I sindacati: “Non siano le Ausl a stabilire chi sono i lavoratori fragili, ma i medici di base”

La Regione Emilia-Romagna faccia marcia indietro rispetto alla disposizione che assegna alle Ausl il compito di rilasciare la certificazione di malattia ai lavoratori ‘fragili’, perché immunodepressi, malati oncologici e con patologie pregresse. “Un errore madornale con possibili pericolose ricadute“, tuonano Cgil, Cisl e Uil, convinte che debbano essere i medici di base a rilasciare il certificato di malattia.

La Regione, “sulla base di pastoie burocratiche e decreti poco chiari”, ha revocato “una sua precedente disposizione, che indicava nei medici di base i professionisti competenti a rilasciare il certificato di malattia per i lavoratori fragili e quindi di disporne un’altra, il primo di aprile, in cui si evidenzia come la certificazione debba essere redatta dai servizi di sanità pubblica delle Ausl”, proseguono i sindacati confederali.

“Esonerare i medici di medicina generale da questo compito, per assegnarlo ai servizi di sanità pubblica, complica burocraticamente e pericolosamente la vita di persone fragili che invece hanno bisogno in questa drammatica situazione di poter contare di un certificato di malattia del proprio medico curante, quale misura di prevenzione dal pericolo di infezione da Covid, questa sì da scongiurare con ogni mezzo, proprio per la loro condizione di fragilità”, sostengono i confederali.

“Un cortocircuito burocratico che rischia, nel caso in cui non si riesca a reperire la certificazione, di costringere questi lavoratori a recarsi sul posto di lavoro, con il concreto pericolo di esporre all’infezione Covid-19 proprio coloro che hanno una minore probabilità di guarigione, visto che tutti i dati diffusi sulle infezioni e sulle morti da epidemia rivelano come una preesistente patologia sia uno dei fattori di maggior rischio”, continuano Cgil, Cisl e Uil.

“In un momento cosi’ drammatico, il buon senso deve prevalere. Le autorità sanitarie che, possono certificare lo stato di salute dei propri pazienti non possono che essere i medici curanti, cioè i professionisti che dispongono di ogni informazione sullo stato di salute dei propri assistiti”, ribadiscono i confederali.

“Una interpretazione peraltro corrispondente a quella sostenuta dall’Ufficio delle politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del consiglio dei ministri, che afferma in maniera netta come i medici di medicina generale siano a tutti gli effetti ‘pubblici ufficiali’, abilitati a svolgere la funzione di certificazione di malattia per le persone fragili”, ricordano. “La cosa più importante in questo momento è evitare conseguenze drammatiche a danno di questa categoria di lavoratori. Per questo chiediamo alla Regione un solerte dietrofront che riassegni ai medici di base la competenza di rilasciare il certificato di malattia per questi particolari pazienti“, concludono.

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I sindacati: “Non siano le Ausl a stabilire chi sono i lavoratori fragili, ma i medici di base”2020-04-06T13:13:23+00:00

I sindacati metalmeccanici scrivono a Storchi: “Mettiamo la salute dei reggiani prima delle valutazioni economiche”

Fim Fiom Uilm Reggio Emilia hanno inviato questa mattina una lettera alla Confindustria provinciale in merito alla spinosa questione aperture delle aziende sul territorio.

Una lettera in cui i sindacati metalmeccanici avanzano la proposta di un accordo quadro provinciale per condividere uno schema di confronto preventivo con i rappresentanti sindacali all’interno delle imprese che, di fronte alla volontà di queste di riprendere o continuare l’attività, metta al primo posto la salute pubblica e la salute dei lavoratori.

 

Aprire le tutte aziende da lunedì significa chiedere ai lavoratori di correre un rischio, e questo rischio va limitato e ridotto al minimo. – sottolineano i tre segretari dei metalmeccanici Giorgio Uriti, Simone Vecchi e Jacopo Scialla –  Utilizzare in modo distorto i codici Ateco dei clienti rischia di aprire una voragine nelle misure governative di contenimento del contagio. Per evitare uno scontro sociale in città è necessario il dialogo. Per questo prima di mandare le autocertificazioni alla Prefettura è necessario il confronto sindacale con i lavoratori, i delegati, il sindacato”.

