“Aldo Moro, un gigante politico, giovane”. Così l’hanno celebrato Fnp Pensionati Cisl e Cisl Emilia-Romagna

 

MORO / IN 300 ALLA GIORNATA CISL CON ANNAMARIA FURLAN ALL’UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO

 

Quanto è attuale la figura di Aldo Moro lo si desume anche dalla presenza silenziosa e attenta di trecento persone che, a inizio estate, affollano l’aula Magna dell’Università degli studi di Modena e Reggio. L’occasione è la giornata di incontro sulla sua figura voluta da Fnp Cisl Pensionati Emilia-Romagna e Cisl Emilia-Romagna. Intervengono esponenti del mondo istituzionale, sindacale e giornalisti.

“I giovani possono trarre giovamento dagli insegnamenti di Aldo Moro, che fu un apprezzato docente universitario, un politico illuminato ed un grande statista – ha affermato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Bisogna ripartire dal futuro dei giovani, dalla scuola e dalla formazione proprio come predicava Aldo Moro. Ripartire dalla dignità del lavoro, dalla centralità dell’Europa, dalla necessità di una maggiore giustizia sociale. In questo gli insegnamenti di Moro sono assolutamente attuali soprattutto su come costruiamo la comunità attraverso legami forti tra giovani e anziani, tra chi ha il lavoro e chi non ce l’ha, tra le diverse provenienze territoriali, tra il nord ed il sud, tra italiani ed immigrati”.  Per la leader Cisl, Moro “fu ucciso perché aveva una visione del futuro democratico del paese. Era un convinto europeista ed un assertore del dialogo sociale. La sua linea del compromesso significava non accontentarsi, era un idea coraggiosa di mettersi insieme finalizzato al bene comune del paese. Ben altra cosa rispetto  ad un contratto di governo che ha bisogno di essere siglato davanti ad un notaio”.

Inevitabile l’accenno al tema del giorno, l’immigrazione. “Sul caso dei disperati che arrivano sui gommoni e che abbiamo dirottato dai nostri porti è bene ricordare che non sono in crociera, ma cercano di salvare o migliorare la propria vita. Dove sono tutte le voci di sdegno che avremmo voluto ascoltare assieme alla nostra? Come possiamo caricaturizzare tutto questo?. Esprimo apprezzamento per chi, nel governo, ha portato la discussione sulla retta via”. Sui salari: “Dobbiamo chiederci come allargare quel minimo di salari contrattuali a tutti lavoratori? E’ questo il tema centrale in un mercato del lavoro che, invece, all’85% paga i lavoratori con salari minimi”.

Nella giornata, alla presenza di William Ballotta, segretario generale presente assieme alla segreteria della Cisl Emilia Centrale, hanno fatto le veci di padroni di casa Loris Cavalletti, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale: “Abbiamo realizzato questa iniziativa perché i più anziani hanno a cuore il futuro che, per noi sono i figli e nipoti. E il farlo all’Università significa dire ai giovani che la deve essere rimessa al centro e deve vedere i giovani impegnati. Oggi c’è bisogno di leggere i segni dei tempi capire l’importanza di essere capaci di lottare per la giustizia per costruire l’Europa come prodotti a di convivenza superando le divisioni”. Con lui Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna: “Soprattutto in questi giorni la figura di Moro è attuale, un gigante della politica da cui ripartire per progettare un futuro migliore. E’ una figura civica, che promosse l’educazione civica nelle scuole, e che riconosceva il sindacato e i lavoratori”.

 

 

 

SALUTI E INTERVENTI

“Moro, quell’Italia che non vide”

 

All’Università di Modena e Reggio Luca Vecchi, sindaco di Reggio ha legato la figura di Moro a quella del padre costituente Giuseppe Dossetti: “giusto ricordare Aldo Moro nell’Università, perché è una figura che parla ai giovani. Era un uomo di progresso capace di intercettare, con un pensiero innovativo, le energie fresche della società”.

