Venti mesi di trattativa, ma ora anche i lavoratori delle Bonifiche hanno il contratto rinnovato

 

Solo a Reggio Emilia sono oltre 200 i lavoratori dei Consorzi di Bonifica Emilia Centrale e Terre dei Gonzaga in Destra Po cui si applicherà il nuovo contratto nazionale delle bonifiche.

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“Un risultato di massima importanza – osserva Vittorio Daviddi, segretario del Fai Cisl Emilia Centrale – , che premia venti mesi di vertenza e di lotta sindacale unitaria, oltre che a due scioperi (cosa inusuale in questo settore), e che rilancia il ruolo della contrattazione. Stiamo parlando del lavoro in un ambito strategico come quello dei Consorzi di Bonifica che, a Reggio Emilia, ad esempio sovraintendono alla sicurezza idraulica del Bassa e svolgono importante opere di manutenzione in Appennino”.

Il rinnovo del Contratto nazionale dei dipendenti dei Consorzi di Bonifica, che in Italia coinvolge complessivamente circa 10 mila lavoratori, è stato siglato mercoledì a Roma da Fai-Flai-Filbi e Snebi. Della delegazione trattante ha fatto parte Piersecondo Mediani, della Cisl Emilia Centrale.

“Nel concreto – osserva Daviddi – nel contratto rinnovato c’è una netta progressione sia sul versante normativo che salariale, assicurando più diritti e migliori condizioni ai lavoratori troppo spesso inconsapevoli vittime di diatribe e polemiche esterne alla loro professionalità. Tra le tante le novità introdotte: si va da una maggiore tutela del lavoro stagionale a nuove garanzie su infortuni e permessi”.

“Si aggiunge un solido sostegno contrattuale che risponde alle novità legislative introdotte dal Jobs Act in materia di demansionamento. Anche dal punto di vista salariale, otteniamo un risultato di grande rilievo, che supera quello portato a casa nell’ultimo rinnovo: l’aumento a regime è del 3,9 per cento e si recupera parte del 2015, primo anno di scadenza del contratto”.

“Questo rinnovo – conclude Daviddi – parte dalla valorizzazione del lavoro e dalla centralità della contrattazione”.

Venti mesi di trattativa, ma ora anche i lavoratori delle Bonifiche hanno il contratto rinnovato2016-09-29T12:24:50+00:00

Un nuovo contratto per tutti i metalmeccanici. Bentivogli interviene a FestaReggio

 

Preannuncia un contratto per tutti i metalmeccanici Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl intervenuto a Festa Reggio all’incontro “Industria 4.0, uno scatto per l’Italia, cosa cambia nel lavoro”.

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Soddisfazione per Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale, che «è convinto della necessità di un nuovo contratto di lavoro per tutti i lavoratori reggiani e modenesi e non solo per il 5% meritevoli di premi per Federmeccanica: una fetta esigua di lavoratori che non rappresenta di certo tutti i metalmeccanici».

 

Segretario Uriti, a che punto siamo nella trattativa, in previsione del prossimo incontro tra le controparti?

«Speriamo di riuscire a breve a firmare il contratto ma non so con precisione le tempistiche. Noi non cambiamo idea: c’è bisogno di un nuovo accordo, non solo per il 5% dei lavoratori che dovrebbe essere premiato per Federmeccanica.»

 

Come stanno reagendo le province di Modena e Reggio a questa tormentata vicenda?

«Modena e Reggio sono determinate a trovare un accordo. La nostra è una regione importantissima nel panorama metalmeccanico e siamo pronti a lottare per trovare una soluzione a livello nazionale.»

 

L’ospite della serata è stato il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli che ha aggiornato sul fronte della trattativa tra Federmeccanica e sindacati.

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«Il negoziato è aperto da nove mesi, la trattativa è difficile e gli scioperi, dal mese di aprile, continuano a intermittenza. Federmeccanica sembra ferma sulle sue posizioni: vorrebbe dare i soldi del contratto nazionale solo al 5% dei lavoratori meritevoli di premi. Da una parte siamo soddisfatti perché sono state accolte le nostre richieste su welfare e formazione dall’altra, speriamo di riuscire ad arrivare a un accordo definitivo per tutti i lavoratori.»

 

Si firmerà quindi un contratto nuovo?

