Ritardi nella Cassa integrazione #Inps: la denuncia della #Filca #Cisl Emilia Centrale

“Aumenta il malcontento che serpeggia tra i lavoratori per i grandi ritardi nell’erogazione del ‘sussidio’ di Cassa integrazione dall’Inps” a denunciarlo è Salvatore Cosma segretario della Filca Cisl Emilia Centrale.

La situazione si è fatta ancora più critica per le aziende che, per problemi di liquidità, non riescono ad anticipare la cassa integrazione e chiedono il pagamento diretto all’Inps: caso in cui i lavoratori attendono a lungo e “materialmente” i denari dall’istituto previdenziale.

Fino allo scorso dicembre 2015 – continua Cosma – mensilmente presso l’Inps si riuniva la commissione presieduta dalle associazioni imprenditoriali e dei sindacati di categoria per la valutazione e decisione sulle istanze cassa integrazione, purtroppo, dal 1 gennaio 2016 a seguito dell’art. 16 decreto legislativo 148/15 tali commissioni sono state abolite “pertanto – continua il segretario Cosma – non riusciamo ad avere più alcun interlocutore con l’Inps di Reggio Emilia ed i lavoratori che rappresentiamo attendono invano delle risposte ormai da 10 mesi”.

Salvatore Cosma

Spesso, sono costretti a migrare da un ufficio all’altro per venirne a capo, ma senza risposte. La Filca Cisl Emilia Centrale chiede ed auspica che l’istituto previdenziale reggiano si doti di una “corsia informativa ad hoc” per dare risposte in tempi brevi ai lavoratori che costituiscono l’anello debole e l’utente finale su cui vengono “scaricati” tali “meccanismi burocratici” incomprensibili per chi tutti i giorni lavora e magari purtroppo a causa della crisi è costretto a stare a casa in cassa integrazione senza “il pezzo” di salario derivante dall’ammortizzatore sociale.

 

Ritardi nella Cassa integrazione #Inps: la denuncia della #Filca #Cisl Emilia Centrale2016-08-03T09:39:53+00:00

Infortuni in edilizia: fuori dalla prognosi riservata il lavoratore della Mario Neri, ma Cisl chiede: «Perché gru sostituita con sollevatore»?

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Marco Suffritti (Filca Cisl Emilia Centrale)

Non è più in rianimazione il dipendente della Mario Neri spa che il 18 luglio ha subito un grave infortunio sul lavoro in un cantiere edile a Mortizzuolo di Mirandola. L’uomo, che era stato colpito dalla forca di un sollevatore Manitou, è uscito dalla prognosi riservata. (altro…)

Infortuni in edilizia: fuori dalla prognosi riservata il lavoratore della Mario Neri, ma Cisl chiede: «Perché gru sostituita con sollevatore»?2016-07-27T10:26:58+00:00

Cpl Concordia, accordo per il contratto di solidarietà

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Remo Perboni, segretario generale Filca Cisl Emilia Centrale

Contratto di solidarietà per gli oltre mille addetti di tutte le unità produttive della cooperativa Cpl (Concordia, Roma, Nola-Napoli, Melegnano, Bologna, Arezzo, S. Omero-Teramo, Fano, Padova, Bari e Cagliari). Partirà il 1° settembre e durerà due anni per consentire il processo di riorganizzazione interna previsto dal piano industriale presentato dalla cooperativa. (altro…)

Cpl Concordia, accordo per il contratto di solidarietà2016-07-07T14:52:33+00:00

Infortunio mortale strada Modena-Sassuolo: commento Filca Cisl

«Troppe cose non tornano nell’infortunio mortale di ieri sulla strada Modena-Sassuolo». Lo afferma il sindacato edili Filca Cisl Emilia Centrale, che prima esprime condoglianze ai familiari, amici e colleghi della vittima, poi manifesta interrogativi sull’accaduto.

Infortunio mortale, Remo Perboni (Filca Cisl Emilia Centrale)

Remo Perboni, segretario generale Filca Cisl Emilia Centrale

(altro…)

Infortunio mortale strada Modena-Sassuolo: commento Filca Cisl2016-03-02T13:00:28+00:00