 

Di seguito il testo completo della lettera.

 

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Alla cortese attenzione di

Unindustria Reggio Emilia

 

 

La difficile fase che sta vivendo il nostro Paese ci mette tutti di fronte a decisioni di grandissima complessità in cui alcuni diritti fondamentali come quello al lavoro ed alla salute rischiano, ancor di più che in altre occasioni, di essere messi nei fatti in contraddizione, ed entrambi, a loro volta, contrapposti a un diritto non fondamentale ma di caratura costituzionale come quello alla libera iniziativa imprenditoriale.

 

Le normative attuali che prevedono il fermo di tutte le attività non necessarie all’emergenza sanitaria, la possibilità di deroga alla sospensione delle attività prevista a livello territoriale attraverso le comunicazioni alle Prefetture e il meccanismo del silenzio/assenso previsto dalla norma, rischiano di enfatizzare queste contrapposizioni trasformandole in un vero e proprio scontro, non solo teorico, tra diritto alla salute dei lavoratori, salute pubblica e diritto all’iniziativa privata.

 

Nelle settimane scorse costruttive relazioni industriali nella provincia di Reggio Emilia hanno dato positivi frutti nell’applicazione dei contenuti del Protocollo del 14 marzo nella stragrande maggioranza delle imprese metalmeccaniche ancor prima della firma del protocollo stesso.

 

Questa positiva esperienza crediamo che vada valorizzata e allargata.

 

Nel solco di questa esperienza riteniamo utile quanto urgente proporre e condividere con la Vostra Associazione Datoriale e con le imprese che Essa rappresenta un percorso che permetta di gestire la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza sanitaria nel rispetto della salute dei lavoratori, della loro volontà e di corrette relazioni sindacali.

 

La “Fase 2” non inizierà con la modifica alle attuali restrizioni e/o al loro allentamento, ma nei fatti è già iniziata con la possibilità per le imprese di richiedere la ripresa produttiva in quanto facenti parte di filiere considerate essenziali.

 

In questa fase, che durerà ancora diverse settimane, riteniamo corretto e responsabile che le imprese diano la priorità al rapporto con i propri dipendenti, attraverso i loro rappresentanti e solo successivamente valutino la comunicazione nei confronti della Prefettura esprimendo la volontà di riprendere/continuare l’attività produttiva.

 

Auspichiamo che la progressiva riapertura delle attività avvenga senza atti unilaterali da parte delle imprese, senza scorciatoie legali che mettano i lavoratori e i loro rappresentanti di fronte a dati di fatto a cui poter rispondere inevitabilmente solo con ulteriori atti unilaterali.

 

Riteniamo che questo auspicio possa trasformarsi in realtà attraverso strumenti condivisi di governo di questa fase.

 

Per questa ragione proponiamo a Unindustria Reggio Emilia di condividere, come integrazione e arricchimento territoriale del Protocollo del 14 marzo, uno schema di confronto preventivo a livello aziendale con le rappresentanze sindacali (RLS/RSU/OOSS presenti in azienda) che, a fronte della volontà dell’impresa di riprendere/continuare/estendere l’attività, sia finalizzato alla tutela della salute pubblica, in primis la salute dei lavoratori dipendenti, nel rispetto delle normative vigenti in materia di contenimento del rischio di contagio da Covid-19.

 

Per questo proponiamo, con questa lettera, un accordo quadro provinciale da applicare in ogni azienda con la previsione della convocazione delle Rsu/OOSS presenti in azienda prima di qualsiasi comunicazione alla Prefettura in applicazione dell’art. 1, comma 1, lett. d), del d.p.c.m. 22.3.2020 e successivi.

In questo confronto riteniamo necessario che le rappresentanze dei lavoratori possano avere cognizione di queste informazioni, nell’ottica della massima trasparenza e responsabilità reciproca:

 

  1. La volontà di continuazione/apertura di attività o di sua estensione
  2. Le motivazioni alla base di questa volontà, in particolar modo le filiere considerate essenziale in cui l’azienda avrebbe l’obbligo di fornire la propria attività/prodotto al fine di garantire i settori farmaceutici/sanitari/alimentari
  3. Il numero di addetti e le funzioni eventualmente coinvolte in questa attività
  4. I tempi, relativamente alla realizzazione/consegna di quegli ordini specifici
  5. La comunicazione che si vuole inviare alla Prefettura di Reggio

 

Il confronto quindi dovrebbe essere finalizzato alla valutazione congiunta delle ragioni, dell’entità, dell’articolazione e delle modalità di svolgimento della prestazione inerente a ordini di lavoro afferenti a filiere necessarie.

