La Cisl a Storchi, nuovo presidente di Unindustria: “Ok per le relazioni sindacali, ora il Patto per il lavoro”

“Ripartire assieme con un patto che unisca le diverse parti sociali e gli enti del territorio”. La nomina del nuovo presidente di Unindustria Reggio Emilia, per il mandato 2018-2022, Fabio Storchi, incassa gli auguri di buon lavoro della Cisl Emilia Centrale.

«Abbiamo colto nelle parole della relazione di Storchi un significativo apprezzamento per le relazioni con il mondo sindacale che rappresentiamo – afferma William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale – e, oltre ad averlo dimostrato nello storico accordo sul contratto tra Federmeccanica e sigle sindacali, le ha citate espressamente il giorno del suo insediamento. Le parole chiave poste da Unindustria, per quanto da un altro punto di vista, ci interessano: il Politecnico, l’area Mediopadana e il completamento del nodo dell’alta velocità, l’attenzione per le grandi opere, ma in primis per la fabbrica, il confronto tra governo e parti sociali. Oltre alla formazione intendiamo continuare a dialogare con l’industria sui temi dei diritti dei lavoratori e del welfare aziendale, ma anche del rilancio del polo di Mancasale, delle Fiere, delle aree ex-Reggiane e delle delocalizzazioni. Credo che Storchi possa essere l’interlocutore giusto col quale rilanciare e ampliare su tutto il territorio reggiano il ‘Patto territoriale per il lavoro’, già siglato a livello regionale».

Per il segretario dei lavoratori cislini: «la recente costituzione della consulta permanente legalità Reggio, a cui aderiscono 34 enti e associazioni di categoria, è fatta nel segno della necessaria lotta alle infiltrazioni mafiose: rappresenta un primo mattone del patto di comunità che ci attende anche sul fronte del lavoro».

 

 

 

 

 

 

La Cisl a Storchi, nuovo presidente di Unindustria: “Ok per le relazioni sindacali, ora il Patto per il lavoro”2018-07-05T09:36:21+00:00

“Una nuova politica industriale, assieme, per la provincia” proposta Cisl a FestaReggio

Corre sul tema della politica industriale il nuovo dibattito di FestaReggio dove l’appuntamento “L’economia reggiana fra ripresa e incertezze” per una sera monopolizza l’attenzione del mondo imprenditoriale reggiano. Anche perché, dopo l’introduzione di Giacomo Bertani Pecorari responsabile provinciale Economia e Lavoro Pd che auspica “concretezza nell’affrontare il tema”, sul palco salgono William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, Patrizio Bianchi assessore al Lavoro Regione Emilia Romagna che auspica “una nuova visione del mondo del lavoro, complessiva e internazionale, con grande capacità di sapere cambiare e innovare, facendolo insieme”, Nunzio Dallari, presidente Cna Reggio Emilia, Andrea Volta presidente Lega Coop Emilia Ovest che apre con un coraggioso mea culpa su alcune scelte e responsabilità della cooperazione, Fabio Storchi presidente Federmeccanica. A monopolizzare l’attenzione è, per diversità di vedute, il confronto in chiusura tra il leader di Federmeccanica – che ancora non ha siglato il contratto nazionale dei metalmeccanici in contrapposizione alle richieste del mondo sindacale e del lavoro – e il segretario della Cisl.

William Ballotta a FestaReggio (2)

 

“Occorre che ci diciamo le cose che non vanno nella realtà economica reggiana – ha esordito Ballotta dopo il lungo elenco degli investimenti nel pubblico reggiano ricordata da Storchi che, per altro, ha citato in chiave ottimistica la disoccupazione reggiana (al 5,5% contro l’11,5% nazionale) -. Il primo dato è la grandissima disoccupazione giovanile che attanaglia Reggio, oltre il 25%: occorrono definire azioni immediate per contrastarla. Ricordo anche che con l’istituzione di un osservatorio sociale dedicato, dopo lo stravolgimento della crisi, rileviamo nuovi disagi. C’è una fascia grigia di persone che fatica a esprimere pubblicamente le proprie difficoltà, siano esse lavorative o sociali. E se siamo stati tra i primi a riconoscere il valore del Jobs act, oggi possiamo altrimenti affermare che, fuori da un contesto complessivo di politiche per il lavoro, non può portare ai risultati sperati”.

