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GAMBRO-VANTIVE MEDOLLA, LA PREOCCUPAZIONE DI SINDACATI E LAVORATORI DOPO LE RISPOSTE NON DATE AL MINISTERO “VOGLIAMO CERTEZZE”

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Il rinvio dell’annuncio del nome e delle specificità del compratore lascia i lavoratori di Gambro Dasco nella totale incertezza sul proprio futuro.

Questo limbo dura da troppo tempo e, con il contratto di solidarietà in essere, ogni giorno trascorso aumenta la preoccupazione dei lavoratori riguardo alla continuità operativa dello stabilimento.

Nel corso di partecipate assemblee, sindacati ed Rsu oggi hanno informato i dipendenti rispetto a quanto emerso al Mimit ieri mercoledì 28 ottobre: Vantive ha comunicato di aver identificato il potenziale acquirente, affermando che si tratta di una società attiva nel settore dei servizi renali ed operante negli Stati Uniti, senza però divulgarne il nome.

Le informazioni aggiornate purtroppo finiscono qui: sul perimetro della vendita non sono stati precisati ulteriori dettagli, né, al netto di generiche rassicurazioni sulla solidità finanziaria dell’acquirente, sulla capacità del compratore di effettuare gli investimenti necessari al rilancio del sito di Medolla e, soprattutto, attraverso quale piano industriale ed impatto occupazionale. Nonostante le numerose domande specifiche l’azienda non ha voluto fornire alcun ulteriore elemento per evitare che si identifichi il potenziale acquirente.

Su questo punto il Ministero, raccogliendo le sollecitazioni e le preoccupazioni delle Organizzazioni Sindacali, della RSU e delle istituzioni locali, ha richiesto formalmente all’azienda che piano industriale e closing finali siano subordinati al parere vincolante degli attori presenti tavolo ministeriale: sindacato ed istituzioni.

Su questo punto l’azienda non ha ancora confermato di assumere tale impegno con le parti, rimandando alle prossime ore un riscontro alla richiesta diretta del Mimit.

“Reputiamo fondamentale la conferma di tale disponibilità al confronto da parte dell’azienda per garantire il miglior esito possibile di una transizione che impatti il meno possibile sulle lavoratrici e sui lavoratori e che, soprattutto, dia prospettive solide sul futuro industriale del sito. È il momento che Vantive e Carlyle dimostrino con i fatti e non soltanto con le parole di avere a cuore la trasparenza dell’operazione e il destino dello stabilimento di Medolla”.

 

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