 

Il medesimo tipo di confronto riteniamo corretto mettere in campo in futuro, quando eventualmente dovesse essere superata la distinzione tra attività essenziale/attività non essenziale, per calibrare la progressiva ripresa delle attività nel massimo rispetto della salute dei lavoratori con l’obiettivo complessivo della riduzione dei rischi di contagio da Covid-19.

 

In quest’ottica, riteniamo inoltre fondamentale che le Direzioni aziendali convochino il Comitato di Verifica del Protocollo del 14 marzo 2020 per valutare congiuntamente la garanzia di tutte le condizioni di necessarie alla sicurezza dei lavoratori (distanziamento sociale, presenza dpi, presenza igienizzanti etc) comunicando inoltre ai presenti il numero di persone fino a quella data contagiate in azienda, prima di riaprire o estendere le attività produttive e quindi comunicare ai singoli lavoratori la ripresa.

 

Ricondurre la gestione di questa difficile fase in un quadro di corrette relazioni industriali riteniamo sia un obiettivo comune da praticare attraverso la sottoscrizione di un accordo quadro di livello territoriale che orienti i comportamenti di tutti i soggetti a livello aziendale.

 

Riteniamo infine che, tutte le aziende che fino ad oggi hanno già comunicato alla Prefettura di Reggio Emilia la volontà di riprendere le attività produttive, possano e quindi debbano impegnarsi a ricondurre le proprie scelte all’interno di un alveo di relazioni industriali corrette e responsabili evitando quindi atti unilaterali che oggettivamente oggi faremmo fatica a comprendere e che sicuramente non verranno condivise.

 

 

Giorgio Uriti, Simone Vecchi e Jacopo Scialla segretari generali di Fim, Fiom, Uilm Reggio Emilia

I sindacati metalmeccanici scrivono a Storchi: “Mettiamo la salute dei reggiani prima delle valutazioni economiche”2020-04-02T17:35:18+00:00

Con Cisl e Cisl Fp tablet per connettere pazienti in isolamento Covid con le proprie famiglie. Raccolta fondi

Una raccolta fondi della Cisl e della Cisl Funzione Pubblica di Emilia Centrale per l’acquisto di tablet da donare all’Ausl di Reggio affinché anche i pazienti più fragili affetti da Coronavirus possano rimanere in contatto con le proprie famiglie. Questo il senso di ‘Distanti ma connessi’, l’iniziativa che da oggi mette a disposizione di tutti i cittadini un conto corrente su cui fare la propria volontaria donazione a favore dell’azienda sanitaria reggiana (altro…)

Con Cisl e Cisl Fp tablet per connettere pazienti in isolamento Covid con le proprie famiglie. Raccolta fondi2020-03-29T13:47:03+00:00

Lasagni (Fnp Cisl) “Chiediamo una task force o un commissario straordinario per le strutture per anziani. E diciamo No ad allarmismi dall’Inps”

“Una task force o in subordine un commissario per dedicarsi al tema delle strutture protette, case di riposo e carità, e similari per monitorare il tema dei contagi da Coronavirus, decessi, operatività, disponibilità di ossigenatori e presidi di protezione individuale, formazione del personale, tamponi eseguiti e necessari. (altro…)

Lasagni (Fnp Cisl) “Chiediamo una task force o un commissario straordinario per le strutture per anziani. E diciamo No ad allarmismi dall’Inps”2020-03-26T19:25:22+00:00

Coronavirus, Ballotta Cisl: “Bene la chiusura, ora risorse per lavoratori e imprese”

“Ritengo sia assolutamente giusto sospendere le attività produttive non indispensabili così come annunciato dal Governo Conte. La priorità è salvare le vite umane, lo abbiamo ribadito tante volte in questi giorni anche con le nostre categorie. Il decreto in arrivo pone tutti pari e, soprattutto, i lavoratori in sicurezza. Bene così. Facciamo fronte comune”. Così commenta William Ballotta segretario generale Cisl Emilia Centrale. (altro…)