E a Reggio Emilia il primo applauso che interrompe il relatore è quello a Giuseppe Fioroni, ex Dc e Ministro dell’istruzione, ha guidato la terza relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro: “Certo è che Moro lo hanno rapito e ucciso le Br: ma la domanda è come mai nel condominio nessuno vide? Questo è uno dei motivi per cui non lo si riuscì trovare. Per troppi anni ci siamo affidati al memoriale Morucci Faranda, ma questa non è la verità storica sul caso Moro, ma lascia fuori moltissimi protagonisti di quel tempo. Da Reggio Emilia partì l’avventura brigatista che, poi, riuscì a stringere legami a livello internazionale, dai Palestinesi dell’Olp ai Tedeschi ai giapponesi. Oggi è inaccettabile che terroristi che hanno fatto solo 10 anni di carcere vadano a fare interviste. Non basta chiedere il perdono occorre, oltre al perdono, il ravvedimento operoso”. E qui scoppia l’applauso della vasta platea.

Stefano Bonaccini, governatore della Regione Emilia-Romagna ha portato ricordi personali: “quando rapirono Moro e a scuola ci mandarono a casa. Quando ne ritrovarono il corpo eravamo in gita e ci inviarono a casa. E Firenze trovammo persone che, assieme con bandiere del Pci e dello Scudocrociato, andavano in centro a manifestare. E i miei genitori, militanti comunisti, mio padre camionista, mia madre operaia, di Moro dicevano. ‘Lè na brava persoina’ è una ‘brava persona’. Voleva dire tutto”.

Per l’onorevole Pierluigi Castagnetti: “Moro non era paragonabile a molti altri. Ora occorre un passaggio per emancipare Moro dai suoi ultimi 55 giorni e capire chi era effettivamente. Non era un uomo di intelligenza politica e autorevolezza come gli altri, era un uomo che ha costruito la fase più lunga di completamento della democrazia nel nostro Paese. Viveva la politica come arte di costruire la convivenza tra diversi, alla dialettica, al riconoscimento del diverso. Ha anticipato sul piano pratico i documenti del Concilio realizzando l’autonomia del cattolico impegnato in politica, è stato l’ideatore e il costruttore del passaggio dal centrismo al centrosinistra (concretizzare la possibilità dell’alternanza, era per lui un limite alla democrazia il monopolio di governo del centro). Subì l’opposizione della Chiesa, per lui credente un’opposizione durissima. Era un progettatore e realizzatore dei disegni politici. Ero assistente parlamentare di Giuseppe Dossetti nel 1967 quando si rivolse a Moro per comunicargli il suo desiderio di non ricandidarsi “abbiamo fatto troppo poco’. E Moro replicò: ‘Io sono convinto che abbiamo fatto troppo’, perché erano anni di forte cambiamento tra solidarietà nazionale e compromesso storico, cui non tanto la Chiesa, ma soprattutto il mondo Occidentale era contro, compresa la Nato. Possiamo mettere i comunisti al governo ci si chiedeva in quegli anni? Per lui più del potere era importante il disegno e, per questo, spiegò a Berlinguer che era Andreotti, e non lui stesso, la figura più autorevole per guidare il paese: di Andreotti gli americani si fidavano, di Moro no”.

“L’Italia – ha concluso Castagnetti – si è salvata all’omicidio di Moro perché non ha ceduto alla tentazione di cambiare la Costituzione in quelle ore. Non ha introdotto la pena di morte. Non ha ridotto la libertà di stampa. Oggi viviamo momenti difficili per altre ragioni: dobbiamo essere molto vigilanti”.

“Non mi aspettavo una platea così numerosa – ha detto il direttore de l’Espresso, Marco Damilano, autore di Un atomo di verità, sulla figura dello statista. Un libro che sente suo dato che da piccino recandosi a scuola passava da via Fani ogni giorno -. La generazione di Moro, Berlinguer, Dossetti aveva per la politica una dimensione assoluta. Oggi invece la politica è ridotta alla dimensione di pura gestione dell’esistente, con dimensioni temporali di qualche ora o dello spazio di un Tweet”.

