SFRATTI FACILI, ALLARME DEL SINDACATO INQUILINI SUL NUOVO DDL: “ANCHE A MODENA RISCHIO STRADA PER LE FAMIGLIE ONESTE”

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Cella (Sicet) contro il Ddl Buonguerrieri. “Sullo stesso piano i furbetti e chi è davvero in crisi”
Pesante impatto sul territorio. Meno tempo per saldare gli arretrati

Modena, 21 marzo 2026 – “Siamo molto preoccupati per l’attacco in corso contro il diritto di una famiglia onesta ma in difficoltà economica a mantenere una casa. Sicet non difenderà mai chi sceglie, con furbizia, di non pagare un affitto e, per questo, è inaccettabile che si scrivano norme che spingono gli sfratti facili e mettono tutti sullo stesso piano: i furbetti e chi corre per trovare i soldi per il canone a fine mese”.

Così Eugenia Cella, leader del Sicet Modena, il sindacato degli inquilini Cisl, suona l’allarme sul nuovo disegno di legge Buonguerrieri presentato alla Camera.

Eugenia Cella

“Se il Ddl Marcheschi sbarcato al Senato era pericoloso, questo disegno gemello peggiora il quadro: toglie tempo alle famiglie che tentano di risollevarsi per riuscire a pagare l’affitto e non genera una soluzione alternativa – evidenzia Cella –. I proprietari di casa vanno tutelati, siamo d’accordo, e non possono essere loro a produrre welfare. Ma prima di mettere in strada le persone oneste serve una seria ed adeguata offerta pubblica, serve  rifinanziare la scatola statale, diventata vuota, del fondo sociale per l’affitto a favore della morosità incolpevole. E serve lavorare insieme per un mercato privato a prezzi ragionevoli e sostenibili”.

 

L’IMPATTO SU MODENA
Il Ddl Buonguerrieri avrebbe un impatto pesante su Modena. Lo dicono i numeri: nel nostro capoluogo, nel 2024 sono stati eseguiti 330 sfratti con la forza pubblica. Il 70% per morosità incolpevole, cioè persone che non ce la fanno più a pagare un affitto, non persone che non vogliono pagare. “Non distinguendo chi si sottrae al dovere di pagare e chi è in ginocchio, il Ddl rischia di produrre un aumento di famiglie private di un tetto e senza reddito sufficiente per rientrare nel mercato. Persone di cui dovrebbero farsi carico i Comuni, già allo stremo. Ecco perché crediamo che i Sindaci debbano reagire e che il Ddl vada ritirato immediatamente”.

Intanto nel mercato privato continuano a ridursi gli alloggi disponibili. Nel 2025 a Modena è aumentato tra il 15 e il 20% il numero di proprietari che, alla scadenza del contratto di affitto, hanno preferito dirottare i loro appartamenti verso i soldi facili degli affitti brevi.

 

IL DDL SPIEGATO BENE
Prima misura: vengono fortemente ridotti i termini che permettono all’inquilino moroso di pagare gli arretrati per evitare la risoluzione del contratto. Ma non basta: sono dimezzati i termini entro i quali il giudice dovrà fissare l’esecuzione dello sfratto. Restano solo tre mesi anziché sei.

Secondo: non si conosce più la data di arrivo dell’ufficiale giudiziario. Nessun avvertimento, nessun tempo per organizzare la rete dei servizi sociali per trovare una soluzione abitativa differente.

Terzo: l’ufficiale giudiziario deve procedere all’esecuzione dello sfratto entro trenta giorni dalla notifica del precetto per il pagamento dei canoni arretrati. Il Sicet invita a riflettere: bastano trenta giorni per trovare una casa alternativa, spesso con redditi insufficienti, in un mercato che a Modena ha visto i canoni salire del 27% rispetto al 2019?

E se l’inquilino chiede più tempo per pagare? Può ottenerlo una volta sola, per un massimo di sessanta giorni. Dopodiché game over, il Ddl limita drasticamente i casi che oggi consentono di posticipare l’esecuzione dello sfratto.

Infine viene eliminata la mediazione davanti al giudice che fino ad oggi poteva accogliere l’opposizione dell’inquilino. Una valvola di sicurezza che ha permesso di trovare soluzioni condivise tra inquilino e proprietario.

 

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