Lunedì all’Università di Modena e Reggio Romano Prodi per ricordare Pippo Morelli. La proposta del Primo Tricolore postumo

Nacque e visse a Reggio Emilia, ma caratterizzò il mondo sindacale italiano. A Reggio Emilia scenderanno i vertici della Cisl nazionale e regionale, assieme all’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi per ricordare il reggiano Pippo Morelli.

“Fu un interprete del futuro del lavoro – spiega Rosamaria Papaleo, segretaria generale Cisl Emilia Centrale –. La strada di Pippo Morelli sarebbe ancora utile oggi per le tematiche attuali in termini di emergenza, sostegno all’occupazione, sistema fiscale e salariale ma, anche, slancio dell’attività sindacale e, soprattutto, dialogo. Per lui proponiamo l’attribuzione postuma del Primo Tricolore da parte della municipalità reggiana”.

L’attività di questo reggiano illustre, che, per altro pose e ottenne il riconoscimento della incompatibilità tra incarichi sindacali e politici, è ancora poco conosciuta dalle nuove generazioni ed è riassunta nel libro di Francesco Lauria: “Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli” (Edizioni Lavoro) che sarà presentato lunedì 20 giugno presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Dopo le introduzioni di Daniela Fumarola, reggente Fnp Cisl e Filippo Pieri, segretario generale Cisl Emilia Romagna, interverranno il professore Gian Primo Cella su “Pippo Morelli e il Novecento sindacale italiano”, Pier Paolo Baretta su “Il sapere non ha padrone: le 150 ore, i metalmeccanici e un pensiero di futuro”, l’autore Francesco Lauria su “perché ricordare Morelli oggi”, Chiara Morelli che parlerà di una famiglia e l’atmosfera del sindacato”, quindi il professor Romano Prodi su “Pippo Morelli riformista emiliano”. La giornata è moderata da Ester Crea, giornalista a scrittrice. Le conclusioni le terrà Roberto Benaglia, segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, la Fim Cisl.

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Pippo Morelli fu una delle menti più brillanti del sindacato in Italia. Prima leader della Fim Cisl e dei metalmeccanici unitari negli anni ‘60 e ‘70 e poi segretario generale Cisl Emilia Romagna e Direttore del Centro studi Cisl di Firenze, grande formatore, cattolico con uno spiccato spirito critico, fu il principale promotore delle 150 ore per il diritto allo studio degli operai e fra i primi nel sindacato italiano ad accorgersi della centralità del tema ecologico. Quindi si attivò in un deciso percorso per l’unità sindacale, per il diritto allo studio e alla formazione come strumento di consapevolezza, libertà e partecipazione. Era il fratello minore di Giorgio, detto “Il Solitario”, partigiano bianco, primo liberatore di Reggio Emilia, morto in seguito alle conseguenze di un attentato di partigiani comunisti dopo la fine della guerra nel “triangolo rosso”. Fu anche grande tessitore laico del dialogo tra mondo cattolico e sinistra italiana e, come ben raccontato nel libro di Lauria fu, da credente, uno dei sindacalisti più impegnati nella campagna vittoriosa contro l’abolizione della legge sul divorzio nel 1974. Una battaglia che fu anche grande prova di autonomia dalla Democrazia Cristiana di molti sindacalisti cislini. Nella prima metà degli anni Ottanta Pippo Morelli fu anche segretario generale della Cisl dell’Emilia Romagna, dove ebbe tra i suoi “allievi”, nell’ufficio studi del sindacato regionale anche il giovane ricercatore Patrizio Bianchi, oggi ministro dell’Istruzione e dove iniziò un importante sodalizio con un originalissimo prete operaio Beppe Stoppiglia, anche lui impegnato, oltre che nella fabbrica, nelle 150 ore e nella formazione sindacale.  Con Stoppiglia, Morelli fu tra i promotori del grande sodalizio tra il sindacato e i lavoratori italiani con la Cut brasiliana, guidata dal giovanissimo, futuro presidente, Luis Ignacio Lula. Si impegnò quindi in prima fila sia nel sostegno alla nascente (e sempre precaria) democrazia brasiliana che nel rapporto con il pedagogista degli oppressi Paulo Freire e con il vescovo dei poveri, recentemente scomparso, don Pedro Casaldaliga.

Il sindacalista emiliano concluse la propria carriera nella confederazione fondata da Giulio Pastore con il ritorno al Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze, di cui fu innovativo e apprezzato direttore tra il 1985 e il 1989. Pippo Morelli si spense a Reggio Emilia nel 2013, dopo un ventennio di lotta contro la malattia.