«Faremo un contratto completamente nuovo, rinnovato, che guarda al futuro e per tutti i metalmeccanici.»

 

Segretario lei parla di industria 4.0, cosa si intende?

«Per industria 4.0 si intendono tutte quelle nuove tecnologie che vengono impiegate nel settore produttivo. Sarà una quarta rivoluzione industriale: il nostro paese è rimasto indietro, rispetto ad esempio alla Germania, che per prima ha iniziato a riflettere su queste tematiche. Noi vogliamo riportare l’attenzione sull’innovazione anche dal punto di vista della progettazione. »

 

Lei ha fatto autocritica sul sindacato, in cosa andrebbe rinnovato?

«Troppo spesso il sindacato ha guardato “solo” al suo bacino senza guardare al mercato del lavoro: un mercato sempre più frammentato e in movimento. I contratti e le produzioni industriali sono sempre più atipiche e questo impone un cambiamento di strategia e di linguaggi.  Servono le tre “R”: scelte radicali, rigeneratrici e rifondatrici. Senza di questo il sindacato rischia di non essere all’altezza dei cambiamenti del domani.»

 

Che cosa chiede la gente comune al sindacato?

«Il sindacato deve essere un veicolo di partecipazione e promozione di giustizia. La gente si chiede cosa il sindacato vuole essere, se rilegarsi ad associazione di reduci o tornare alla sua vera missione di rappresentanza.»

 

Si è ritrovata unitarietà con la Fiom dopo alcune polemiche sul contratto di lavoro di Confimi, cosa ne pensa?

 

«L’impostazione sindacale tra le due associazioni è diversa, ma dove si possono trovare punti d’incontro siamo i primi che desideriamo fare battaglia comune. Rispetto al passato, c’è una voglia maggiore di egemonia: si vuole prevalere sugli altri, ma i lavoratori vogliono dei risultati per i lori contratti di lavoro. L’unitarietà serve per fare più contratti non solo per scioperare assieme e per farsi vedere dai politici. »

 

Lei viene spesso nelle nostre terre, che impressione le fa venire nei luoghi d’eccellenza della metalmeccanica?

«La vostra è una terra molto importante dal punto di vista sindacale, qui soffia un’aria nuova. Bisogna lavorare assieme per costruire un sindacato nuovo e per stare dentro le sfide del futuro.»

Un nuovo contratto per tutti i metalmeccanici. Bentivogli interviene a FestaReggio2016-09-13T13:54:56+00:00

Metaleccanici Confimi, primo contratto sbloccato. Al via le assemblee tra Modena e Reggio

“Al via a Reggio Emilia e Modena le assemblee dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo ‘innovativa’ per il rinnovo del contratto nazionale, siglato in queste ore tra Confimi industria e Fim e Uilm a Roma. Era in scadenza il 31 maggio e interessa di fatto circa 80.000 lavoratori metalmeccanici della piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica e dell’installazione di impianti, che occupa circa 5.000 persone tra Modena e Reggio Emilia” è quanto annunciano Giorgio Uriti, segretario generale e Alessandro Gamba, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale. Gamba è membro della delegazione trattante riunitasi nella capitale dove l’accordo è stato raggiunto dal presidente di Confimi, Riccardo Chini, e dai segretari generali di Fim e Uilm, Marco Bentivogli e Rocco Palombella e firmato anche dal reggiano Giovanni Caruso, segretario generale Fim Cisl Emilia Romagna, che ha partecipato agli incontri tecnici per giungere alle ipotesi di accordo, e dalla modenese Graziella Bellotti, membro di giunta di Confimi. Se approvato dai lavoratori, con le assemblee previste nei prossimi giorni e a settembre nei luoghi di lavoro, il contratto nazionale avrà validità triennale, sino a maggio 2019. Tra le novità previste il via la contrattazione territoriale, politiche attive del lavoro e definizione di un aumento salariale, contratto di inserimento Socrate, diffusione e crescita welfare e diritto soggettivo alla formazione e allo studio”.