Come prevedibile infiamma il dibattito il tema sul confronto delle politiche industriali. Per il leader della Cisl, infatti, “si può guardare con favore alle parole del presidente di Confidustria, Boccia che ha speso parole per confronto e collaborazione sulle parti sociali. Il sindaco Vecchi ha già preannunciato la convocazione del tavolo provinciale per il lavoro che, per Reggio, ci piace chiamare patto di comunità”.

“Riteniamo – ha concluso Ballotta in risposta a quanto auspicato dall’assessore regionale al lavoro Bianchi – che le politiche industriali si possano definire anche a livello territoriale. Come sindacato guardiamo al tema delle dimensioni di impresa (che non necessariamente significa fondere le aziende), all’agevolare l’accesso al credito, a competenza, ricerca e innovazione elementi fondamentali per rilanciare la produttività, a partire dalla contrattazione aziendale e territoriale. La Cisl, per questo, attende l’avvio del Patto territoriale per Reggio Emilia”.

“Una nuova politica industriale, assieme, per la provincia” proposta Cisl a FestaReggio2016-09-02T12:25:36+00:00

La Fim replica alla Fiom: “Con Confimi un accordo per ridurre il precariato”

“Nessuno ha escluso nessuno. Stupisce la polemica di Fiom di Reggio Emilia e Modena che, in una nota, accusa Fim Cisl e Uilm di avere sottoscritto a loro insaputa il rinnovo del contratto con Confimi”. E’ quanto affermano Giorgio Uriti e Alessandro Gamba, segretari della Fim Cisl Emilia Centrale che aggiungono: “A livello nazionale la Fiom non riconosce Confimi come associazione datoriale al pari delle altre (Federmeccanica, Legacoop e Confcoop, Confapi…). E Guaitolini e Pizzolla dovrebbero sapere che la Fiom non ha risposto alla convocazione di Confimi per partecipare alle trattative per il rinnovo: per altro la Fiom non ha presentato una propria piattaforma”.

Alla Fiom che afferma che Fim e Uilm “impediscono ai lavoratori di esprimersi e votare sugli accordi”, Uriti e Gamba replicano: “E’ invece nostra usanza, fare votare i lavoratori sui contratti: lo abbiamo già detto nei giorni scorsi, preannunciando l’avvio delle assemblee nei luoghi di lavoro”.

Alessandro Gamba e Giorgio Uriti

Respinte al mittente anche i rilievi della Fiom sul fatto che “alla lunga si ridurrà il salario dei nuovi assunti sotto il minimo contrattuale”. “Invece – osservano i sindacalisti Fim – Il contratto Socrate è pensato per ridurre il precariato. E’ rivolto a donne, giovani e ultracinquantenni: categorie svantaggiate che saranno sì assunte con un salario temporaneamente più basso, al massimo per 18 mesi, al termine del quale però o saranno assunti a tempo indeterminato a salario normale o, in caso di mancata assunzione, riceveranno nell’ultima busta tutto il risparmio effettuato dalla stessa azienda. E gli 80 euro rilevati come ‘omissione’ dalla Fiom non sono altro che il costo della commissione che vigilerà sulla corretta applicazione di questo contratto”.

“L’invito – concludono Gamba e Uriti – è a cogliere la bontà del contratto siglato con Confimi, che per altro vale per tutti anche se non nostri iscritti. Soprattutto isola ulteriormente Federmeccanica ancora chiusa sulle posizioni del rinnovo solo per alcuni lavoratori”.

La Fim replica alla Fiom: “Con Confimi un accordo per ridurre il precariato”2016-07-27T09:19:22+00:00

Metaleccanici Confimi, primo contratto sbloccato. Al via le assemblee tra Modena e Reggio

“Al via a Reggio Emilia e Modena le assemblee dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo ‘innovativa’ per il rinnovo del contratto nazionale, siglato in queste ore tra Confimi industria e Fim e Uilm a Roma. Era in scadenza il 31 maggio e interessa di fatto circa 80.000 lavoratori metalmeccanici della piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica e dell’installazione di impianti, che occupa circa 5.000 persone tra Modena e Reggio Emilia” è quanto annunciano Giorgio Uriti, segretario generale e Alessandro Gamba, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale. Gamba è membro della delegazione trattante riunitasi nella capitale dove l’accordo è stato raggiunto dal presidente di Confimi, Riccardo Chini, e dai segretari generali di Fim e Uilm, Marco Bentivogli e Rocco Palombella e firmato anche dal reggiano Giovanni Caruso, segretario generale Fim Cisl Emilia Romagna, che ha partecipato agli incontri tecnici per giungere alle ipotesi di accordo, e dalla modenese Graziella Bellotti, membro di giunta di Confimi. Se approvato dai lavoratori, con le assemblee previste nei prossimi giorni e a settembre nei luoghi di lavoro, il contratto nazionale avrà validità triennale, sino a maggio 2019. Tra le novità previste il via la contrattazione territoriale, politiche attive del lavoro e definizione di un aumento salariale, contratto di inserimento Socrate, diffusione e crescita welfare e diritto soggettivo alla formazione e allo studio”.

