Dopo oltre 350 morti in cinque mesi, dopo le stragi di Firenze, Suviana e Casteldaccia, anche oggi si investe sulla sicurezza domani.
#Fermiamolasciadisangue, occorre garantire che chi lavora possa ritornare a casa.
Oggi manca una cultura della sicurezza, manca il rispetto delle precauzioni salvavita essenziali, abbiamo bisogno di un grande salto in avanti con riforme e investimenti per la formazione e un nuovo sistema di controlli, perché non si costruisce sicurezza e non si salvano vite se il sistema è costretto a svuotare il mare con il secchiello.
Servono scelte nette, che abbiano la dignità delle riforme condivise e per questo capaci di liberare il cambiamento. Lo chiediamo alla classe politica e al mondo delle imprese, che non può celebrare la responsabilità sociale nei convegni e poi non unirsi al sindacato per fermare la strage sui luoghi di lavoro.
Cisl Emilia Centrale prosegue il suo impegno per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, se c’è una battaglia da fare, giusta e senza confini, è proprio questa.
Di lavoro si deve vivere e non morire. Basta parlare di fatalità, non è sufficiente il cordoglio o la pietà”, ha detto il nostro segretario nazionale Luigi Sbarra, dando voce a tutta la Cisl: “E non ci fermeremo fino a quando non ci sarà un cambiamento vero in tutti i luoghi di lavoro, con una strategia nazionale che fermi questa intollerabile scia di sangue”.