Alessandro Gamba e Giorgio Uriti

“Il contratto raggiunto con Confimi – osservano Uriti e Gamba – costituisce un risultato assolutamente importante per la categoria, valorizza il ruolo delle relazioni sindacali a beneficio e rafforzo delle tutele dei lavoratori. Rappresenta un’indicazione di marcia per i tanti segmenti delle associazioni di impresa del settore metalmeccanico, artigianato, cooperative, orafi argentieri, che non mostrano alcuna autonomia negoziale e bloccano i contratti scaduti da mesi in attesa dell’evoluzione delle vertenza con Federmeccanica”.

“Ma non vi sono relazioni sindacali fotocopia – concludono i sindacalisti – , chiediamo a ciascuna associazione di impresa di esprimere un’autonoma capacità negoziale e di realizzare, finalmente, i rinnovi contrattuali che interessano migliaia di lavoratori della categoria. Questa, non l’intransigenza di Federmeccanica, è la strada migliore per rafforzare le tutele dei lavoratori e per far ripartire il nostro sistema industriale con contratti innovativi”.

 

 

IL DETTAGLIO / LE NOVITA’ DEL CONTRATTO NAZIONALE TRA CONFIMI FIM E UILM

 

Sul fronte della retribuzione l’ipotesi di contratto tra Confimi e Fim e Uilm prevede un aumento salariale di 25 euro mensili, al 5° livello, riparametrati a decorrere dal 1° settembre 2016 quindi l’impegno a definire entro aprile 2017 gli ulteriori incrementi retributivi per il secondo e terzo anno del contratto. Quindi l’una tantum di 75 Euro per i mesi di giugno, luglio e agosto correnti. Dal 2017 estesa la sanità integrativa a tutti i lavoratori e i familiari, viene introdotto il diritto soggettivo alla formazione professionale, si avvia il percorso della riforma dell’inquadramento che prevede l’entrata in vigore di un sistema a fasce professionali entro la vigenza del contratto. Sul fronte del lavoro previste innovazioni importanti in tema di orari e conciliazione vita-lavoro, tra cui l’orario plurisettimanale programmato, il lavoro agile, il frazionamento a ore di congedi parentali, permessi per favorire il ricongiungimento familiare degli immigrati. Viene regolato inoltre l’istituto delle ferie solidali, con la possibilità su base volontaria del lavoratore di cedere una quota delle proprie ferie arretrate a colleghi che ne abbiano necessità per gravi ragioni di cura e assistenza familiare. Regolato anche l’istituto dell’apprendistato per favorire l’alternanza scuola lavoro e i percorsi di alta qualificazione, e si introduce un nuovo importante strumento, denominato “Socrate”, di ingresso e stabilizzazione al lavoro di giovani, donne e ultracinquantenni disoccupati con un salario tabellare specifico, ridotto di circa il 15%, per un periodo da 6 mesi a 18 mesi massimo, con l’inserimento stabile a tempo indeterminato al lavoro. Nei casi di mancata conferma, invece, è prevista l’erogazione al lavoratore dell’intera differenza retributiva. Previsto l’impegno all’utilizzo degli ammortizzatori sociali di tipo conservativo nelle crisi aziendali e il rispetto dei criteri sociali di scelta nei casi di mobilità.

Metaleccanici Confimi, primo contratto sbloccato. Al via le assemblee tra Modena e Reggio2016-07-23T10:13:22+00:00

Commercio oggi lo sciopero e la manifestazione a Bologna

Commercio e non solo. Nel Paese sono più di un milione e cinquecentomila e nella migliore delle ipotesi aspettano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro da tre anni. Nella peggiore da sei. Oggi per questo sono in sciopero per l’intera giornata.

Fisascat in piazza oggi a Bologna con le altre organizzazioni sindacali

Fisascat in piazza oggi a Bologna con le altre organizzazioni sindacali del commercio

