Ballotta,  Cisl: “solidarietà a Bonaccini, il negazionismo è il buio della ragione”

“Il negazionismo è il buio della ragione, al presidente Stefano Bonaccini la solidarietà di tutta la Cisl” così William Ballotta, segretario Cisl Emilia Centrale, commenta l’episodio di intimidazione avvenuto nella casa del presidente della Regione Emilia Romagna. (altro…)

Ballotta,  Cisl: “solidarietà a Bonaccini, il negazionismo è il buio della ragione”2021-04-06T10:52:50+00:00

2020: oltre la ripresa, il rallentamento. Preoccupazione Cisl. E a Reggio frena l’industria

 

E’ un’analisi critica quella svolge la Cisl Emilia Centrale – in attesa dell’imminente pubblicazione dei dati dell’Osservatorio dell’economia reggiano – sui dati del “Rapporto 2019 sull’economia regionale di Unioncamere e della Regione Emilia-Romagna”. In parallelo il confronto con la situazione reggiana. (altro…)

2020: oltre la ripresa, il rallentamento. Preoccupazione Cisl. E a Reggio frena l’industria2020-02-21T13:09:42+00:00

Fondo per l’affitto, domande entro fine febbraio. Interessate quasi 10.000 famiglie tra Reggio e Modena. Come accedere #Sicet

Bandi aperti e con scadenza il 28 febbraio. Si stima che su base provinciale reggiana saranno oltre 4.000 le famiglie reggiane e circa 5.500 quelle modenesi (36.000 in regione) che potranno essere aiutate a pagare sino a 3 mensilità in un anno dei loro affitti, per un importo complessivo massimo di 2.100 euro. Sono 1.383.000 euro le risorse già disponibili complessivamente nel reggiano e assegnate ai Comuni capodistretto, 2.600.000 euro quelle previste per il modenese. (altro…)

Fondo per l’affitto, domande entro fine febbraio. Interessate quasi 10.000 famiglie tra Reggio e Modena. Come accedere #Sicet2020-01-16T08:46:11+00:00

Cisl e Confcooperative convergono sul patto per il lavoro

“Ridisegnare Reggio e il suo modello economico partendo dal basso, dice il vescovo Massimo Camisasca. E, quindi, come Cisl condividiamo che occorra mettere al centro il lavoro e la persona” è quanto afferma William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale dopo che il vescovo reggiano, intervenendo all’assemblea di Confcooperative, è tornato a parlare della necessità di “ridare alla nostra gente il gusto e la passione del lavoro, del costruire e del lavorare insieme, perché senza questo gusto e senza la riscoperta del senso del lavoro non ci può essere ripresa da nessuna parte, perché verrebbe meno il senso dell’appartenenza ad un popolo e della responsabilità sociale che sta in una consapevolezza comunitaria”.

“Reggio Emilia – osserva Ballotta – in questi giorni dimostra, sotto i diversi profili del lavoro, dell’accoglienza, dei diritti,… di cercare una propria identità, anche partendo da punti di vista diversi. E’ per questo che come Cisl Emilia Centrale già dal 2016 abbiamo chiesto di attuare a Reggio un Patto per il lavoro che agevoli del dialogo tra lavoratori, imprese ed enti. Farlo significa creare una straordinaria occasione di coesione sociale. Giudichiamo, quindi, positivamente la richiesta di un Patto avanzata anche da Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative Reggio Emilia e, sin da ora, ci dimostriamo disponibili ad affrontare i temi da sollecitati dal mondo cooperativo su appartenenza locale, inclusiva ed accogliente”.

“Auspicare la conclusione del Patto anche per Reggio – conclude il segretario generale – è in sintonia con quanto sta accadendo con gli altri territori. I dati occupazionali positivi della Regione Emilia-Romagna dimostrano che c’è una fase evolutiva importante: laddove il patto è stato siglato i risultati sono ancora più significativi come ha sottolineato il governatore Bonacini”. In base ai dati della Regione Emilia-Romagna l’occupazione nel primo trimestre 2017 è ulteriormente cresciuta del 2,4% rispetto a un anno prima, con un aumento di 46.600 posti di lavoro. Gli occupati sono pari a 1.972.760, costantemente cresciuti negli ultimi due anni: +81.339 nuovi posti rispetto al primo trimestre 2015 (+4,3%).

