, al mondo del lavoro intero e alle scuole. Piena solidarietà agli operatori dei mezzi di informazione (Gazzetta di Reggio, Telereggio, Tg Reggio) che sono stati colpiti frontalmente dalle sibilline motivazioni per avanzare la richiesta di far chiudere le porte del dibattimento sul processo Aemilia”.

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E’ quanto afferma William Ballotta, segretario della Cisl Emilia Centrale che interviene con un “plauso alla decisione del Tribunale con il quale il giudice Caruso ha respinto l’istanza presentata dagli imputati affinché il processo Aemilia contro le infiltrazioni ndranghetiste venisse celebrato a porte chiuse, allo scopo di tenere lontani dall’aula giornalisti e scolaresche.

“Anche sul tema della legalità il mondo sindacale ed economico, amministrativo e delle scuole può fare molto. Dopo la decisione del tribunale reggiano il mondo delle sentinelle della legalità esce rafforzato: sosteniamolo con la cultura dell’informazione. Libera e che mai china la testa”.

 

 Ballotta (Cisl) su #Aemilia: “Nuova linfa per le sentinelle della legalità”2017-01-20T11:02:06+00:00

Tribunale di Reggio Emilia: “I procedimenti ordinari rischiano di impantanarsi”

 

 

Allarme organici al tribunale e alla procura di Reggio. E tra meno di un mese, quando partirà il processo Aemilia, la situazione rischia di collassare. Le conseguenze le pagheranno i cittadini, i cui procedimenti ordinari rischiano letteralmente di impantanarsi nonostante lo straordinario sforzo dei magistrati e del personale amministrativo. Lo denuncia Rosamaria Papaleo, della Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale.

Rosamaria Papaleo

Rosamaria Papaleo, dirigente sindacale Cisl Stato e Parastato della Cisl Emilia Centrale

Questo il quadro sugli organici: “La situazione è a rischio a causa dello stop del turn over, della riduzione delle piante organiche e della mancata riqualificazione del personale. Oggi, ad esempio, i processi vengono celebrati con l’ausilio di 3 soli cancellieri. Per il processo Aemilia non è ancora chiaro quanti di questi dovranno prestare esclusivamente attività nelle udienze richieste dallo storico processo sulla n’drangheta, mentre pare già sicuro che si dovrà dedicare un ufficio di cancelleria ad hoc. Tutte le attività dei processi ordinari saranno lasciate presumibilmente ad un solo funzionario della cancelleria dibattimentale”. Un problema, quello degli organici, di cui il Ministero della Giustizia è già stato messo al corrente: “Il rifiuto del Ministero di un adeguamento di organici è inaccettabile – prosegue Papaleo -. E anche la soluzione alternativa che qualcuno ha suggerito in attesa che le sollecitazioni al Ministero possano trovare risposte adeguate – ricorrere a personale distaccato volontariamente da altri enti – potrebbe essere funzionale solo se sarà garantita un’adeguata formazione preventiva”.

“Eppure – commenta di William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale – stiamo parlando di un fenomeno, quello ‘ndranghetista, che va controbattuto innalzando e rafforzando la guardia e attuando la prevenzione, non solo giocando in difesa con gli attuali organici. A rischio è la tenuta del tessuto economico e sociale di Reggio Emilia e Modena, due territori dove la cultura della legalità del lavoro è alla base della coesione civile tra le persone. Il riemergere, anche, di fenomeni di caporalato, del lavoro nero, le infiltrazioni di aziende sospette nei bandi a massimo ribasso, i subappalti richiedono il lavoro di sindacati e associazioni da un lato e il rafforzamento della Giustizia dall’altro”.

Intanto il primo ostacolo da superare è il placet di altri enti pubblici ad un eventuale trasferimento temporaneo o definitivo di dipendenti pubblici al ministero delle Giustizia. Per questo la Cisl lancia un appello a tutti gli amministratori locali: “Facciano pressioni sul Ministero e su tutte le realtà pubbliche (Regione, Comuni, Provincia, Camera di commercio, aziende sanitarie…) affinché favoriscano eventuali comandi o mobilità condivise verso il tribunale e la procura. Solo così potremo garantire una piena efficienza del tribunale e della procura reggiana sia per il processo Aemilia che per i procedimenti ordinari”.

 

 

Tribunale di Reggio Emilia: “I procedimenti ordinari rischiano di impantanarsi”2016-03-12T09:06:03+00:00
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