Fisascat a Bologna

A livello regionale, anche da Reggio Emilia  e Modena, in molti hanno manifestato con un corteo che da piazza XX settembre è arrivato in Piazza Maggiore. Parliamo di persone che lavorano come baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti alle mense, receptionist, impiegati di agenzia di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori del comparto termale e farmacisti. In tutto questo tempo le parti datoriali hanno, con diversi accenti e modalità, cercato di negare il valore del Contratto nazionale subordinandone il rinnovo a forme più o meno esplicite di restituzione, attraverso il peggioramento di parti economiche e normative. Le pretese assurde di Federturismo/AICA/Confindustria Alberghi, Fipe, Fiavet, Confesercenti, Federterme, Federfarma, Angem, Aci (Alleanza Cooperative Italiane), Anip-Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Agci, Unionservizi Confapi, Fnip Confcommercio si possono riassumere in: “il Contratto si rinnova se a pagarlo sono le lavoratrici e i lavoratori con la rinuncia ai propri diritti e tutele”Cioè quei professionisti cui spesso ci rivolgiamo per soddisfare bisogni imprescindibili, per necessità connesse alla salute, per servizi fondamentali della nostra vita quotidiana. Operano in settori strategici per l’economia del nostro Paese, che rappresentano una componente rilevante del Pil italiano come il turismo e il sistema degli appalti, e svolgono lavori importanti come ad esempio la refezione e le pulizie nelle scuole, negli asili e negli ospedali. Lavorano spesso in condizioni difficili, con orari ridotti e stipendi esigui. La loro attività, che talora appare “invisibile”, si svolge 365 giorni all’anno, la domenica e durante i festivi, perché di loro c’è sempre bisogno. A questi settori si aggiunge la grande distribuzione nelle aziende associate a Federdistribuzione, la cui trattativa si è interrotta su richieste di arretramento pesantissime avanzate dalle imprese, tra cui un sistema contrattuale quasi totalmente derogabile e la definizione di aumenti salariali decisamente inferiori, per montante salariale complessivo, a quanto già previsto nel rinnovo del contratto nazionale di Confcommercio, sottoscritto già oltre un anno fa. Tale posizione ha portato le organizzazioni sindacali alla proclamazione delle due giornate di sciopero, di cui la prima oggi e la seconda prevista per il 28 maggio. Esse seguono le iniziativa già effettuate il 7 novembre e 19 dicembre scorsi.

“L’atteggiamento delle associazioni datoriali – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs reggiane – che mirano ad un risparmio sul costo del lavoro totalmente basato su arretramenti contrattuali e i mancati rinnovi degli stessi , non è più accettabile”.

Commercio oggi lo sciopero e la manifestazione a Bologna2016-05-06T13:54:15+00:00

Reggio, metalmeccanici in sciopero per il contratto nazionale

E’ sciopero. Il prossimo 20 aprile, dopo otto anni, le tre sigle sindacali dei metalmeccanici, Fim Fiom Uilm, torneranno in piazza insieme a sostegno della trattativa di rinnovo del Contratto nazionale. Quattro ore di sciopero generale della categoria impegnata in una vertenza complicata che vede, dopo sei mesi di negoziato e quindici incontri tra sindacati e Federmeccanica, uno stallo sostanziale della trattativa in particolare su salario e orari di lavoro.

Fim Cisl, Giorgio Uriti, Fiom Cgil, Sergio Guaitolini e Uilm Uil, Jacopo Scialla

I segretari di Fim Cisl, Giorgio Uriti, Fiom Cgil, Sergio Guaitolini e Uilm Uil, Jacopo Scialla: alla conferenza che ha annunciato lo sciopero e i presidi per il rinnovo del contratto nazionale

Questa volta però, sottolineano i tre segretari reggiani di Fiom Cgil, Sergio Guaitolini, Fim Cisl, Giorgio Uriti e Uilm Uil, Jacopo Scialla “si tratta di una vertenza per il futuro stesso del Contratto nazionale per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi: cioè di uno strumento collettivo che si pone come base di riferimento per tutti i metalmeccanici”. Alle piattaforme presentate dalle tre sigle nazionali infatti Confindustria ha risposto con una controproposta che “di fatto sugli aumenti salariali escluderebbe il 95% dei lavoratori, in quanto questi verrebbero dati soltanto a chi percepisce i minimi tabellari o si trova sotto. Parliamo dunque di erogazioni salariali e non di aumenti che coinvolgerebbero solo il 5% della platea di riferimento”.

Una proposta ritenuta inaccettabile da Fim  Fiom e Uim che hanno risposto con la proclamazione di uno sciopero, come primo momento di mobilitazione,  con lo scopo di far superare le rigidità espresse da Federmeccanica “Il nostro obiettivo  – spiegano Guaitolini, Uriti e Scialla – è affermare che il Contratto nazionale garantisca il reale potere d’acquisto per tutti i metalmeccanici, qualifichi le relazioni industriali, estenda la contrattazione di secondo livello, senza che questa si ponga in alternativa a quella nazionale, tuteli tutte le forme di lavoro e faccia  ripartire gli investimenti “.

