AULE CON 34 GRADI, CORRIDOI TRASFORMATI IN CLASSI, UN MALORE “SITUAZIONE GRAVE. PER GLI ESAMI UN PIANO CON PROTEZIONE CIVILE”

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Cisl Scuola: “I locali sono forni invivibili. Gravi disagi in tutta la provincia.
Vogliamo sapere se ci sono le condizioni di salute e sicurezza”

Reggio Emilia, 28 maggio 2026 – Una studentessa del Convitto Corso di Correggio stamane ha avuto un malore ed è arrivata l’ambulanza, le aule in tutta la provincia sono soffocanti, con temperature stabilmente sopra i 31 gradi. Gli alunni e il personale sono esausti e le scuole si stanno inventando soluzioni d’emergenza per garantire comunque le attività.

“Una situazione incredibile e grave. Le aule sono diventate forni invivibili, nei quali è durissima, se non impossibile, poter svolgere in modo utile le attività didattiche ed educative. Gli esperti del meteo segnalano che col super Niño le cose andranno anche peggio e quindi dobbiamo tutti porci una domanda onesta: le scuole non finiranno il 6 giugno, pochi giorni dopo partiranno gli esami alle medie e gli esami di maturità. Chiediamo alle Istituzioni competenti di valutare se ci siano le condizioni di sicurezza e di vivibilità indispensabili e, nel caso, di attivare un confronto, se non già un piano di gestione emergenziale, con la Protezione civile. Lo diciamo forte e chiaro: la questione non riguarda il comfort, ma la sicurezza, la salute e la qualità stessa dell’ambiente scolastico”, segnala Ciro Fiore, segretario generale aggiunto di Cisl Scuola Emilia Centrale, il cui staff continua a ricevere da due giorni decine di segnalazioni da tutta la provincia.

IL BOLLETTINO
Nella tarda mattinata di oggi alla scuola primaria Correggio 2 il termostato registrava 31.7 gradi, poco dopo le 13.45 al liceo Matilde di Canossa il termometro ambientale rilevava 35.8 gradi, alla scuola dell’infanzia di Villa Minozzo, nel locale dove stavano dormendo i bimbi, annotati 29.3 gradi.

Sono solo alcuni esempi tratti da un vero e proprio bollettino di guerra. Al Convitto Corso di Correggio i corridoi sono stati trasformati in aule improvvisate per dare un minimo di respiro agli studenti e al personale. Allo Zanelli Secchi di Reggio, è proseguita la consegna dei ventilatori iniziata il 27 maggio. La scuola ha comprato in emergenza gli apparecchi e stamane 15 ventilatori sono stati affidati agli alunni delle classi dove si sono registrati i disagi peggiori, nel tentativo di rendere sopportabili le temperature all’interno delle aule. Una misura che si è resa necessaria anche per convincere gli studenti ad entrare a scuola.

LE NORME
“Chiunque capisce che non si può continuare ad affidare la vivibilità delle scuole alla situazione meteo” osserva Fiore, ricordando che il D.Lgs. 81/2008 obbliga a garantire un microclima adeguato. Nei mesi caldi, i riferimenti tecnici di comfort si collocano generalmente intorno ai 24-27 °C, ma la valutazione deve considerare anche umidità, ventilazione, irraggiamento solare e affollamento. Quando le condizioni diventano critiche, la scuola deve attivare misure organizzative e di prevenzione: il caldo non è un disagio generico, ma un rischio da valutare e gestire”.

PREOCCUPAZIONE PER IL PERSONALE
Aspettando gli esami, tra gli studenti cresce un’insoddisfazione comprensibile. Lo stesso vale per il personale che continuerà a restare in servizio per buona parte di luglio. Perché la scuola non è quella delle vacanze lunghe tre mesi, come raccontano le leggende metropolitane. “Nei mesi estivi si concentra una delle fasi più delicate dell’intero sistema scolastico. Gli uffici scolastici e le segreterie lavorano incessantemente, spesso con organici ridotti e carichi crescenti, mentre migliaia di lavoratrici e lavoratori attendono convocazioni, nomine e incarichi”, prosegue Fiore.

A tutto questo si aggiungono Pnrr, i Programmi finanziati dall’Unione Europea (Pon), Piano Estate, rendicontazioni, piattaforme, monitoraggi, scadenze e progettualità sempre più articolate. “La scuola non chiede privilegi – conclude Cisl Scuola – . Chiede semplicemente di essere raccontata per ciò che realmente è: un servizio pubblico essenziale, sul quale per decenni non si è investito, fischiettando. E ora il caldo dimostra che errore madornale è stato”.

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