Alessandro Gamba e Giorgio Uriti

“Il contratto raggiunto con Confimi – osservano Uriti e Gamba – costituisce un risultato assolutamente importante per la categoria, valorizza il ruolo delle relazioni sindacali a beneficio e rafforzo delle tutele dei lavoratori. Rappresenta un’indicazione di marcia per i tanti segmenti delle associazioni di impresa del settore metalmeccanico, artigianato, cooperative, orafi argentieri, che non mostrano alcuna autonomia negoziale e bloccano i contratti scaduti da mesi in attesa dell’evoluzione delle vertenza con Federmeccanica”.

“Ma non vi sono relazioni sindacali fotocopia – concludono i sindacalisti – , chiediamo a ciascuna associazione di impresa di esprimere un’autonoma capacità negoziale e di realizzare, finalmente, i rinnovi contrattuali che interessano migliaia di lavoratori della categoria. Questa, non l’intransigenza di Federmeccanica, è la strada migliore per rafforzare le tutele dei lavoratori e per far ripartire il nostro sistema industriale con contratti innovativi”.

 

 

IL DETTAGLIO / LE NOVITA’ DEL CONTRATTO NAZIONALE TRA CONFIMI FIM E UILM

 

Sul fronte della retribuzione l’ipotesi di contratto tra Confimi e Fim e Uilm prevede un aumento salariale di 25 euro mensili, al 5° livello, riparametrati a decorrere dal 1° settembre 2016 quindi l’impegno a definire entro aprile 2017 gli ulteriori incrementi retributivi per il secondo e terzo anno del contratto. Quindi l’una tantum di 75 Euro per i mesi di giugno, luglio e agosto correnti. Dal 2017 estesa la sanità integrativa a tutti i lavoratori e i familiari, viene introdotto il diritto soggettivo alla formazione professionale, si avvia il percorso della riforma dell’inquadramento che prevede l’entrata in vigore di un sistema a fasce professionali entro la vigenza del contratto. Sul fronte del lavoro previste innovazioni importanti in tema di orari e conciliazione vita-lavoro, tra cui l’orario plurisettimanale programmato, il lavoro agile, il frazionamento a ore di congedi parentali, permessi per favorire il ricongiungimento familiare degli immigrati. Viene regolato inoltre l’istituto delle ferie solidali, con la possibilità su base volontaria del lavoratore di cedere una quota delle proprie ferie arretrate a colleghi che ne abbiano necessità per gravi ragioni di cura e assistenza familiare. Regolato anche l’istituto dell’apprendistato per favorire l’alternanza scuola lavoro e i percorsi di alta qualificazione, e si introduce un nuovo importante strumento, denominato “Socrate”, di ingresso e stabilizzazione al lavoro di giovani, donne e ultracinquantenni disoccupati con un salario tabellare specifico, ridotto di circa il 15%, per un periodo da 6 mesi a 18 mesi massimo, con l’inserimento stabile a tempo indeterminato al lavoro. Nei casi di mancata conferma, invece, è prevista l’erogazione al lavoratore dell’intera differenza retributiva. Previsto l’impegno all’utilizzo degli ammortizzatori sociali di tipo conservativo nelle crisi aziendali e il rispetto dei criteri sociali di scelta nei casi di mobilità.

Metaleccanici Confimi, primo contratto sbloccato. Al via le assemblee tra Modena e Reggio2016-07-23T10:13:22+00:00

Quei due applausi di Landini (Fiom) al segretario Bentivogli (Fim) e l’appello del lavoratore della Lombardini “al rinnovo unitario del contratto”

Attivo dei delegati di Fim, Fiom e Uilm: partito in prima mattinata è rientrato nel pomeriggio il pullman di delegati metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia (e Modena): al Paladozza a Bologna, ha portato la nutrita rappresentanza delle aziende metalmeccaniche reggiane (e modenesi) all’attivo unitario degli oltre 1.500 i delegati di Fim, Fiom e Uilm dell’Emilia-Romagna.