Due sono le iniziative messe in campo sul nostro territorio: un presidio davanti i cancelli della Comer Industries di Reggiolo, azienda del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, e un presidio davanti la sede di Confindustria in via Toschi. Qui si terrà uno dei due comizi conclusivi al quale parteciperà anche uno dei tre segretari generali nazionali, Rocco Palombella, segretario generale della Uilm Uil. Mentre Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl sarà a Napoli e Maurizio Landini, segretario generale Fiom Cgil sarà a Milano.

Reggio Emilia dunque sarà tra i territori più importanti per la riuscita complessiva della mobilitazione dei meccanici, ospitando uno dei segretari generali, ma avendo anche “in casa” l’azienda del presidente di Federmeccanica.

Anche per questo Fim Fiom e Uilm reggiane invitano i lavoratori e le lavoratrici a partecipare allo sciopero e ai presidi “la riuscita della giornata del 20 aprile richiede tutto il nostro impegno – concludono – e sarà fondamentale per il proseguo della trattativa sul Contratto”.

Reggio, metalmeccanici in sciopero per il contratto nazionale2016-04-18T17:17:04+00:00

Quei due applausi di Landini (Fiom) al segretario Bentivogli (Fim) e l’appello del lavoratore della Lombardini “al rinnovo unitario del contratto”

Attivo dei delegati di Fim, Fiom e Uilm: partito in prima mattinata è rientrato nel pomeriggio il pullman di delegati metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia (e Modena): al Paladozza a Bologna, ha portato la nutrita rappresentanza delle aziende metalmeccaniche reggiane (e modenesi) all’attivo unitario degli oltre 1.500 i delegati di Fim, Fiom e Uilm dell’Emilia-Romagna.

 

Sul palco oltre agli interventi dei tre segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, la parola anche al lavoratore reggiano della Lombardini Motori (oggi Kohler), Oliviero Massimiliano che ha auspicato “il rinnovo del contratto nazionale, che è patrimonio di tutti, assieme, dopo otto anni di divisioni”.

L’incontro, concluso dal segretario generale della Fim Cisl Emilia Romagna, il reggiano Giovanni Caruso, ha visto andare in scena due singolari applausi di Maurizio Landini a Marco Bentivogli quando questi ha dichiarato la propria contrarietà “ai superminimi dati individualmente alle persone lontane dalla vita sindacale nelle aziende” ma anche quando il segretario della Fim ha chiesto a gran voce “il diritto alla partecipazione in tutte le fabbriche italiane”.

Sempre Bentivogli, che ha parlato del “contratto nazionale di lavoro da siglare come il più difficile della storia, gravato da disoccupazione, deflazione e crisi”, ha inteso replicare a Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, ricordando come i sindacati “abbiano un lavoro in più da fare nelle fabbriche: quello di ricostruire i rapporti con le persone, logorati da anni di divisioni sindacali e spiazzati da miopi e irricevibili proposte di Federmeccanica sul rinnovo contrattuale”. “La partecipazione dei lavoratori alle strategie industriali – ha aggiunto il segretario generale nazionale della Fim Cisl – è utile alle imprese e sempre di più occorre che il contratto si occupi della vita delle persone, con la sanità e il welfare integrativi e la formazione come diritto soggettivo del singolo lavoratore”.

Per Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale, “la giornata di oggi ha rappresentato un grande punto di partenza, perché i tre sindacati assieme hanno annunciato lo sciopero generale unitario della categoria del 20 aprile, per ribadire l’assoluta necessità di rinnovare un contratto nazionale, attraverso una sintesi coraggiosa e pluralista delle posizioni di Fim, Fiom, Uilm. Esse dimostreranno a Federmeccanica che le inutili provocazioni del tavolo contrattuale lasceranno lo spazio alle reali capacità negoziali dei lavoratori italiani e delle loro rappresentanze”.

 

Quei due applausi di Landini (Fiom) al segretario Bentivogli (Fim) e l’appello del lavoratore della Lombardini “al rinnovo unitario del contratto”2016-04-04T16:14:39+00:00
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