Ballotta: «Preoccupano disoccupazione giovanile e famiglie povere»

«La ricerca del centro culturale F.L. Ferrari dipinge una situazione socio-economica sostanzialmente positiva per il nostro territorio – commenta il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Vi sono tuttavia due dati negativi: l’aumento della disoccupazione giovanile e del numero di famiglie povere. (altro…)

Ballotta: «Preoccupano disoccupazione giovanile e famiglie povere»2019-05-14T11:00:29+00:00

Lavoro irregolare a Reggio Emilia, su 400 aziende controllate 150 fuori norma

“Il territorio reggiano deve affrontare questi temi in appositi tavoli territoriali concertati tra le diverse istituzioni e associazioni” sono le parole di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, nel commentare, a Reggio Emilia, gli ultimi dati riportati dall’Ispettorato del Lavoro. “In questa casistica dal 1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018 sono state controllate dagli ispettori del lavoro oltre 400 aziende in tutta la provincia e il 37% di queste, circa 150, sono risultate non a norma. Un sentinella di irregolarità sul lavoro allarmante quando, come Cisl, ribadiamo come la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una società civile e sviluppata”.

“Ma la provincia di Reggio Emilia – dettaglia Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – non è meno virtuosa di altre. Bisogna tenere conto, infatti, che la percentuale di aziende irregolari è relativa a quelle controllate. E nonostante la carenza di personale, più volte da noi denunciata, le verifiche sono state effettuate come di dovere. Inoltre i lavoratori stanno prendendo per fortuna sempre più consapevolezza dei loro diritti e decidono di denunciare sempre più spesso. A oggi le denunce che pervengono all’ispettorato territoriale fatte dai lavoratori sono state circa 200”.

Un secondo motivo che ha incentivato il lavoro irregolare è l’assenza di una forma contrattuale adatta per regolare il lavoro occasionale e i piccoli lavoretti stagionali. “Dopo che sono stati cancellati i voucher con il governo Gentiloni, non è stato più adottato un meccanismo semplice e agevole per favorire il lavoro regolare”, spiega la sindacalista.

E, in merito alla riforma strutturale del lavoro “essa dovrà prevedere garanzie sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Per questo occorre intervenire – conclude Papaleo –  con misure efficaci per garantire da un lato chi svolge un lavoro discontinuo e parziale, e dall’altro adottare un programma che alleggerisca il cuneo fiscale e renda più competitivo il lavoro stabile a tempo indeterminato. Infine serve una battaglia seria contro ‘dumping contrattuale’ che altera la concorrenza fra le imprese danneggiando lavoratrici e lavoratori”.

bty

Lavoro irregolare a Reggio Emilia, su 400 aziende controllate 150 fuori norma2018-12-12T16:57:40+00:00

Bassa Modenese: ok sindacati bilancio Unione Comuni

È positivo il giudizio di Cgil Cisl Uil sul bilancio 2018/2019 dell’Ucman (Unione Comuni modenesi Area Nord). Il via libera dei sindacati arriva dopo l’incontro promosso nei giorni scorsi nell’ambito della contrattazione sociale territoriale. (altro…)

Bassa Modenese: ok sindacati bilancio Unione Comuni2018-11-06T11:23:20+00:00

Accordo apripista in Italia a Montecchio grazie alla Cisl: niente licenziamento in caso di prolungata malattia

 

L’intervento di Annamaria Furlan: “Può diventare un modello per tutte le aziende”. Per i 300 lavoratori della Ardagh Metal Packaging di Montecchio il “comporto” è congelato in caso di malattia. Ballotta: “Tutto grazie alla contrattazione”

 Conservare il posto di lavoro anche se si è gravemente malati per un lungo periodo. Pare un diritto, che in realtà non è tale dato che i contratti di lavoro nazionali pongono un limite temporale alla malattia.

Qualcosa di straordinariamente diverso, invece, è accaduto grazie alla concertazione tra sindacato, dipendenti e dirigenti della Ardagh Metal Packaging di Montecchio. Il primo caso in Italia che dimostra ulteriormente come il welfare aziendale possa migliorare attraverso il dialogo tra le parti. «Ogni lavoratore, – spiegano Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale e il segretario della stessa categoria Mario Olivito -, in caso di malattia, ha diritto di conservare il proprio posto di lavoro per un determinato periodo chiamato comporto che, come da contratto nazionale, è di 18 mesi nell’arco di tre anni lavorativi. Durante il comporto, il dipendente non potrà essere licenziato ma, se l’assenza si protrae oltre tale periodo, il datore può licenziare il lavoratore per giusta causa. Grazie alla trattativa tra i rappresentanti della Rsu aziendale, del sindacato e dei dirigenti, però, i dipendenti di Montecchio sono riusciti a congelare i limiti del comporto in caso di tutte le malattie previste dal contratto nazionale».

«Un risultato unico – aggiunge Ciro Caruso, rappresentante Rsu e dipendente di Ardagh Metal Packaging di Montecchio Emilia -. Oltre a percepire il 100% dello stipendio, durante tutto il periodo della malattia, che secondo il contratto nazionale può essere dell’80%, siamo riusciti a salvaguardare il posto di lavoro di coloro che si ammalano gravemente. In questo modo potranno curarsi e recarsi nei luoghi di cura senza avere paura di perdere il posto di lavoro».

«Quello che serve è un welfare aziendale concreto ed efficace – continuano Uriti e Olivito – . Per ottenere ciò bisogna coinvolgere di più le aziende, i sindacati, le Rsu, e  i dipendenti affinché si instauri un dialogo continuo  a tutela del lavoro».

«Rilanciare la contrattazione a livello nazionale partendo dai buoni esempi sul territorio” – è quello che serve anche per William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale. La contrattazione è il giusto metodo per ottenere obbiettivi importanti come c’insegna il caso di Montecchio. E di questo abbiamo parlato nel recente forum sul tema dove abbiamo ribadito l’importanza del lavoro svolto il 2.660 aziende, tra Reggio e Modena, dove grazie alla contrattazione sono stati distribuiti ai lavoratori oltre 87 milioni di euro. Per questo dico che dobbiamo imparare a cogliere le peculiarità positive della contrattazione sul territorio e seguirle anche a livello nazionale. Realtà di questo tipo devono fare da apri pista per ripensare il welfare aziendale».

E da Roma anche la Segretaria Generale della Cisl, Annanaria Furlan giudica «molto innovativo questo accordo che non solo puo’ diventare un modello apripista da estendere in tante altre aziende ed in tutti  i settori lavorativi, ma dimostra soprattutto la vitalità e la concretezza delle relazioni sindacali su un tema importante come quello della tutela della salute che sta molto a cuore ai lavoratori ed al sindacato».

Accordo apripista in Italia a Montecchio grazie alla Cisl: niente licenziamento in caso di prolungata malattia2018-10-27T10:32:45+00:00