Cisl e Confcooperative convergono sul patto per il lavoro2017-06-14T09:12:43+00:00

La Cisl sul punto nascite: “Alla gente d’Appennino si deve chiarezza”

 

“Ci preoccupa l’escalation mediatica sul punto nascite se, questa, è segno di una carenza della politica. Riteniamo che i pareri tecnici siano da utilizzarsi nelle sedi opportune e che sia giunto il momento che dalla Regione giunga una risposta chiara sul tema Ostetricia e Ginecologia del Sant’Anna. La programmazione del territorio sia fatta dal basso e condivisa anche con le esigenze della popolazione”. Interviene in maniera netta William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale sul tema che, in queste ore, catalizza l’attenzione dell’Appennino reggiano. Nei giorni scorsi, con una serie di interventi, il direttore generale Fausto Nicolini ha ribadito le posizioni per cui lo stesso si dichiara favorevole alla chiusura del punto nascite montano.

“Oltre al tema delle deroghe  – aggiunge Luca Ferri, responsabile della zona Cisl di Castelnovo Monti – siamo preoccupati, a fronte di notizie rilanciate dai media, che possa continuare con adeguata serenità il lavoro in questo reparto, ma anche la fruizione dello stesso, così come rilevato dalle mamme organizzate nel comitato. Riteniamo inoltre che sia necessario dare una risposta su tutta la tenuta complessiva del sistema socioassistenziale non solo nel comune capoluogo ma in tutto l’Appennino: ospedale, assistenza domiciliare, strutture che operano sul territorio, anche nella gestione delle patologie croniche. Una direzione in tal senso è già tracciata nel preliminare di strategia delle Aree interne che dovrà trovare applicazione sul territorio”.

Il mondo Cisl, poi, sostiene anche la visione alternativa: “Alle diverse problematiche citate da Nicolini – entrano nel dettaglio Davide Battini, segretario della Cisl Fp ed Ezio Razzoli, ex rsu Cisl per l’ospedale – deve essere la stessa azienda sanitaria a fornire adeguate risposte sul tema della sicurezza in loco. Un esempio che in diversi contesti si vorrebbe sperimentare sono soluzioni in merito alla formazione e rotazione del personale per garantire una maggiore pratica sui parti. E’ per noi imprescindibile che, per garantire la qualità del servizio e delle persone che vivono in montagna, si ottengano dalla politica decisioni certe con un piano di valorizzazione e potenziamento decennale sull’ospedale e sui servizi domiciliari dell’Appennino salvaguardando reparti e servizi in termini di qualità e quantità. Solo una programmazione di lungo periodo può dare ai professionisti, medici e personale sanitario, e alle persone che scelgono di continuare a vivere o di andare a vivere in montagna quella stabilità che permette di fare scelte certamente meno semplici che in altri luoghi della provincia”.

Da segnalare, infine, anche l’intervento dei pensionati della Fnp Cisl che, in vista dell’imminente congresso, intendono presentare una mozione di sostegno che impegnerà la categoria intera al presidio del punto nascite montano “è solo mantenendo le nascite in Appennino, al pari della sanità, della scuola e dei servizi, che si può pensare di mantenere l’uomo sul territorio e, questo, vale più che mai anche per gli anziani che vogliono continuare a vivere dove sono nati”.

La Cisl sul punto nascite: “Alla gente d’Appennino si deve chiarezza”2017-02-02T09:58:11+00:00

Ballotta (Cisl): con il patto provinciale per il lavoro Reggio Emilia può tornare a crescere

Un patto territoriale per il lavoro è quanto propone la Cisl Emilia Centrale. “Lottiamo tutti insieme per creare nuovi posti di lavoro a Reggio Emilia, le potenzialità ci sono” è quanto dichiara William Ballotta segretario generale della Cisl Emilia Centrale che, anche per questo, invita la collettività reggiana a valutare questa proposta.