Ritardi nei pagamenti nonostante l’aumento

Salvatore Cosma (Filca Cisl Re, foto G. Arlotti) p

REGGIO EMILIA (15 gennaio 2015) – Settore edile: i ritardi nei pagamenti potrebbero portare le aziende sul lastrico. Questo nonostante l’aumento del + 2,1% registrato nel terzo trimestre 2015, secondo Unioncamere Emilia Romagna. “Sono dati contraddittori – dichiara Salvatore Cosma, della segreteria Filca (Federazione italiana lavoratori costruzioni affini) Cisl Emilia Centrale – perché se a Reggio e provincia aumenta il volume di affari rispetto al 2014, questo non è direttamente proporzionale alla liquidità delle aziende. È necessario, infatti, analizzare i tempi di pagamento specialmente negli appalti pubblici, ossia, se i committenti pagano nei tempi previsti dall’opera, altrimenti le aziende in subappalto sono costrette ad anticipare le spese (materie prime, stipendi, contributi) questa è una discriminante che spesso ha ridotto diverse aziende sul lastrico e in alcuni casi i lavoratori non sono stati retribuiti”.
“Un altro elemento di cui tenere conto – prosegue Cosma – è il tramonto dei grandi colossi cooperativi delle costruzioni. Dal 2011 ad oggi, si sono moltiplicate le cooperative in procedura concorsuale, elemento che fa riflettere e non poco, da ultime Open.co (exCormo) e Coopsette. I lavoratori vivono ore angoscianti poichè avendo investito i risparmi di una vita presso le stesse cooperative, attraverso la quota sociale rischiano di ritrovarsi senza stipendio e senza le quote sociali investite nelle stesse cooperative”.
“Pertanto – riprende Cosma – evidentemente va ripensato il modello cooperativo ritrovando i principi della mutualità e assistenza quali principi fondanti il mondo cooperativo di tanti anni fa, in cui ci siano meno dirigenti e più soci lavoratori che conseguono il bene della cooperativa attraverso il lavoro quotidiano. Un ulteriore elemento per uscire da questa situazione di stallo in cui versano spesso i dipendenti delle piccole e medie aziende, deve essere l’anticipazione del credito da parte degli istituti ad esso preposti”.
“Le aziende attraverso la cessione del credito alle banche, potrebbero reperire la liquidità necessaria per terminare l’opera in costruzione ed essere in regola con gli oneri retributivi, contributivi e cassa edile relativi ai dipendenti. Solo in questo modo ci sarà più liquidità ed una economia pragmatica ed effettiva lontana dai dati formali, evitando lungaggini estenuanti”, concludono da Reggio Emilia.

Ritardi nei pagamenti nonostante l’aumento2016-01-15T11:23:36+00:00

“Uscita anticipata per gli edili”, la proposta della Filca Cisl dopo il dato sulle morti bianche

morti bianche proposta cisl

Salvatore Cosma

Aumentano le morti bianche: l’Inail comunica che le ‘denuncie di infortunio con esito mortale’, avvenute ‘in occasione di lavoro’, siano 729 nei primi dieci mesi del 2015, per Filca Cisl Emilia Centrale è primario il tema della sicurezza

Spaventa il dato sulle morti bianche, 729 nei primi dieci mesi del 2015 in Italia: la Filca Cisl Emilia Centrale propone uno sguardo più attento nella aggiudicazione degli appalti per evitare la corsa al massimo ribasso, che spesso si traduce in minore sicurezza sui cantieri e maggiori infortuni e malattie professionali. Questo quanto emerso pochi giorni fa dal seminario di Ase Cpt sulla sicurezza in edilizia, svoltosi presso il centro reggiano Loris Malaguzzi, al quale ha partecipato anche Filca Cisl Emilia Centrale.

Un tema più che attuale se si pensa che l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro) ha annunciato l’aumento delle morti bianche. Dai dati ufficiali emerge che le ‘denunce di infortunio con esito mortale’, avvenute ‘in occasione di lavoro’, siano 729 nei primi dieci mesi del 2015. Erano invece 628 nello stesso periodo dello scorso anno (+16,1%). Quindi ora se ne contano 101 in più. Il divario cresce ancora se si includono anche i decessi di quanti andavano o tornavano dal lavoro. L’Inail usa il termine ‘in itinere’ e conta già 259 morti (erano 205 nel 2014). In totale quindi tra gennaio e ottobre sono arrivate denunce per 988 morti, contro le 833 dell’anno precedente (+155, +18,6%)”.
“Lo sguardo rivolto all’edilizia del futuro – afferma, Salvatore Cosma della segretaria Filca Cisl Emilia Centrale – deve partire da formazione e sicurezza, avvalendosi dell’ausilio degli enti bilaterali reggiani (Scuola edile e Ase Cpt) per fornire una adeguata formazione ai lavoratori del settore edile e alle aziende che si servono di consulenza ed esperienza in tema di sicurezza”.
“I lavoratori – dichiara il sindacalista, – per poter lavorare in sicurezza devono maturare una ‘percezione del rischio’, in cui i corsi di formazione non siano finalizzati a se stessi, ma ad adottare le regole della sicurezza per la salvaguardia individuale”.
“Auspichiamo – prosegue Cosma – che finalmente nel 2016 possa essere modificata sostanzialmente la riforma Fornero, prevedendo l’uscita anticipata per categorie come gli edili, per i quali l’allungamento dell’età lavorativa si traduce in una diminuzione della soglia di sicurezza sul cantiere”.
“Pertanto, attraverso un’offerta integrata degli enti bilaterali reggiani si potrà lavorare in sicurezza in edilizia, monitorando anche la percezione del rischio, senza tralasciare l’aspetto previdenziale che angustia fortemente il settore, non permettendo un cambio generazionale”, concludono da Filca Cisl Emilia Centrale.

“Uscita anticipata per gli edili”, la proposta della Filca Cisl dopo il dato sulle morti bianche2015-12-17T11:25:01+00:00