 

Sul palco oltre agli interventi dei tre segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, la parola anche al lavoratore reggiano della Lombardini Motori (oggi Kohler), Oliviero Massimiliano che ha auspicato “il rinnovo del contratto nazionale, che è patrimonio di tutti, assieme, dopo otto anni di divisioni”.

L’incontro, concluso dal segretario generale della Fim Cisl Emilia Romagna, il reggiano Giovanni Caruso, ha visto andare in scena due singolari applausi di Maurizio Landini a Marco Bentivogli quando questi ha dichiarato la propria contrarietà “ai superminimi dati individualmente alle persone lontane dalla vita sindacale nelle aziende” ma anche quando il segretario della Fim ha chiesto a gran voce “il diritto alla partecipazione in tutte le fabbriche italiane”.

Sempre Bentivogli, che ha parlato del “contratto nazionale di lavoro da siglare come il più difficile della storia, gravato da disoccupazione, deflazione e crisi”, ha inteso replicare a Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, ricordando come i sindacati “abbiano un lavoro in più da fare nelle fabbriche: quello di ricostruire i rapporti con le persone, logorati da anni di divisioni sindacali e spiazzati da miopi e irricevibili proposte di Federmeccanica sul rinnovo contrattuale”. “La partecipazione dei lavoratori alle strategie industriali – ha aggiunto il segretario generale nazionale della Fim Cisl – è utile alle imprese e sempre di più occorre che il contratto si occupi della vita delle persone, con la sanità e il welfare integrativi e la formazione come diritto soggettivo del singolo lavoratore”.

Per Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale, “la giornata di oggi ha rappresentato un grande punto di partenza, perché i tre sindacati assieme hanno annunciato lo sciopero generale unitario della categoria del 20 aprile, per ribadire l’assoluta necessità di rinnovare un contratto nazionale, attraverso una sintesi coraggiosa e pluralista delle posizioni di Fim, Fiom, Uilm. Esse dimostreranno a Federmeccanica che le inutili provocazioni del tavolo contrattuale lasceranno lo spazio alle reali capacità negoziali dei lavoratori italiani e delle loro rappresentanze”.

 

Quei due applausi di Landini (Fiom) al segretario Bentivogli (Fim) e l’appello del lavoratore della Lombardini “al rinnovo unitario del contratto”2016-04-04T16:14:39+00:00

I metalmeccanici Fim a Bologna per il rinnovo del contratto

Un intero pullman di delegati metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia, altrettanti da Modena. Saranno davvero molti, per la prima volta, i rappresentanti sindacali cislini delle aziende metalmeccaniche reggiane e modenesi a muoversi compatti su Bologna. E’ previsto lunedì 4 aprile, infatti, nella città felsinea l’attivo degli oltre 1.500 i delegati di Fim, Fiom e Uilm dell’Emilia-Romagna. Un incontro unitario, dopo circa otto anni di divisioni, in vista di un obiettivo centrale: il rinnovo del contratto nazionale con Federmeccanica-Assital, che riguarda oltre 1 milione e 600mila lavoratori del settore in Italia, 200mila in regione e circa 35.000 a Reggio Emilia. Sullo sfondo anche lo sciopero nazionale di quattro ore del 20 aprile proprio sulla vertenza del rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

Giorgio Uriti è il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale

Giorgio Uriti è il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale

Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto Fim Cisl Emilia Centrale commenta: «E’ un momento storico importante dove c’è bisogno dell’unitarietà dei lavoratori per un traguardo importantissimo. Certo, Federmeccanica vuole inasprire i rapporti e le relazioni industriali, ma a Roma nelle commissioni siamo al lavoro per migliorare l’architettura stessa del contratto che non ci convince. Salari, orari, smartworking, conciliazione tempi di vita e di lavoro, welfare contrattuale, formazione, sanità integrativa, appalti, Jobs act, e reperibilità sono alcuni dei temi sui quali è aperta la discussione e sui quali ci confronteremo con i delegati e i segretari nazionali».

I metalmeccanici Fim a Bologna per il rinnovo del contratto2016-04-01T12:38:16+00:00