“Piccolo borghesi rivoluzionari di professione”, definisce i terroristi Damilano e ancora: “’Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e sarò comunque un perdente”, scriveva Aldo Moro dalla sua prigionia. Dopo abbiamo conosciuto politici che pur avendo milioni di voti non avevano un atomo di verità e si sono rivelati perdenti”. E presenta la copertina del prossimo numero dell’Espresso, in edicola domenica, in maiuscolo porta la scritta “Partigiani”. Anche se non c’è un partito per cui schierarsi, c’è la necessità di schierarsi contro una idea di politica che scatena la rabbia e, sulla frustrazione, lavora per costruire il futuro consenso. Siate indipendenti, diceva Moro, non guardate all’oggi ma al domani e al dopodomani”.

“Aldo Moro, un gigante politico, giovane”. Così l’hanno celebrato Fnp Pensionati Cisl e Cisl Emilia-Romagna2018-06-22T17:46:41+00:00

Moro, 40 anni fa ma così attuale: la Cisl a Reggio lo ricorda venerdì 22 con la Furlan, Bonaccini, l’ex ministro Fioroni e Castagnetti

 

Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl, l’ex ministro Giuseppe Fioroni, il governatore della regione Stefano Bonaccini e il giornalista Damilano. Sono i relatori chiamati a Reggio Emilia a ricordare venerdì 22 giugno “Aldo Moro e il suo essere coraggioso, un eroe del nostro tempo da indicare ai giovani come modello positivo di impegno civile e morale per una società migliore”, così come lo ricorda la Cisl. La Fnp Cisl Emilia Romagna assieme alla Cisl Emilia-Romagna annunciano l’iniziativa sullo statista italiano, in programma per venerdì 22 giugno alle ore 10:00, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in viale Antonio Allegri 9 di Reggio Emilia. In quest’occasione verrà ricordato il grande statista rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 in via Fani e ritrovato senza vita, 55 giorni dopo, in via Caetani a Roma.

 

Attraverso un viaggio nella memoria personale e collettiva del politico, uomo di grande fede, marito e padre amorevole, e con l’aiuto delle sue carte personali finora inedite, sarà ripercorso uno dei periodi più drammatici della storia italiana e di Reggio Emilia.

 

Dopo i saluti istituzionali da parte di Luca Vecchi, sindaco di Reggio, Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna e Loris Cavalletti, segretario generale Fnp Cisl Emilia-Romagna all’incontro dal titolo “Aldo Moro: punto irriducibile di contestazione e alternativa” interverranno: il giornalista e direttore dell’Espresso Marco Damilano, che parlerà del suo ultimo libro che tratta sul caso Moro, dal nome “Un atomo di verità”, la segretaria generale Cisl Anna Maria Furlan, il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini e i politici Pierluigi Castagnetti e Giuseppe Fioroni.

Moro, 40 anni fa ma così attuale: la Cisl a Reggio lo ricorda venerdì 22 con la Furlan, Bonaccini, l’ex ministro Fioroni e Castagnetti2018-06-19T09:02:41+00:00

Il diritto alla cittadinanza è un gesto di democrazia, civiltà e giustizia sociale. Il sindacato Cisl Emilia Centrale: “I tempi sono maturi, la politica non rallenti l’integrazione”

“E’ surreale il dibattito che stiamo vivendo in merito alla legge in discussione al Senato sullo Ius Soli”. Con queste parole il sindacato Cisl Emilia Centrale, tramite il segretario con delega alle politiche per l’immigrazione, Domenico Chiatto, si esprime sulla legge di cittadinanza.