“A quasi un anno dall’approvazione del Patto per il lavoro in Regione Emilia Romagna – afferma il segretario dei cislini – è giunto il momento della sua declinazione sul territorio reggiano per conseguire gli obiettivi che ci siamo dati con l’ente regionale. Proprio per perseguire questa finalità anche a Reggio chiediamo in primis alla Provincia ed al Comune di attivarsi come ‘registi’ e convocare un ‘Tavolo provinciale per il lavoro’ che coinvolga tutta la società reggiana in uno sforzo di condivisione di idee e responsabilità. A disposizione per i prossimi 5 anni ci sono 15 miliardi di euro”. William Ballotta (Custom)

Per definire cosa?

“Le prossime dinamiche in fatto di territorio – risponde il segretario – diritti, competenze, innovazione, legalità, welfare. Il Patto regionale è sottoscritto tra istituzioni locali, Università, le parti sociali datoriali e sindacali e il forum del terzo settore. Esso prevede l’impegno a collaborare per realizzare le linee strategiche capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale. Su base regionale parliamo di 120 mila posti di lavoro e portare la disoccupazione al 4,5% dimezzandola”.

Da quali settori ripartire?

“Certamente dal manifatturiero, aggiunge Andrea Sirianni, segretario con delega alle politiche per l’industria, innovazione e welfare – perché continua a dare uno straordinario contributo al Pil (il 25%), perché vale sino all’80% dell’export (al pari dei lander tedeschi) e perché il tasso di occupazione in questo settore è di 10 punti sopra il dato medio del 55%. Se dopo la crisi una serie di imprese leader ha innovato e cambiato gli stessi distretti, ora resta il problema delle dimensioni troppo contenute delle aziende. La crisi ha picchiato duro, ma abbiamo retto e confermato i ruoli leader dei distretti a specializzazione meccanica di Guastalla e di Reggio del distretto lattiero caseario assieme a quello dei salumi, oltre che dell’industria ceramica”.

“Reggio Emilia è un territorio di grandi potenzialità – continua Sirianni – e deve ora fare proprio il documento regionale per lo sviluppo, forte delle proprie specificità. L’invito è al confronto e a declinare i primi tavoli di lavoro, anche sul tema del welfare che è uno straordinario investimento sulla coesione sociale della comunità, ma anche economico perché genera posti di lavoro. E’ il caso, ad esempio, del welfare generativo o di comunità che attiva tutte le forze presenti sul territorio per creare un nuovo benessere collettivo. L’opportunità è anche quella di mettere a valore i 20 distretti reggiano-modenesi che, da soli, valgono oltre il 55% del Pil regionale, pari a 11 miliardi di euro”. Andrea Sirianni

“Per la Cisl Emilia Centrale – riprende Ballotta – è obbligatorio aggredire il blocco della disoccupazione presente su Reggio: eccessiva la presenza di quasi oltre 30.000 disoccupati, pari al 5,4% della forza lavoro, con punte del 33% tra i giovani. Le possibilità ci sono se si osserva la trasformazione nel mondo del lavoro che richiede nuove professionalità della nuova industria. Il tema della formazione, dell’individuazione di nuovi tecnopoli e distretti, della contrattazione aziendale”. Fondamentale è poi il rinnovo dei contratti scaduti che darebbero respiro alla domanda interna e ai consumi.

Quindi l’appello della Cisl è anche ai Comuni “ai quali chiediamo – conclude il segretario generale – di allargare la contrattazione sociale per poterci confrontare insieme in maniera costruttiva  sul futuro del nostro territorio e della nostra comunità.

Ballotta (Cisl): con il patto provinciale per il lavoro Reggio Emilia può tornare a crescere2016-06-03T13:28:47+00:00
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