QUANTO VALGONO 300 FARMACISTI COMUNALI? 180 EURO LORDI. ESTERO PIU’ CONVENIENTE PER I GIOVANI REGGIANI, CHE MIOPIA ASSOFARM!

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Sciopero dei camici bianchi della farmacie comunali, Fisascat Cisl a gamba tesa su Fcr

Reggio Emilia, 17 giugno 2026 – “Un farmacista delle farmacie comunali di Reggio all’inizio di carriera guadagna poco più di 2.100 euro lordi al mese. In Germania un collega al primo anno supera i 4.100 euro; in Francia si è già oltre i 3.700. Allora chiediamo: perché un giovane professionista reggiano dovrebbe restare? Se lo stipendio raddoppia passando il confine, non è fuga di cervelli. E’ accompagnamento alla porta”. Alessandro Martignetti, segretario generale Fisascat Cisl Emilia Centrale, non usa giri di parole mentre commenta lo sciopero dei camici bianchi reggiani che lavorano nelle 31 farmacie comunali sul territorio.

SENZA CONTRATTO
I dipendenti di Fcr (Farmacie Comunali di Reggio) sono più di 300. Il loro contratto è scaduto il 31 dicembre 2024, e la risposta di Assofarm non regge: 180 euro lordi al mese, quando la richiesta di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs era di 360 euro, il minimo sindacale – è il caso di dirlo – per recuperare quello che l’inflazione ha bruciato negli ultimi anni, rendendo anche solo la spesa un atto di eroismo. “Non puoi chiamare presidio sanitario una farmacia e poi pagare chi la fa funzionare come se fosse invisibile. Questa non è serietà: è miopia, da parte di Assofarm, il cui business funziona benissimo, altroché”, attacca Simone Zannoni, segretario reggiano della Fisascat.

NON UN BANCO QUALUNQUE
Le farmacie comunali sono uno dei presidi sanitari più capillari e accessibili della città. Sono il porto sicuro dove un anziano trova qualcuno che lo ascolta, dove una famiglia fragile riesce a orientarsi nel sistema sanitario, dove si prenota un esame o si trova risposta quando tutto il resto sembra irraggiungibile. Con la farmacia dei servizi, attività e responsabilità sono cresciute. Ma mentre il lavoro cambia, il contratto resta fermo.

TUTTO DA RINNOVARE
Il sindacato, prosegue Zannoni, ha le idee chiare. E stamane le ha ribadite con fermezza: maggiorazioni adeguate per il lavoro domenicale e notturno, preavviso minimo garantito nella programmazione dei turni, una migliore conciliazione vita-lavoro, perché i farmacisti sono costretti a lavorare spesso le domeniche, le notti e negli altri festivi. Chi ha una famiglia la vede poco e male, in cambio di un contratto che offre le briciole.

Sul fronte professionale, indennità specifiche per chi svolge attività di farmacia dei servizi – screening, telemedicina, gestione della cronicità – e formazione continua a carico del datore di lavoro. Più tutele contro le aggressioni, in crescita anche negli esercizi farmaceutici. “Non si può chiedere a qualcuno di fare di più, sapere di più, rischiare di più e rispondergli con tabelle vecchie di anni”, incalza Zannoni.

CITTADINI DI REGGIO, LOTTIAMO ANCHE PER VOI
A questo punto, Zannoni si rivolge ai cittadini di Reggio, invitandoli a sostenere la protesta dei farmacisti delle comunali, destinata a proseguire. “Oggi non hanno scioperato dei privilegiati. Scioperano lavoratrici e lavoratori che chiedono un contratto giusto per continuare a garantire qualità. La farmacia pubblica nasce dalle persone che ci lavorano ogni giorno, non dai muri o dalle insegne. Se quelle persone vengono svalutate, si indebolisce il servizio che Reggio ha costruito nel tempo”. Ecco perché Fisascat chiede alla comunità reggiana “di stare dalla parte di chi tiene aperta una porta di salute nei quartieri. Il contratto non è un favore: è rispetto per chi si prende cura della nostra comunità”.

 

 

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