“Da più di 13 anni – afferma Chiatto – discutiamo sulle modifiche alla legge del 5 febbraio 1992, n. 91, e su come riconoscere la cittadinanza italiana ai cittadini immigrati e ai loro figli. La data del 15 giugno, prima discussione al Senato, era attesa con ansia da tutti coloro desideravano una nuova la legge per garantire i diritti civili, ma le nostre aspettative sono state vane”.

Riteniamo che si debba fare corretta informazione e chiarezza, sulle modifiche in discussione al Senato. Non è affatto uno Ius soli “puro”. La riforma che si andrebbe ad approvare, sostiene il sindacato, non prevede in alcun modo che chi nasce in Italia sia automaticamente cittadino italiano. “Se il Senato approvasse, come ci auguriamo, le modifiche, già votate dalla Camera dei deputati nel 2015, – affermano Aziz Sadid e Domenico Chiatto – la cittadinanza si otterrebbe secondo due meccanismi: lo Ius Soli temperato, che prevede che i bambini nati in Italia ma con il permesso di soggiorno, possano ottenere la cittadinanza italiana se hanno almeno un genitore in possesso del permesso di soggiorno permanente (ex carta di soggiorno) con parametri più restringenti nel caso in cui non sia cittadino europeo; e lo Ius Culturae, che prevede, invece, che il minore nato in Italia o arrivato qui prima del compimento di dodici anni, che abbia sostenuto un ciclo scolastico per almeno cinque anni. Se il minore ha frequentato la scuola primaria, lo deve superare con successo. La richiesta deve essere presentata da un genitore, regolarmente residente in Italia o dall’interessato entro due anni dal compimento della maggiore età. Per cui l’acquisizione della cittadinanza non sarà automatica, ma occorrerà farne richiesta – “Inoltre – aggiungono –  le norme sulle riforme della legge in materia di cittadinanza sono giustamente legate alla storia di ogni singolo Paese: i nostri politici devono perciò riuscire ad affrontare il tema in modo responsabile e superando le titubanze, com’è già avvenuto negli altri stati europei, per arrivare ad una riforma concreta che garantisca i diritti che le nuove generazioni figli di immigrati meritano”.

In accordo con le parole espresse dal segretario generale Anna Maria Furlan, che ha recentemente affermato come: “la politica deve prendere atto che i tempi sono ormai maturi, e dare la cittadinanza alle nuove generazioni è un gesto di democrazia, di civiltà e di giustizia sociale” il sindacato sostiene che non si possono alzare barriere laddove l’integrazione ha già superato ogni diversità”.

E’ importante, infine, valutare anche l’aspetto demografico. Come afferma il segretario Chiatto: “Nemmeno gli immigrati riescono a portare in positivo il saldo tra nascite e decessi. La questione demografica deve preoccupare la classe politica, che non deve perdere altre opportunità per investire sulle generazioni future: da questa strada passa anche il diritto di cittadinanza. Auspichiamo – conclude – che il Senato possa approvare tale proposta, che pur non completa, fornisce delle prime risposte”.

 

Il diritto alla cittadinanza è un gesto di democrazia, civiltà e giustizia sociale. Il sindacato Cisl Emilia Centrale: “I tempi sono maturi, la politica non rallenti l’integrazione”2017-06-24T05:55:13+00:00

Congresso Cisl Emilia-Romagna: Giorgio Graziani confermato segretario generale

Da sin. Maurizia Martinelli, Antonio Amoroso, Giorgio Graziani e Ciro Donnarumma

Giorgio Graziani è stato confermato segretario generale della Cisl Emilia-Romagna. Lo ha eletto ieri pomeriggio a Cervia (Ravenna) il consiglio generale in occasione del 12 esimo congresso regionale Cisl. Con Graziani sono stati riconfermati nella segreteria regionale Antonio Amoroso, Ciro Donnarumma e Maurizia Martinelli. (altro…)

Congresso Cisl Emilia-Romagna: Giorgio Graziani confermato segretario generale2017-05-11T09:33:05+00:00