Coronavirus, Ballotta Cisl: “Bene la chiusura, ora risorse per lavoratori e imprese”2020-03-22T17:45:33+00:00

Coronavirus. Le categorie dei pensionati: “Protocolli e materiali per le Case residenziali anziani”. Lettera alla Regione

Le segreterie Spi Fnp e Uilp regionali esprimono preoccupazione per la situazione che l’epidemia da Coronavirus rischia di determinare nelle strutture residenziali per anziani e per questo hanno scritto alla Regione Emilia-Romagna.

E’ stato segnalato il caso della CRA di Sissa Tre Casali (Parma) dove ci sono stati 9 decessi su 60 ospiti della struttura, oltre ad altre  strutture in diverse città a partire da Parma stessa, Forlì…

Chiediamo con la presente al Presidente della Regione un intervento urgente per evitare il dilagare del contagio.

Le scriventi organizzazioni condividono la richiesta che viene dalla categoria del pubblico impiego e commercio, che organizzano i dipendenti di queste strutture di avere tutte le protezioni necessarie al fine di non contagiare ne essere contagiati.

Pertanto chiedono che vengano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio , con la fornitura urgente e la distribuzione degli idonei strumenti di protezione individuali conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie,  la sanificazione degli ambienti delle strutture, la sorveglianza sanitaria di tutti gli operatori della struttura, e l’adozione di procedure codificate e chiare.

Inoltre chiediamo se è previsto per l’uso di questi ausili un incremento dei momenti di formazione per il personale sanitario e non solo.

 

Infine chiediamo: quali misure sono state prese per il personale, i familiari e i volontari sino ad ora e se si ritiene necessario incrementarli, sempre al fine di evitare il contagio che avrebbe sull’utenza una conseguenza tragica.

Cosa è stato fatto e cosa si pensa di fare con i pazienti delle strutture che si aggravano?

 

Consapevoli che in questa fase delicatissima sia più che mai necessario ridurre al minimo i contatti esterni le segreterie sollecitano che si favorisca un collegamento con strumenti elettronici tra pazienti e familiari.

 

SPI  CGIL         FNP  CISL        UILP   UIL

Bruno Pizzica   Loris Cavalletti   Rosanna Benazzi

 

Coronavirus. Le categorie dei pensionati: “Protocolli e materiali per le Case residenziali anziani”. Lettera alla Regione2020-03-17T18:22:38+00:00

Coronavirus. A Reggio 5mila metalmeccanici a casa questa settimane. Appello di Fim, Fiom e Uilm per le aziende prive di sindacato

Sono oltre 500 i delegati metalmeccanici di Fim Fiom Uilm che in questi giorni si stanno mobilitando con grande abnegazione per ottenere dalle aziende standard di sicurezza adeguati alle normative che gli permettano di lavorare in sicurezza. E sono decine le aziende che, collaborando attivamente e con uno sforzo non indifferente, hanno provveduto a mettere in regola i propri locali, mentre altre hanno deciso di sospendere temporaneamente le attività per svolgere sanificazioni straordinarie, ripensare l’organizzazione delle attività e avere una scorta sufficiente di dispositivi di protezione individuali per tutti i lavoratori. (altro…)

Coronavirus. A Reggio 5mila metalmeccanici a casa questa settimane. Appello di Fim, Fiom e Uilm per le aziende prive di sindacato2020-03-17T16:49:32+00:00

Appello Fim, Fiom, Uilm alle aziende: “Mettere in sicurezza le aziende utilizzando gli ammortizzatori sociali”

Il protocollo sottoscritto da Cgil Cisl Uil con le parti datoriali, in colpevole assenza di un intervento diretto da parte del Governo nei confronti delle imprese per un fermo produttivo temporaneo con l’obiettivo di definire condizioni di assoluta sicurezza nei luoghi di lavoro, rappresenta certamente uno strumento utile nelle mani di Rsu ed Rle e di tutti i lavoratori. (altro…)

Appello Fim, Fiom, Uilm alle aziende: “Mettere in sicurezza le aziende utilizzando gli ammortizzatori sociali”2020-03-15T17:11:11+00:00